Ex sindaco filippino pluricondannato e Panelo il portavoce di Duterte

Un ex-sindaco filippino di Calauan, una cittadina della provincia di Laguna, che fu condannato a 360 anni di carcere per stupro ed omicidi multipli, potrebbe uscire dal carcere dopo aver scontato 24 anni in un caso che ha fatto sorgere molte domande sul ruolo giocato da uno dei suoi legali del tempo ed ora portavoce del Presidente Duterte, Salvador Panelo.

Il nome del ex-sindaco filippino di Calauan Antonio Sanchez, di settanta anni, è stato fatto all’inizio della settimana come una delle persone per cui scatterebbe un rilascio anticipato per “buona condotta”

Secondo il quotidiano The Philippine Star il ministro della giustizia Menardo Guevarra ha detto che l’ ex sindaco filippino Antonio Sanchez potrebbe essere uno degli undici mila detenuti da liberare nei prossimi due mesi per la nuova legge che premia la buona condotta in carcere.

Il ministro della giustizia ha detto che la nuova legge “riguarda migliaia di condannati che siano di alto profilo come Sanchez che detenuti comuni”

Sanchez fu condannato nel 1995 ed uno dei suoi difensori era Salvador Panelo che ora è portavoce del presidente Duterte.

Ci sono state tantissime speculazioni sulla possibilità che l’attuale portavoce abbia avuto una parte nell’imminente rilascio di Sanchez, ma lo stesso Panelo ha definito queste speculazioni come forzate.

“Si parla di 27 anni fa e mi ritirai da quel caso anche prima del suo appello” ha detto Panelo al quotidiano filippino.

Il 28 giugno 1993 Sanchez stupro Eileen Sarmenta, una studentessa di college “regalata” a Sanchez dal suo personale. Avevano rapito lei ed il suo fidanzato da un campus lì vicino. Sanchez era il sindaco di Calauan, una cittadina vicino Manila.

Dopo averla stuprata Sanchez diede Sarmenta a sei dei suoi uomini che la stuprarono ancora e poi l’uccisero. In precedenza avevano ucciso il ragazzo di Sarmenta.

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Nel 1995, dopo un processo sensazionale di sedici mesi, Sanchez ed i suoi complici furono condannati a sei sentenze a vita di 40 anni ciascuna.

L’anno seguente, in un altro processo per un altro omicidio di due rivali politici, Sanchez ebbe due altre condanne a vita.

Secondo un rapporto online di Spot.ph del 2010, la polizia carceraria trovarono nella cella di Sanchez un chilo di shabu, la metanfetamina crystal meth, nascosta in una statua della Madonna. Il direttore del carcere disse che Sanchez era stato trovato positivo al testo antidroga.

La nuova legge sulla buona condotta fu approvata dal parlamento nel 2013. Secondo la vecchia legge, un detenuto poteva detrarre solo cinque giorni dalla sua sentenza per ogni mese di buona condotta nei primi due anni di prigione.

Secondo la nuova legge 10592 si possono detrarre venti giorni. Un detenuto può anche detrarrre 15 giorni dalla sentenza per ogni mese che passa studiando, o insegnando o facendo da tutor.

Secondo l’avvocato dei diritti umani Rene Saguisag il governo filippino precedente aveva voluto applicare la legge con l’intenzione di applicarla dopo la sua approvazione. Lui ha detto che insieme all’avvocato Michael Evangelista avevano chiesto all’allora ministro della giustizia Leila De Lima di “applicare i benefici della legge ai condannati o ai detenuti in modo retroattivo”.

“La corte suprema ci diede ragione. Tutti i detenuti possono beneficiarne. Bene se si considerano le orridi condizioni delle nostre carceri” ha detto Saguisag.

Il direttore dell’Ufficio di Correzione Nicanor Faeldon ha detto che il suo ufficio stava ricalcolando la sentenza di Sanchez.

La madre della giovane donna assassinata però ha detto che proverà a bloccare il suo rilascio. In una intervista televisiva la donna ha detto che non riusciva a chiudere gli occhi dopo aver ascoltato la notizia.

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“Ho ricordato tutto. Il dolore, la fatica, il riprendere a vivere normalmente. Tutto. Mi spiace davero di stare piangendo”

Elizabeth Angsioco, una militante dei diritti delle donne riconosciuta a livello internazionale, ha detto a questo giornale: “La notizia del possibile rilascio di qualcuno condannato per vari stupri ed omicidi è molto sconcertante, particolarmente perché proviene da un ex politico riconosciuto per il potere ricoperto nella sua città”

“Sebbene questo possa essere legale per la sentenza della corte suprema, manda un segnale pericoloso ad altri condannati di crimini ignobili specialmente se ricchi e potenti”

Quando Duterte nel 2016 fece la sua campagna elettorale, promise di sconfiggere criminalità e corruzione. Tuttavia la sua amministrazione ha visto varie personalità di alto profilo, sospettati e condannati, sfuggire alla giustizia.

L’ex presidente Gloria Arroyo detenuta sin dal 2012 con l’accusa di appropriazione indebita, fu rilasciata quando Duterte assunse la presidenza. I senatori Juan Ponce Enrile e Bong Revilla, accusati di appropriazione indebita in relazione ai fondi parlamentari speciali, sono stati anche loro rilasciati dal carcere.

La già prima donna Imelda Marcos, moglie dell’ex dittatore Ferdinando Marcos, fu condannata lo scorso novembre e condannata a 77 anni di carcere. Fino ad oggi non è stata eseguita la sentenza e con soli 5000 euro le è stata concessa la libertà condizionale in attesa dell’appello.

Altre accuse di corruzione contro la famiglia Marcos sono state di recente lasciate cadere.

Duterte, già sindaco di Davao, divenne famoso a causa di una battuta grezza che fece durante la sua campagna elettorale.

Nel narrare l’aiuto da lui dato nell’attaccare una prigione dove i detenuti avevano preso degli ostaggi, ricordò che coloro erano stati presi in ostaggio erano stati stuprati e morti in uno scontro a fuoco. Tra loro c’era una giovane missionaria americana.

“Ero arrabbiato perché la ragazza era stata stuprata, è cosa grossa. Ma era così bella, il sindaco sarebbe dovuto essere il primo. Che spreco” disse Duterte.
Alan Robles, SCMP