Partecipazione al voto nel meridione thai sconvolge i piani di militari e BRN

Dopo sei mesi dalle elezioni generali, la Thailandia prova ancora ad accettare lo stupore sul potere politico vicino ai militari causato dalle forze democratiche.

Tra queste forze democratiche c’era il nuovo partito Future Forward Party FFP che ha colpito il nervo scoperto delle forze armate quando ha chiesto l’emendamento della costituzione e la riforma militare.

AFP

FFP ha anche detto che l’esercito deve ritirarsi dal Profondo Meridione Thailandese dove l’insorgenza di 15 anni ha mietuto oltre 7000 vittime, secondo le cifre date dai ricercatori dell’Università Principe di Songkla nel Campus di Pattani.

Nel fare questo e nel chiedere che rispondano delle discutibili tattiche di controinsorgenza e le presunte torture dei presunti separatisti, FFP è riuscito a legarsi con i musulmani di malay nel profondo meridione.

La partecipazione al voto degli elettori alle ultime elezioni ha fatto saltare dalla sedia il Fronte rivoluzionario Nazionale, BRN, il solo gruppo separatista storico che controlla virtualmente tutti i militanti sul terreno.

Secondo fonti interne al movimento, nel periodo che portò alle elezioni di marzo del 2019 si discuteva molto tra i capi delle cellule di boicottare le elezioni. L’idea, però, non si è materializzata in una campagna di boicottaggio come quella di Agosto 2016, in cui il BRN chiese alla gente di votare “no” al referendum elettorale sulla costituzione stilata dalla giunta militare thailandese.

Il referendum passò per poco a livello nazionale, ma la maggioranza musulmana del profondo meridione lo rigettò con forza.

Alcuni elettori annullarono la scheda scrivendoci sopra. Gli abitanti dei villaggi furono persino invitati a scrivere “libertà” oppure “indipendenza” sulle schede, ma in molti temettero che queste affermazioni forti avrebbero potute dare contraccolpi.

Infatti sebbene siano passati 15 anni dall’inizio di questa seconda ondata di insorgenza nel profondo meridione, una cosa che è al di là di venire è una discussione franca ed onesta sul come si senta davvero la popolazione locale sull’autodeterminazione. Votare no oppure distruggere la scheda fu il modo della gente del posto per esprimere il loro disaccordo con lo stato.

Una storia differente

Ma le elezioni generali del 2019 parlano di una storia differente. Il fatto che il profondo meridione a maggioranza musulmana abbia avuto il tasso di partecipazione al voto superiore del paese ha irretito il BRN.

Il FFP non ha preso nessuno dei 13 seggi nel Profondo Meridione, ma ha guadagnato quasi il triplo dei voti che si attendeva.

Il capo del FFP, Thanathorn Jungroongruangkit, fece quattro visite durante la campagna elettorale nella regione generando eccitazione. I giovani dei villaggi si riversarono con i loro sarong a sentirlo parlare.

Altri fecero la fila per un selfie con il capo di questo partito nuovo che per molti ha aiutato i malay musulmani a riprendersi la fiducia nel sistema elettorale thailandese.

Era una fede che era quasi del tutto scomparsa dopo i fatti di Tak Bai del 2004 quando 78 dimostranti rimasero soffocati dopo essere stati accatastati sui camion militari.

Arrabbiati per il rifiuto della fazione Wadah di parlamentari locali di denunciare il governo del momento di cui erano partner di coalizione, la gente del posto non li votò al parlamento.

Alle ultime elezioni generali la fazione Wadah si ripresentò in modo differente, fece un partito proprio promuovendo uno spazio culturale maggiore nel contesto del multiculturalismo.

Ma per i giovani nella regione fu l’attacco indomito del FFP contro i militari ad attrarre il loro sostegno. Non importa che FFP corteggiasse la comunità LGBT chiedendo l’uguaglianza di genere, tema che non è ben recepito nel conservatore profondo meridione. I malay musulmani videro comunque un terreno comune.

I membri del BRN sono rimasti ammutoliti dalla partecipazione alta al voto e costretti a tornare a rivedere i propri piani e rivedere cosa significasse essere “forza liberatrice”.

Nel frattempo nel dopo elezioni i politici locali dei vari partiti si sono riuniti per formare un tavolo comune all’uopo per sostenere le lamentele della popolazione musulmana locale.

Guerra ibrida

Lo stesso potente capo dell’esercito generale Apirat Kongsompong è frustrato per il risultato elettorale.

Diversamente dal BRN Apirat ha lanciato il proprio messaggio verso la nuova ondata di politici giovani e la gente che li sostiene. Durante una recente manifestazione che era più un comizio politico, Apirat ha detto che la Thailandia si trovava di fronte ad una guerra ibrida orchestrata da “politici male intenzionati”.

Apirat non citò il nome del capo del FFP mala gente e coloro che andarono nella sala delle conferenze dell’esercito capirono che il messaggio era diretto a Thanathorn.

Apirati parlò a lungo del conflitto di Patani dicendo, nel colpire i critici dei militari, di aver perso amici e colleghi nella zona.

Indicò una serie di attacchi con bombe del 2 agosto a Bangkok che furono compiuti da giovani del profondo meridione. Apirat non citò il BRN ma sostenne che gli ideatori erano le stesse persone “male intenzionate”.

La maggioranza degli analisti della sicurezza thai credono che i colpevoli siano gente del BRN e che era il modo che ha il movimento di mandare un avvertimento duro a Bangkok di smetterla di fare pressioni sui propri capi perché si sedessero al tavolo del negoziato.
Don Pathan, Benarnews