Scoppio di epidemia di febbre dengue nelle Filippine fa oltre mille morti

Dopo la dichiarazione di agosto scorso di uno scoppio di epidemia di febbre dengue nelle Filippine, la situazione sembra fuori controllo.

A livello nazionale 249332 casi di febbre dengue da gennaio fino ad agosto, oltre il doppio dei casi nel 2018 che furono 119224 casi. Con un aumento del 110% dei casi il numero delle morti è stato di 1021.

Dal 18 agosto al 24 il ministero ha visto 13192 nuovi casi, 60% in più dello stesso periodo dello scorso anno. I dati dei primi otto mesi sono il record più alto sin dal 2012 con oltre 220000 casi.

Lo stesso sottosegretario alla sanità filippina Domingo ha ammesso che la situazione è fuori controllo e con il proseguimento della stagione delle piogge e l’arrivo di varie depressioni tropicali la situazione non potrà migliorare.

“Quello di cui abbiamo bisogno è di ogni sforzo a livello di unità di governo locale. Lo si deve fare ogni giorno. Sappiamo che potrebbe essere stancante ma la minaccia della dengue è continua. Chiediamo qualche sforzo in più perché vediamo che ci sono tantissimi casi ancora” ha detto il sottosegretario che ha chiesto di aumentare la disinfezione specie nelle zone dove ci sono stati aumenti del numero dei casi.

A trasportare il virus ed a trasmetterlo è la zanzara del tipo Aedes Aegypti a cui bisogna distruggere gli habitat in cui si può riprodurre, cioè tutti gli ambienti e micro-ambienti umidi, con acqua moderatamente pulita, essenzialmente acqua piovana stagnante o acqua pulita dei tetti. L’azione delle unità di governo locali perciò è essenziale al controllo del vettore.

Il maggior numero dei casi lo si registra nelle isole Visaya occidentali con 42,694 casi e 186 morti seguite poi da Calabarzon (35,136 casi, 112 morti), Northern Mindanao (18,799 casi, 69 morti), Zamboanga Peninsula (17,529 casi, 93 morti) e Visayas orientali (17,107 casi, 52 morti). A Metro Manila ci sono stati 15,819 casi.

Un quarto di tutti i casi sono i bambini tra 5 e nove anni che rappresentano il 39% di tutte le morti. Il 16% dei casi con bambini di meno di 4 anni, mentre tra 10 e 14 anni il 20% e il 15% per giovani da 15 e 19 anni. Le Filippine hanno il tasso maggiore di morte della regione con 0.4%.

La febbre di dengue è causata da quattro seroripi differenti e l’infezione da parte di un serotipo porta l’immunità per quel solo serotipo, mentre una seconda infezione da altro seroptipo mostra sintomi molto più forti e conduce alla febbre emorragica che ha un’incidenza del 2.5% dei casi di morte. Finora nelle Filippine il maggior responsabile sembra essere il serotipo DENV3 col 72% dei casi, ma restano in circolazione gli altri tre.

La febbre di Dengue quest’anno è cresciuta moltissimo in altre parti del Sudestasiatico.

In Indonesia ci sono stai 83058 casi con 601 morti, in Cambogia 50mila casi e 33 morti, in Thailandia 73327 casi e 77 morti; Malesia 87mila casi e 121 morti; Vietnam 124571 casi e 15 morti; Myanmar 10757 casi e 48 morti; Cambogia 50mila casi e 33 morti; Laos 20357 casi con 45 morti; Singapore 10271 casi e nessun morto.

Proprio per la natura di questo virus, che porta anche ad alti costi di ospedalizzazione, l’apparizione di un vaccino contro questo virus sembrò la manna dal cielo. Il vaccino Dengvaxia della ditta farmaceutica francese Sanofi Pasteur resta al momento l’unico vaccino approvato da 21 enti nazionali nel mondo.

L’OMS mise in guardia sull’uso del vaccino in zone fortemente endemiche della dengue. Esso deve essere somministrato in tre dosi a bambini di età superiore ai 9 anni che fossero stati già esposti al virus con una infezione precedente. Sarebbe opportuno verificare la precedente esposizione al virus con analisi del sangue. Su persone che sono state già infettate il vaccino ha dimostrato di diminuire notevolmente le ospedalizzazioni, mentre lo stesso effetto non è riscontrabile sui sieronegativi.

Esso fu introdotto nelle Filippine nel 2016 e usato anche nelle vaccinazioni di massa insieme a tutte le altre obbligatorie.

Alcuni casi di bambini vaccinati e morti ha causato una grande protesta nel 2017 sostenuta da elementi dell’amministrazione Duterte per fini politici contro l’ex presidente Aquino e la ministra della sanità dell’epoca. In realtà nessuna autopsia ha mai validato queste morti come conseguenti della vaccinazione, né sono stati divulgate le analisi dei tessuti a confermare che era stato il vaccino a causare le morti.

La conseguenza però è che tutto il clamore, ed il ritiro del vaccino dal mercato nelle Filippine, ha portato al crollo del sistema vaccinale filippino con conseguenze incalcolabili anche su malattie come il morbillo o la poliomielite.

La risposta dei vari governi alla dengue è molto varia ed ogni paese del ASEAN fa un po’ a modo suo. Singapore usa il vaccino e molti figli di ricchi filippini vanno a vaccinarsi lì.

Il Vietnam ed altri paesi provano il metodo Wolbachia che consiste nell’infettare la zanzara Aedes con un battere Wolbachia che si trova nel 60% degli insetti e che aiuta a ridurre la trasmissione del virus agli uomini. Il Wolbachia sembra essere sicuro per gli uomini, gli animali e l’ambiente.

Con tale metodo si previene la trasmissione di altri virus come quello del Zika Virus, del chikungunya e febbre gialla.

Resta da vedere l’efficacia nel tempo di questo metodo che è stato adottato in Vietnam.

Secondo Esperanza Cabral, già ministra della salute filippina, gli sforzi del governo non saranno mai sufficienti se non si toglie il divieto di uso del vaccino.

“Il governo si concentra sul ridurre il numero delle zanzare e la pulizia. Fare solo questo non funziona. Sappiamo che c’è un vaccino che non è perfetto ma abbastanza efficace. Sfortunatamente non è a nostra disposizione.” ha detto Cabral che ha invitato a far restaurare la fiducia della gente nei vaccini. “Abbiamo bisogno di prevenire la prossima epidemia”

Scrive Edsel Salvana, biologo molecolare della UP e del Philippine General Hospital su Esquire.ph

“Con la media di 170 mila casi all’anno e 800 morti annue, Dengvaxia avrebbe prevenuto decine di migliaia di ospedalizzazioni. Quasi metà delle 800 morti accadono su bambini di età superiore ai 9 anni, l’età minima per amministrare il vaccino. Un vaccino con un’efficacia del 93% ne ridurre la dengue più grave si tradurrebbe in 400 vite salvate. Sarebbero le vite salvate s non avessimo distrutto questo vaccino”