E’ un ritorno al feudalesimo o l’approdo al neofeudalesimo in Thailandia?

Sarà un ritorno al feudalesimo o l’approdo al neofeudalesimo quello che sta accadendo da qualche mese in Thailandia, dopo che il re Vajiralongkorn nomina la generalessa Sineenat Wongvajirapakdi, Koi, a Nobile Consorte, qualcosa che si vedeva nei regni precedenti a Re Chulalongkorn, e dopo che il governo del generale Prayuth dimentica di giurare fedeltà alla costituzione giurando solo la fedeltà al re.

E sembra un ritorno al feudalesimo celebrato in tutta pompa sul sito reale, che si è bloccato per il traffico intenso, e sui media, destando evidentemente molta curiosità.

In Thailandia ovviamente non si può dire che bene di tutto quello che fa il re in pubblico, pena la lesa maestà che è sempre lì. Quando in Europa sono apparse foto non appropriate ad un re, la giunta militare Thai le ha bloccate in Thailandia.

In privato, senza orecchie indiscrete, i commenti possono variare, ma è sempre opportuno non dire nulla di cui ci si possa pentire.

La generalessa Sineenat Koi Wongvajirapakdi è stata insignita del titolo Chao Khun Phra, Nobile Consorte, dopo un secolo che non si vedeva più questa pratica, nel giorno del 67° compleanno del re. Ora si chiamerà ufficialmente Chao Khun Phra Sineenat Bilaskalayani ed avrà una sua biografia reale ufficiale di 46 pagine e 60 foto.

Chao Khun Phra Sineenat Bilaskalayani nasce nella provincia thailandese del nord di Nan, si laurea come infermiera nell’esercito reale thailandese, diventa pilota di aeroplano, fa parte dell’unità delle guardie del corpo del re fino ad essere nominata a maggio a generale.

Dalle foto appare una Consorte Reale in attività di addestramento intenso, di guerriglia nella giungla, in attività di pilota di piccoli aeroplani ma anche di jet di addestramento militare, nonché di paracadutismo. In una foto ufficiale in abiti tradizionali reali tiene la mano a Re Vajiralongkorn.

Si ricorderà che Vajiralongkorn sposò per la sorpresa di tutti Suthida Tidjay, ritenuta una delle sue amanti, ora diventata regina col nome Suthida Vajiralongkorn na Ayudhya, una ex hostess di aerei e vice comandante della sicurezza del re.

Regina Suthida è la quarta regina di un re che ha un giovane figlio del suo ultimo matrimonio con Srirasmi, ed altri sei figli, alcuni dei quali disconosciuti e mandati all’estero. A maggio poi di quest’anno seguì l’incoronazione ufficiale di Re Vajiralongkorn.

“Sia la regina Suthida che la generalessa Sineenat parteciparono alle cerimonie dell’incoronazione del valore di 30 milioni di dollari in cui il re ricevette la Grande Corona della Vittoria da una ventina di chili…
Re Vajiralongkorn passa molto del suo tempo in Germania. Suo padre, benchè nato negli USA e avesse studiato in Svizzera, non lasciò la Thailandia per decenni dopo la sua incoronazione. Alla sua morte fu il monarca più a lungo al trono di tutto il mondo.
La Thailandia ha una legge di lesa maestà molto rigida e rende le offese contro i membri della casa reale punibili fino a 15 anni di carcere. Tra le centinaia di persone in carcere per le sa maestà ci sono i parenti della terza moglie del Re Vajiralongkorn, da cui divorziò nel 2014.”

https://www.nytimes.com/2019/08/27/world/asia/thailand-consort-king.html

Interessante notare che molti osservatori della Thailandia non hanno voluto commentare le foto della Nobile Consorte.

Un altro aspetto di questo presunto ritorno al feudalesimo lo si può rintracciare nel giuramento del premier Prayuth Chanocha che ha causato non pochi grattacapi.

Il premier Prayuth ed il suo governo di 35 ministri hanno sì giurato di fedeltà al Re Vajiralongkorn, ma quel 16 luglio hanno dimenticato di giurare fedeltà alla Costituzione. Per altro il giuramento fu fatto davanti ad una foto gigante del re, in sua assenza, perché vive la maggior parte del suo tempo in Germania.

Se ne è accorto anche il presidente della corte del Onbudsman che ha detto in un comunicato:

“Il primo ministro non ha recitato tutte le frasi esatte come richieste dalla costituzione. Il giuramento è incompleto” ha detto il presidente Raksagecha Chaechai il quale domanderà alla Corte Costituzionale il da fare anche perché tutti gli atti potrebbero essere dichiarati incostituzionali.

Va ricordato che le costituzioni thailandesi sono state almeno una ventina dal 1932 quando il paese passò alla repubblica prima e poi monarchia costituzionale.

Ma quest’ultima costituzione, a cui tutti si devono adeguare e tutti rispettare, tranne i Prescelti, ha una storia particolare. Dopo il golpe di Prayuth nel 2014, la costituzione attuale fu messa nel 2017 a referendum, in cui non era ammesso fare propaganda per il No, e fu approvata nella quasi assenza di voci, se si eccettuano i militanti democratici sul cui capo furono fatte varie denunce e le province dell’insorgenza del profondo Meridione thai che la rigettarono.

Dopo essere stata approvata, Re Vajiralongkorn per apporre la propria firma chiese alcune modifiche ai suoi poteri. Così passò questa costituzione. Nessun altro referendum.

Una nascita strana di una costituzione che serve solo ad imporre la decisione dei militari che però non si sentono vincolati quasi a nulla, se non al sovrano.

Si capisce perché si parla di feudalesimo o neofeudalesimo, anche se le costituzioni i militari le hanno fatte e stracciate ripetutamente.

L’unica che fu fatta democraticamente è quella del 1997 che fu abolita col golpe del 2006. Stranamente parte di coloro che la scrissero ora siedono tra i banchi del governo.

Prayuth, scoperto con le mani in pasta, ha detto di assumersi tutta la responsabilità e che riparerà in qualche modo.

Il re comunque gli ha dato la sua benedizione e l’invito a procedere come previsto con le attività di governo.

Vedremo cosa deciderà la Corte Costituzionale, fatta di Prescelti di Prayuth e dei militari, ma non ci si deve fare illusioni.

Salute a questo ritorno al feudalesimo