Il nuovo capitolo per la pace nel meridione thai dopo Kuala Lumpur

Dopo 15 anni di tentativi, il governo thailandese è riuscito a portare al tavolo negoziale per la pace nel meridione il gruppo dei ribelli del BRN.

I negoziatori thai e i membri del comitato affari esteri del BRN, lo storico gruppo armato separatista malay che controlla virtualmente l’insorgenza attiva, si sono incontrati a Kuala Lumpur annunciando ufficialmente l’inizio di colloqui di pace diretti.

Differentemente dalle altre iniziative di pace del profondo meridione thai, questo incontro era legittimato dal consiglio segreto degli anziani che governa il movimento del BRN, DPP, che funziona più come capi spirituali che come comandanti militari.

La delegazione del BRN era guidata da Anas Abdulrahman (anche conosciuto come Hipni Mareh) che era insegnante della scuola Thammawitaya Mulinithi di Yala dove Sapae-ing Baso, ritenuto dai thailandesi come capo spirituale del gruppo insorgente, era il preside prima di fuggire all’estero nel 2004.

Hipni fu arrestato insieme ad altri sette insegnanti religiosi a cui poi fu data la libertà condizionale nel 2007 per conquistare la popolazione locale, parte degli sforzi del governo militare. Hipni fuggì per andare in Malesia per riapparire la prima volta in pubblico alla conferenza di Kuala Lumpur a Gennaio.

Nonostante il sostegno del DPP un processo di pace importante è ancora molto lontano.

La catena di comando del BRN è fluida e non è testata. La mistica del movimento in cui si parla di indipendenza e la si considera un dovere morale, è servita a tenere accesa la speranza fino ad un certo punto.

La lealtà dei combattenti è verso i rispettivi comandanti di campo non al movimento, e questo potrebbe essere un viatico per la rottura se ci sono disaccordi su grandi cambiamento di strategia o di politica.

Fase Critica

Le prossime settimane saranno fondamentali perché i capi del BRN provano a comprendersi con i loro comandanti di campo sull’ultima decisione, la più importante da quando l’insorgenza di decenni ha riacceso il meridione nel 2004.

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Il presidente del gruppo politico The Patani, Artef Sokho, dice che il BRN avrebbe dovuto presentare una nuova narrativa prima di sedersi all’incontro dello scorso mese.

Per oltre un decennio il BRN ha uguagliato la nozione di indipendenza per la gente di Patani ad un obbligo morale.

“Non sembra essere più così ora. E come lo spiegano ora ai combattenti sul terreno?” si chiede il presidente del gruppo che domanda l’autodeterminazione per la regione di frontiera a maggioranza malay.

Alla conferenza stampa di chiusura dell’incontro ufficiale, Hipni ha disegnato un quadro rosa di come le due parti, stato thai e BRN, si erano sempre impegnati per la pace che hanno condotto colloqui nascosto per anni mentre il percorso ufficiale giunse ad un punto morto.

Ma il passato recente dice una storia differente.

Hipni ha opportunamente tralasciato una serie di scontri violenti, compresi alcuni mortali fatti da suoi militanti per deragliare vari sforzi di pace e contrastare lo sforzo della Thailandia per portare i duri al tavolo del negoziato. Il più recente sono le bombe del 2 agosto 2019 a Bangkok durante un incontro dei ministri degli esteri ASEAN e di altri paesi.

Secondo fonti di entrambe le parti, le bombe furono un duro avviso ai thailandesi e al facilitatore malese a smettere le pressioni sul DPP perché andasse al tavolo del negoziato.

Messaggio simile fu fatto a gennaio 2019 quando i militanti a Narathiwat uccisero due monaci buddisti e quattro custodi di una scuola pubblica ed anche un insegnante in pensione a Songkla.

L’iniziativa di pace di Shinawatra

Il BRN non ha mai preso alla leggera i colloqui diretti con lo stato thai. Questa dura posizione si dimostrò già nel lontano 30 marzo 2012 quando tre autobombe esplosero allo stesso tempo in una strada di Yala

Una bomba esplose nel parcheggio di un centro commerciale ad Hat Yai che si trova a poca distanza dal profondo meridione. 13 persone morirono e 200 furono ferite quel tragico giorno.

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L’incidente giunse due settimane dopo che 16 capi separatisti in esilio incontrarono il deposto excapo del governo in esilio Thaksin Shinawatra, fratello del premier di allora Yingluck.

Il BRN si sentì insultato dalle scuse di Thaksin che addossò la colpa della strategia da pugno duro all’esercito perché aveva avuto informazioni distorte. Thaksin invitò le parti a lasciarsi dietro il passato e a portare avanti il processo di pace.

Oltre al messaggio mortale del BRN, per non citare che l’esercito thai non accettò il processo di pace, Yingluck portò avanti l’iniziativa del fratello lanciando un processo di pace a febbraio 2013 con la Malesia come facilitatore.

Rappresentanti dei ribelli includevano membri autoproclamati del BRN, come Hassan Bin Toyib, che l’apparato di sicurezza thai assunse erroneamente come interno al BRN che era venuto al tavolo con la benedizione completa del DPP.

Il consiglio del BRN inviò una coppia di persone ai colloqui come Adam Muhammed Nur, allora delegato agli esteri, e Abdul Karim Khalid dell’ala giovanile, che erano lì per interrompere il processo.

Ai militari thai non interessava se l’iniziativa di pace aveva o meno successo; non erano parte né dell’iniziativa né della pianificazione. Nè lo era il BRN.

A maggio 2014 i militari cacciarono Yingluck con un golpe senza sangue. I generali ci pensarono a lungo sul che fare con questa iniziativa di pace. Per non essere visti come un generali che non amano la pace, la giunta istituì il Gruppo del Dialogo di Pace che aveva come motore il Consiglio di Sicurezza Nazionale.

L’iniziativa del governo militare doveva essere “inclusiva” che era qualcosa di differente dal modo di trattare di Yingluck con BRN, almeno nel nome.

Il nuovo approccio si dimostrò controproducente e dava al BRN una scusa per rigettare il processo di pace di Bangkok sulla base che nessuno di coloro che partecipavano, MARA Patani che raccoglieva varie sigle storiche, non avevano influenza sui militanti in azione.

Per il momento continuerà lo status quo tra le due parti. I militanti del BRN porteranno avanti la loro campagna violenta.

Bangkok non sembra essere pronta a fare concessioni significative anche se le discussioni politiche toccano questioni importanti come fare spazio maggiore alla narrazione storica e culturale della popolazione malay di Patani.

Don Pathan BenarNews.