Primo incontro segreto tra BRN di Patani e rappresentanti governo Prayuth

Il più attivo e forte gruppo separatista del Meridione Thailandese BRN ha detto di aver tenuto un primo incontro segreto con rappresentanti del nuovo governo thailandese a cui ha espresso le proprie condizioni per un colloquio di pace formale.

L’incontro è avvenuto in una località imprecisata della regione dove il BRN ha chiesto la liberazione dei detenuti per presunti legami con l’insorgenza ed un’indagine trasparente sugli abusi commessi dalle forze di sicurezza thailandesi.

Potrebbe essere un passo in avanti nei colloqui di pace in un conflitto che ha fatto oltre 7000 morti e decine di migliaia di feriti a partire dall’ultimo scoppio dell’insorgenza nel gennaio 2004.

Un membro anziano del BRN, Pak Fakir, ha detto alla Reuters in una rara intervista del primo incontro segreto:

“Se i colloqui ufficiali di pace sono una festa, allora questi incontri segreti sono come portare l’animale dentro la cucina, ma la vacca non è stata ancora ammazzata.” aggiungendo anche: “Lo stato thailandese è come un’anguilla oleosa che sfugge alla presa”

Il capo attuale del pannello di pace Thailandese il generale Udomchai Thamsarorat non ha voluto commentare nulla, né se si è avuto o meno il colloquio segreto.

Finora il BRN non è stato mai ingaggiato in colloqui formale sebbene ci sarebbero stati due contatti con la vecchia giunta militare di Prayuth Chanocha senza però che siano approdati a qualcosa.

“La causa radicale del nostro problema è la colonizzazione, argomento che non è mai stato toccato nei precedenti colloqui” ha detto Fakir il quale ha smentito che il BRN è la mano dietro gli attentati di Bangkok del 2 agosto scorso, dove sarebbero stati fermati due giovani del meridione thailandese.

Le bombe fatte durante il summit dei ministri degli esteri del ASEAN a cui hanno partecipato gli inviati USA e Cina hanno un po’ imbarazzato il governo sebbene abbiano fatto solo alcuni feriti.

“Non attaccheremo mai fuori dalle tre province del meridione perché non vogliamo essere visti come terroristi” ha detto Pak Fakir. “Abbiamo il nostro territorio. Perché dovremmo avventurarci al di fuori di esso? Qualche altro è dietro a questi attacchi…”

In realtà la polizia brancola nel buio e non sa ancora chi incolpare. In un articolo di TSV precedente sono state esposte le idee di alcuni analisti, i quali indicano nel complesso un’origine interna alle forze militari più che un’azione delle forze dell’insorgenza o anche un’azione di magliette rosse.

Nel frattempo resta ancora in coma benché libero Abdullah Isamusa che fu ritrovato privo di coscienza in una cella del campo militare di Pattani dopo presunte torture subite.
(articolo originale di Panu Wongchaum Reuters)