Caso di un vice ministro thai dal passato ombroso, Thammanat Prompow

Era comparsa la notizia, dopo le elezioni farsa thailandesi di marzo 2019, di un vice ministro dal passato ombroso, Thammanat Prompow, nel governo thailandese .

Pubblichiamo una traduzione di quanto scrive il Bangkokpost che riprende un’indagine di un giornale australiano che fa le pulci al passato ombroso del capitano Prompow.

Aggiungiamo solo l’ultima parte dell’indagine del SMH, dal titolo “Da sinistro a ministro”, che dice qualcosa di più su questa persona che è riuscita a salire le gerarchie rendendosi importante nel panorama politico thai. Squalifica ancora di più questo governo thailandese.

Bangkokpost scrive:

Un articolo di un giornale australiano ha messo in dubbio quanto detto dal viceministro dell’agricoltura thailandese sul proprio ruolo nel traffico di 3,2 chili di eroina che lo portarono nel 1993 nelle prigioni di Sydney in Australia.

Il Sydney Morning Herald ha pubblicato un’indagine dal titolo “Da sinistro a ministro: rivelato il periodo in carcere per traffico di droga di un politico” che si basa sui documenti processuali.

A luglio quando si seppe che il parlamentare della provincia di Phayao per il Palang Pracharat sarebbe stato assegnato ad un ministero, molti si chiesero se l’uomo fosse adatto a quella posizione per il suo passato ombroso. Alcuni sapevano del suo periodo in carcere australiano ma nessuno ne conosceva i dettagli fino ad ora.

Il fatto che abbia cambiato nomi varie volte ha complicato di molto la questione rendendo difficile verificare le sue dichiarazioni, finché il SMH non ha scoperto i dettagli del processo in una pila di notizie ed ha cominciato ad indagare.

Allora il vice primo ministro Wissanu Krea-ngam aveva detto che il caso non comportava nulla per la sua qualifica da ministro perché una persona non può assumere posto ministeriale quando la sua colpevolezza la decide una corte thailandese.

Nella sua conferenza stampa di luglio il capitano Thammanat spiegò che le accuse di eroina contro di lui non erano gravi e che lui si trovò semplicemente “nel posto sbagliato nel momento sbagliato”.

L’articolo del SMH, però, mostra che il capitano Thammanat, che in quel periodo si faceva chiamare tenente Manat Bophlom, era tra i personaggi importanti della banda. Il giornale cita passi della sentenza che parlano dei rapporti della polizia che sono stati ricavati anche da intercettazioni ambientali poste nell’hotel di Sidney dove i membri della banda si incontrarono.

Contrariamente a quanto ha affermato il capitano Thammanat sapeva cosa si stava contrabbandando ed aveva procurato visto e biglietto aereo per un corriere della droga.

Dopo il suo arresto a Sidney insieme ad un suo fratellastro e due trafficanti australiani Sam Calabrese e Mario Constantino, fu accusato di associazione a delinquere per traffico di eroina e gli fu negata la cauzione.

All’inizio negò le accuse e fu condannato a nove anni, ma dopo cooperò e confessò. Gli fu ridotta la sentenza a sei anni e poi uscì per libertà condizionata.

Da documenti si capisce che aveva già allora amici nei posti alti. “Le profonde connessioni di Manat in Thailandia furono messe in evidenza quando produsse delle dichiarazioni sul suo carattere da parte di un giudice e di un colonnello di polizia che dicevano “che aveva buoni comportamenti, era onesto e affidabile”

Il capitano Thammanat ed il fratellastro furono rilasciati ad aprile 1997 e deportati.

A giudicare dalla sequenza temporale dell’articolo, chiaramente non lavorava a Sydney e non era stato rispedito a casa a causa di “una politica dell’allora sindaco che non amva stranieri senza residenza permanente” come disse a luglio ai giornalisti.

Sebbene sia un vice ministro all’agricoltura, è fatto acclarato che il suo ruolo principale è di mediatore o coordinatore per mantenere assieme la coalizione. Disse una volta ai giornalisti che senza di lui la coalizione sarebbe crollata.

Nel fine settimana è riuscito a riportare indietro un capo di un partitino che minacciava, e non la prima volta, di ritirarsi dalla coalizione.

“Sono il custode delle scimmie e ho bisogno di continuare sempre a dar loro banane. Credo che ora sono sazie” disse prima di invitare il capo del partitino a farsi sentire.

Rapporto Australiano mette in dubbio le affermazioni di Thammanat

Fin qui l’articolo del Bangkok Post a cui pensiamo sia utile aggiungere un pezzo dell’indagine che fa capire meglio come il passato ombroso di Thammanat Prompow si allunghi fino a pochi anni fa.

Da sinistro a ministro. Rivelato il periodo di carcere per traffico di droga di un politico

“… Tornato a casa Manat si mette gli abiti militari sotto il nome di Patchara Prompaw, e l’anno dopo fu promosso. Poi divenne Thammanat Prompaw e sembra avesse detto che cambiare il nome gli era servito a ripulire il suo cattivo karma. Mentre saliva le gerarchie della politica e degli affari, seguivano controversie e accuse.

Nel 1998 gli furono lanciate altre gravi accuse con l’accusa di aver stuprato e ucciso uno studioso gay nell’ufficio che possedeva. Dopo altri tre anni di carcere, Thammanat fu prosciolto dalle accuse e fu condannato un suo dipendente. Articoli del 1998 dicono che il comandante supremo delle forze armate Thai avesse detto che l’esercito era stato troppo facile a farlo rientrare data l’accusa seria in cui era stato coinvolto.

Dopo il suo rilascio si era allineato alle potenti figure militari ed era descritto nei media thai come una figura mafiosa, reputazione che ha provato a minimizzare.

“La parola mafia per me non è oscura come molti credono”disse Thammanat al BKKPOST. “Mafia indica qualcuno che ha legami con molte persone e che mantiene la parola”

Le proprietà sue e di famiglia sono anche cresciute. La dichiarazione dei redditi di agosto nominava due mogli e sette figli, una ricchezza da 42 milioni di dollari, una flotta di auto tipo Bentley, Rolls-Royce, Tesla e Mercedes insieme a borse Hermes e Chanel, orologi di lusso e amuleti buddisti. Ad accompagnarlo nella campagna elettorale c’era la sua seconda giovane moglie e vincitrice di premi di bellezza, Thanaporn.

La sua nomina a vice ministro dell’agricoltura nasconde la sua importanza per il partito dei militari che governa la Thailandia in una coalizione debole postelettorale. E’ un ministero potente e politicamente sensibile e da alleato dell’attuale e del precedente capo dell’esercito Thammanat ha influenza. Nelle ultime settimane è stato impiegato per tenere in ordine i piccoli partiti.

Nella sua conferenza stampa di 20 minuti a luglio il ministro si difese dalle accuse che coprono oltre 25 anni e attribuisce alla cattiva fortuna l’arresto a Sydney.

Quando gli è stato chiesto di rispondere a quanto scritto dai tribunali, l’ufficio di Thammanat ha dato una dichiarazione che definisce il caso “evento sfortunato” che “fu esaminato nel giusto corso della giustizia australiana dove tutte le parti furono trattate in modo giusto ed equo”.

“I fatti di questo argomento hanno ricevuto molte interviste e resi pubblici in vari canali di media in Thailandia come pure all’estero nel passato. La nostra dichiarazione resta identica perché siamo sempre veritieri di fronte alla gente”

L’altro accusato insieme a Thammanat, Sorasat, fu intervistato a luglio e conferma la versione degli eventi data da Thammanat.

A luglio Thammanat disse ai giornalisti: “ho vissuto una vita normale in Australia a Sydney per quattro anni. Potete chiedere al tribunale Sydney se quello che dico è vero o no”.

smh.com.au