Bombe di Bangkok: indagine ed analisi di un attentato ben pianificato

Sono ancora poco chiari gli autori e la motivazione delle bombe di Bangkok strategicamente poste e ben pianificate di alcuni giorni dopo il loro scoppio

E’ chiara però come la narrazione della stabilità, che aiutò Prayuth ed il suo partito del Palang Pracharat a salire al potere da eletti, è ora in dubbio appena qualche settimana dopo che il precedente regine del golpe aveva tolto alcuni ordini di sicurezza nel ritorno alla democrazia.

Due delle bombe di Bangkok hanno preso di mira strutture militari come il quartier generale delle forze armate, due sono scoppiate vicino ad una torre di uffici del King Power Group, grande finanziatore del Palang Pracharat, e due vicino al complesso governativo che ospita agenzie della sicurezza e dello stato.

Gli scoppi dovevano avere il massimo impatto politico per la coincidenza con il summit del ASEAN a cui partecipavano i massimi inviati globali e regionali, togliendo un po’ del lustro al grande palcoscenico dove Prayuth era lodato per aver riportato la democrazia dopo cinque anni di potere militare.

I critici dicono che la transizione al governo eletto è incompleto a causa della manipolazione del campo elettorale a favore del Palang Pracharat da parte delle forze armate e dei suoi sostenitori, ed a causa di un senato di 250 membri nominati dai militari che hanno assicurato la vittoria di Prayuth nel voto parlamentare.

Ci sono vari attori politici che avrebbero motivazioni a lanciare gli attacchi delicatamente scelti, come gli insorgenti Malay Musulmani delle regioni meridionali, le “magliette rosse” represse dal continuo controllo dei militari sulla politica e da fazioni militari che potrebbero essere destinati a perdere contro il gruppo della guardia della regina nel prossimo giro di nomine.

“Era il momento perfetto per porre Prayuth sulla difensiva” ha detto Panitan Wattanayagorn, esperto della sicurezza e già consigliere del ministero della difesa. “Era un facile colpo con ottimi risultati”

Gli arresti e le accuse indicano finora il principale gruppo dell’insorgenza del profondo meridione del BRN che opera nelle province di Yala, Narathiwat e Pattani e distretti di Songkla.

Il due agosto erano stati arrestati due giovani malay musulmani sospettati di aver lasciato un oggetto sospetto al di fuori del quartier generale della polizia di Bangkok ad un posto di controllo vicino Chumphon sulla via per Narathiwat. I due sono quelli identificati via telecamere di sorveglianza. Una fonte della sicurezza ha detto ad Asia Times che i due giovani avevano la schedina penale pulita e che il movimento separatista ora recluta una nuova generazione di giovani.

L’insorgenza ha lanciato vari attacchi sulla sicurezza nella regione in risposta ai presunti abusi subiti da un presunto militante che entrò in coma in una base militare di Pattani il 26 luglio.

Secondo un ex ufficiale della sicurezza le bombe potrebbero essere un attacco di vendetta fatto da giovani senza l’approvazione degli anziani del BRN, valutazione fatta sulla base della chiara mancanza di familiarità dei detenuti con Bangkok. Ci si aspetta che altre decine di persone siano presi nei prossimi giorni.

L’esperto della sicurezza Panitan ha detto che l’intelligence aveva notato alcuni movimenti dei bombaroli ma non era riuscita a indicare in tempo la situazione. Sarebbero cinque gruppi che avevano osservato gli obiettivi prima dell’attacco.

Mentre varia gente della sicurezza aveva espresso sui media locali il possibile legame dei detenuti con il BRN, fonti indipendenti hanno detto ad Asia Times che questi fossero stati sostenuti da politici o fazioni opposte della sicurezza per destabilizzare la già instabile coalizione di Prayuth.

Un esperto della sicurezza di Bangkok ha notato che i sistemi a tempo delle bombe indicavano una pianificazione significativa da parte di persone relativamente ben addestrate ad indicare più il BRN che le magliette rosse. Il fatto che poi gli esplosivi non erano molto ricercati sta a indicare o che non avevano accesso a tali esplosivi o che non volessero fare vittime di massa.

Per Panitan i frammenti ritrovati sui siti delle bombe indicano che i materiali delle bombe erano una cosa abbastanza nuova e non usati nel conflitto del meridione. Gli attaccanti hanno fatto leva sulla presenza in massa della polizia per la sicurezza del summit ASEAN che lasciava scoperte altre aree della capitale. Quattro persone sono state ferite da esplosioni di basso grado.

Il fosco BRN esercita un grande controllo sulle cellule e gli insorgenti nel profondo meridione.

Significativo che il gruppo rallentò i tempi e l’intensità della sua campagna dopo la morte di Re Bhumipol nell’ottobre 2016, ma che ora ha accelerato le operazioni come unsegnale chiaro al governo allineato con i militari di Prayuth.

Alcuni analisti ritengono che il BRN possa aver orchestrato gli attacchi nella capitale, mai fatto in 15 anni di conflitto che è relegato nel profondo meridione, un’accelerazione strategica per avere forza di negoziazione faccia a faccia col nuovo governo durante lo stallo dei negoziati di pace.

Un portavoce del BRN ha negato che il gruppo sia dietro gli attacchi, come fatto anche da fonti anonime che hanno parlato ad Asia Times. Una fonte diplomatica comunque nota che il BRN ha inizialmente negato responsabilità in attacchi passati per accettarli solo molto tempo dopo.

Questo è il caso delle bombe dell’agosto 2016 fatte nelle sette province del meridione settentrionale nel giorno del compleanno della regina prendendo di mira le aree turistiche come Hua Hin dove la famiglia reale ha un palazzo.

I media thai sostengono che fonti della sicurezza affermano che le bombe di Bangkok possono essere state messe dagli stessi che organizzarono gli attacchi del 2016 che furono molto simbolici perché sia Prayuth che il generale Prawit Wongsuwan appartengono alla guardia della regina.

Allora come ora rappresentanti di governo hanno per riflesso condizionato accusato le magliette rosse che sono legati ai già premier Thaksin e Yingluck Shinawatra, le bestie nere del potere militare e realista.

Khaosod News citava che il capo dell’esercito Apirat Kongsompong legava le bombe a Bangkok alle magliette rosse e chi li controlla, velato ma chiaro riferimento al clan Shinawatra. Khaosod poi ha ritrattato la storia. Né le magliette rosse né il tradizionale Puea Thai hanno una motivazione immediata o anche legittimità popolare per lanciare gli attacchi.

I capi delle magliette rosse formarono un nuovo partito politico nelle elezioni di marzo che conseguì appena otto seggi dei 500 della camera bassa. Il Puea Thai che ha vinto il maggior numero di seggi sembra stia prendendo tempo per un voto di sfiducia in cui sperano di cacciare Prayuth dal potere.

Ancora ci sono ragioni per essere scettici che il BRN sia il responsabile degli attacchi.

Da quando si riaccese il conflitto cronico nel 2004, si sa che l’insorgenza è stata usata da altri gruppi politici come parlamentari eletti e persino forze di sicurezza, per attacchi mercenari per un vasto tipo di scopi ed interessi.

Molti Malay musulmani con legami col BRNsi sa hanno connessioni con l’elite thai di tutto lo spettro politico. Nonostante le affermazioni che le bombe del 2016 e quelle di Bangkok possano essere stati orchestrati o sostenuti da gruppi politici, si dice tra analisti e diplomatici che le bombe possono essere più direttamente legate al conflitto e rivalità tra le forze di sicurezza.

Tutti gli attacchi comprese le bombe di Erawan, l’attacco più brutale in cui morirono 20 turisti nel 2015 a Bangkok, accaddero ad agosto, un mese che precede i rimpasti annuali dei militari e della polizia in cui si decidono e negoziano le grandi nomine e quando crescono le divisioni delle fazioni dei militari.

Panitan dice che è possibile che “ex ufficiali”scontenti dello scivolamento di potere da Prawit verso Prayuth al ministero della difesa potessero essere i cospiratori dietro le bombe di Bangkok e che abbiano usato operativi del BRN per “rendere difficile di poter essere rintracciati”

Sebbene non ci siano prove concrete a riguardo, alcuni dibattono sulla possibilità che le bombe di sabato possano essere legate ai negoziati in corso tra le agenzie della sicurezza comprese le due fazioni delle guardie del Re e della Regina tra i militari.

A mettere benzina sul fuoco a questa ipotesi, Prayuth che è anche ministro della difesa, ha annunciato che avrebbe preso il controllo del dipartimento di indagini speciali della polizia, mossa che potrebbe aver accentuato le frizioni tra militari e polizia che durante il governo della giunta raggiunsero picchi notevoli.

Personale sbandato della polizia fu preso, durante le proteste di strada del 2010 finite in una feroce repressione, consegnare bombe di basso livello alle magliette rosse.

La polizia, come chiunque possa sembrare avere motivazioni per le bombe di Bangkok, ovviamente ha negato ogni responsabilità.
Shawn Crispin e Jason Johnson, Asia Times