Sentenza assolutiva per il FFP della Corte Costituzionale Thailandese

La Corte Costituzionale thailandese ha emesso una sentenza assolutiva del Future Forward Party e la sua dirigenza dalle accuse di sedizione e di voler abbattere la monarchia, adducendo la mancanza di prove.

La denuncia di sedizione, ora diventata Caso degli Illuminati, era stata fatta nel giugno 2019 da Nattaporn Toprayoon, che era stato consigliere del Capo del Ombudsman ed avvocato per le magliette gialle e gruppi della destra ultramonarchica.

Nattaporn accusava il partito di tentare di “rovesciare il regime democratico con il re come capo dello stato” secondo l’articolo 49 della costituzione del 2017 dei militari, e di essere legati ad una organizzazione segreta fittizia, Iluminati, che secondo teorie cospirative cerca il dominio mondiale.

Nattaporn sosteneva che i membri del FFP sono contro la monarchia e la religione e che il simbolo del partito indica legami con gli Illuminati e lo scopo nascosto del partito.

L’alta corte accettò la denuncia fatta il 18 giugno nel giorno 22 luglio.

La corte ha stabilito il proscioglimento del partito e della sua dirigenza perché un partito politico deve sottoporre i propri regolamenti alla Commissione Elettorale quando si registra. Poiché la Commissione accettò già la registrazione del partito, i regolamenti non possono essere contrari al “regime democratico col monarca come capo di stato”.

La Corte ha anche detto che non ci sono prove al di là di ogni dubbio ragionevole che FFP e i suoi capi usino i loro diritti e libertà per rovesciare questo regime, o che i capi del partito siano contro la monarchia ed intendano cambiare la struttura della società thai.

La corte comunque ha detto che il partito deve cambiare quelle parti dei regolamenti che creano confusione e conflitto quale la dichiarazione di sostenere “il principio della democrazia secondo la costituzione” piuttosto che “ regime democratico col monarca come capo di stato” come usato nel testo della costituzione.

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Nella sede del FFP si era radunata sin dalla mattina una folla di giornalisti e sostenitori ad ascoltare la sentenza della corte, dopo l’annuncio del partito per cui i parlamentari ed i capi non si sarebbero recati alla corte costituzionale per udire la sentenza, ma sarebbero rimasti in sede a vederla.

Dopo la sentenza assolutiva la folla ha celebrato la vittoria con slogan contro Prayuth e “Morte alla dittatura e lunga vita alla democrazia”.

Il segretario Piyabutr del Partito ha dichiarato che il caso non doveva neanche essere stato posto per prima cosa e che questa “guerra legale” non serve al paese e alla democrazia e deve perciò avere fine.

Il presidente del partito Thanathorn Juangroongruangkit ha poi dichiarato:

“Vogliamo ringraziare tutti coloro che ci sostengono e ci stanno dietro perché il loro sforzo ci ha portato dove siamo ora. Senza il sostegno di questa gente non saremmo qui, non avremmo concluso nulla”

Questo processo è solo uno di una valanga di denunce contro il FFP dall’inizio del 2019. Il 21 novembre la corte costituzionale decise di escludere Thanathorn dal parlamento per il possesso di azioni di una compagnia di media che aveva cessato l’esistenza nel 2017.

La corte deve ancora decidere se FFP ha violato l’articolo 72 della legge sui partiti politici del 2017 per aver preso un prestito dal suo capo Thanathorn. La pena può comportare lo scioglimento del partito e il divieto della dirigenza di partecipare alle elezioni per alcuni anni.

Oltre alle dichiarazioni di Amnesty International, il presidente dei parlamentari del ASEAN per i diritti umani, APHR, ha detto dopo la sentenza assolutiva che la decisione della corte era ben accetta, che il FFP rischia ancora lo scioglimento ed il rischio di “una miriade di accuse motivate politicamente”.

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Caleb Quinley/Al Jazeera]

Il governo thai “deve immediatamente lasciar cadere le accuse motivate politicamente contro FFP e i militanti democratici se vuole restaurare la fede nel suo cosiddetto ritorno alla democrazia”.

Il politologo thailandese Titipol Phakdeewanich dice ad AL Jazeera che questa non è la fine dei guai legali del FFP:

“Resteranno nell’obiettivo del governo e del potere. La decisione della corte non dà garanzie che non continueranno a prenderli di mira. C’è un altro caso che coinvolge un prestito di Thanathorn che ha basi sufficienti per lo scioglimento del partito”.

Secondo la Commissione Elettorale FFP ha violato la legge accettando il prestito di 330 mila euro da Thanathorn stesso e questo sarebbe un conflitto di interessi che prevede lo scioglimento del partito.

Siamo naturalmente felici di sentire questa sentenza oggi, ma allo stesso tempo siamo cauti e tristi che il paese abbia assistito a questo caso. Non ha senso sin dagli inizi. E’ un giocare con le emozioni della gente della Thailandia, dice ad AJ un sostenitore Chamikirn Phiwla-oung.

“We are so happy to hear this today, of course, we’re excited,” said . “But at the same time, we’re cautious and sad that the country even looked at the case. It’s nonsense from the beginning. This is just playing with the emotions of the people of Thailand.”