La relazione tra monarca thailandese ed i militari si fa meno ambigua

Lo sguardo del rigido ed austero di Re Chulalongkorn, quinto monarca thailandese della dinastia Chakri, si stende dal suo luccicante destriero posto nella Royal Plaza di Bangkok.

La statua di bronzo è solo una eredità inamovibile della Monarchia Thailandese, il modo di pensare delle forze armate del paese è un altro. Il re le modernizzò alla fine del XIX secolo fondando un’accademia militare ed un’accademia navale, creando un ministero della difesa ed una indelebile associazione tra loro e la corona.

I generali thailandesi hanno preso il potere 12 volte da quando una rivoluzione pose fine alla monarchia assoluta nel 1932. Il golpe ultimo fu nel 2014. Il generale che lo guidò, Prayuth Chan-ocha, è restato primo ministro da allora. Ma l’autorità che un tempo aveva sull’esercito sta scemando.

Invece è il monarca thailandese Re Vajiralongkorn che sta rapidamente acquisendo maggiore influenza sugli uomini e le donne thailandesi in uniforme.

Le forze armate thai non si sono mai davvero cimentate in una guerra, cimentandosi invece a dare battaglia ai politici del paese. Il loro nemico più temuto fu Thaksin Shinawatra che loro cacciarono da primo ministro nel 2006. Da allora lo scontro tra i sui sostenitori e oppositori ha torturato la politica thailandese. Ma l’esercito sembra alla fine aver superato il proprio nemico presidiando un’elezione manipolata a marzo che ha relegato i partii di Thaksin a minoranza parlamentare per la prima volta dal 2001.

I politici che sostengono i militari hanno costituito un governo di coalizione guidato da Prayuth, ma la coalizione è traballante, fatta di 18 partiti differenti, e rende Prayuth ancor più dipendente dalla patina di legittimità fornita dal re.

La propensione politica dei militari è sempre stata legata al prestigio della monarchia.

“Il consenso di chi è governato è meno importante dell’imprimatur del re” spiega Gregory Raymond della Australian National University. I regimi militari accrescono la propria legittimità con una devozione smodata verso la corona.

Dagli anni 50 si è sviluppata una relazione simbiotica tra le baracche dei militari ed il palazzo in cui ognuno difende la statura dell’altro.

I legami stretti alla corona aiutano i militari ad evitare il cambiamento. L’ultimo golpe cancellò una costituzione che aveva creato un occhio vigile del parlamento sulla politica della difesa. Dopo il maggio 1992 quando i soldati uccisero decine di manifestanti democratici e dopo la crisi finanziaria asiatica avvennero delle riforme modeste.

Thaksin riuscì a ridurre la borsa dei militari e pose suoi alleati in alcuni posti chiave, ottenendo però un cambiamento che durò pochissimo. I governi che fanno tentativi reali a tarpare le ali dei militari sono cacciati come lo fu Thaksin. Eppure un nuovo partito, Future Forward, vuole ridurre il numero dei generali, porre fine alla leva obbligatoria e tagliare la spesa militare.

Il principale impeto per il cambiamento giunge dallo stesso palazzo comunque. Il monarca thailandese Re Vajiralongkorn, che frequentò l’accademia militare australiana, fu un soldato e detiene il grado di feldmaresciallo, ammiraglio ed ammiraglio di aviazione, è ossessionato dai gradi militari, dall’addestramento e dalla gerarchia. Si attende che gli altri condividano la sua passione.

La regina, una ex hostess, è salita nella gerarchia della sua guardia personale e non è una dimostrazione di grazia e favori: ha dovuto completare un addestramento estenuante con i suoi uomini. Lei è una generalessa. La sua concubina ufficiale, già infermiera, è stata promossa quest’anno a generale. Mentre era principe ereditario, il re rese il suo cagnolino, ora morto, maresciallo d’aviazione.

Dalla sua ascesa al trono tre anni fa, il monarca thailandese ha aumentato l’influenza della monarchia in vari modi, facendo a meno di un reggente quando è all’estero e prendendo il controllo diretto dell’amministrazione delle proprietà della corona. Si è anche inserito nell’amministrazione dell’esercito.

E’ stata creata una nuova unità La Guardia del Comando Reale per suo volere. Include molte delle sue vecchie guardie del corpo. La su forza di 5000 di soldati sarà sotto il suo diretto comando e saranno nel cuore di Bangkok.

Allo stesso tempo un reggimento di fanteria e un battaglione di cavalleria utili nei golpe precedenti sono stati spostati fuori della capitale. Renderà più difficile all’esercito fare golpe senza il previo sostegno del re.

Re Vajiralongkorn ha acceso le divisioni indebolendo il legame tra l’esercito ed il governo che ha installato. Prayuth ed il suo vice Prawit Wongsuwan sono entrambi ex capi dell’esercito, saliti attraverso la Guardia della Regina, truppe di elite di un reggimento della seconda divisione di fanteria. L’attuale capo dell’esercito Apirat Kongsompong appartiene alla Guardia del Re, una fazione dentro la prima divisione di fanteria, in cui ha servito anche il re. Apirat andrà in pensione l’anno prossimo ed il suo prossimo successore proviene anche dalla Guardia del Re.

Durante il regno del padre, Re Bhumibol, la relazione tra forze armate e monarchia era ambigua. I consiglieri del re avevano il ruolo di nominare le alte gerarchie, ma di nuovo molti di loro erano generali essi stessi. Il re non si oppose mai apertamente a tanti golpe che ebbero luogo nel suo regno, ma una volta rimproverò un capo golpista che aveva violentemente represso le proteste pubbliche causando le dimissione del generale.

Sotto Re Vagiralongkorn, l’ambiguità è diminuita. Prayuth ha umilmente accettato le più goffe richieste del re, accettando per esempio di cambiare il testo della nuova costituzione dopo che gli elettori thai l’avevano approvata.

Il re lasciò i generali a dimenarsi per due mesi non accettando la corona dopo la morte del padre, una inattesa manifestazione di modestia.

“I giorni di Prayuth si possono contare” predice Paul Chambers della Naresuan University.

E quando accadrà l’inevitabile e l’esercito farà il prossimo golpe, il re sarà a comandare.
ECONOMIST