I giovani thai riscoprono la propria voce e non vogliono tacere

Con la discesa dell’oscurità su Bangkok in una recente domenica sera, l’atmosfera di un deposito cavernoso vicino ad un incrocio trafficato era elettrico. La folla di giovani thai rispondeva con slogan contro il potere alla musica provocatoria ad alto volume sparata dal palco, i duri del Rap Against Dictatorship che cantavano la loro “ Prathet Ku Mee”, in che paese ci troviamo.

Photo by Akira Kodaka

Questa canzone che è una rabbiosa denuncia del governo thai è diventata l’inno di una generazione di giovani thai frustrata da anni di caos politico ed economico, dove si chiama Bangkok un campo di sterminio e si dichiara il parlamento del paese “La fiera dei militari”.

Da quando fu pubblicato ad ottobre del 2018, questo video musicale è stato visto 17 milioni di volte nella prima settimana ed ora sono 77 milioni le visioni trasmesse.

Nutthapong “Liberate P” Srimuong, uno del RAD, non crede ancora al successo di questa canzone e dice ad NAR dopo il concerto: “Abbiamo colpito i giovani thai in un modo che non sapevamo. Se vai sui media online capisci la loro frustrazione a cui noi diamo una voce”

Il successo di Orathet Ku Mee la dice tutta sul crescente scontento dei giovani che sono cresciuti in un tempo di una infinita crisi politica. Chi è nato negli anni 90 ha attraversato la crisi asiatica, due golpe, cambi costituzionali totali ed ora un’ondata di autoritarismo e conservatorismo che è cresciuta dal golpe militare del 2014. Invece di starsene calmi, i giovani thailandesi cominciano ad alzare la voce sia online che in eventi come il concerto dei RAD.

“Se non fai critiche aperte sei fuori moda; fa tendenza tra i giovani essere offesi, arrabbiati e frustrati per quello che accade nel paese” dice Kan Yuenyong di Siam Intelligence Unit.

Il governo guidato dal generale golpista Prayuth si dibatte nel contenere lo scontento usando le classiche tattiche autoritarie come la delegittimazione del partito politico legato ai giovani e la costruzione di un apparato politico per monitorare il dissenso. Se prima queste azioni mettevano paura alle generazioni precedenti, questa volta è diverso, secondo Kan. “Dopo anni di silenzio le giovani generazioni hanno raggiunto il massimo livello di sopportazione”.

Ribellione crescente

Un venerdì sera recente Chotiros Naksut esce dal suo ufficio nel distretto di Pathumwan a Bagkok con la sua Tshirt su cui è scritto in inglese, “Vaffa Prayuth e se ti piace Prayuth Vaffa anche a te”

Provocazioni del genere comportano dei rischi. La giunta guidata da Prayuth ed il governo successivo usano tattiche autoritarie per mantenersi al potere. Si limitavano le attività politiche e le assemblee di massa; i dissidenti convocati nelle baracche militari per la modifica delle attitudini. I media sociali censurati e chi lasciava commenti sui media era colpito dall’accusa di sedizione. Vari militanti democratici sono stati picchiati in pieno giorno ed i colpevoli quasi mai portati in tribunale creando un senso di impunità.

Chotiros ha perso amici per la sua visione politica ed è sempre in guardia per ritorsioni pubbliche. “All’inizio avevo terrore e dovevo trattare gente che mi insultava in quanto donna e per la mia sessualità” dice. “Ma ora non più. Il nostro linguaggio aspro dà sfogo alla frustrazione per dove il nostro paese è finito”

Il suo risveglio politico è iniziato prima dell’arrivo della giunta, quando era ancora nelle scuole superiori ed era infuriata per la politica di genere del suo paese. “Volevo rompere il silenzio della nostra società per cui le ragazze devono restare calme su molti argomenti, dal sesso alla politica alla religione”

La sua ribellione assume la forma dei racconti erotici in cui il sesso è un modo per esplorare le questioni sociali e culturali. Nella sua raccolta iniziale “Black Cherry” è stata pubblicata ad aprile ed ora lei ha un grosso seguito di persone online su Facebook.

“Dobbiamo poter sfidare la cultura conservatrice e quello che le autorità dicono della Thailandia, la terra del sorriso e della gente felice, che sono solo mito e la propaganda del ministro del turismo”

Nonostante i pericoli connessi, sempre più giovani thai usano la provocazione. “Sfidano i rischi nel criticare apertamente tutto ciò che si presenta loro davanti” dice Orapin Yingyongpathana editore de The Momentum, piattaforma digitale in lingua thai. “Credono che la Thailandia sia stagnante”.

Ed almeno economicamente lo è. La crescita del PIL thailandese, che fu relativamente forte durante alcuni anni scorsi di scontro politico, incespica. L’economia si è bloccata alla crescita del 2,5% del 2019 e quest’anno potrebbe rallentare di più con il coronavirus che colpisce il turismo.

Dal 2009 al 2019 il debito delle famiglie è cresciuto da 12 mila a 17600 dollari. Il debito totale delle famiglie equivale al 80% del PIL.

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Allo stesso tempo la gioventù istruita delle città ha difficoltà a trovar lavoro. Secondo il TDRI, il tasso di disoccupazione per giovani con diploma e laurea, che sono il 7,3% e 9,5% della forza lavoro giovanile, è al 4.7% e 17,2%.

“Mi attendo che il tasso di disoccupazione per chi ha istruzione superiore salirà se il tasso di crescita economica continua a rallentare” ha detto Yongyuth Chalamwong del TDRI.

Notizie di blocco delle assunzioni, di ordini di produzione in discesa e di una caduta nella spesa dei consumatori agitano i laureati che entrano nella forza lavoro.

Aomthip Kerdplanant, studente dell’ultimo anno della Chulalongkorn Univesity che ha guidato le proteste contro l’inquinamento a Bangkok ha vociferato la crescente disperazione.

“Scherziamo sul fatto che siamo nati durante una crisi finanziaria ed ora che dobbiamo cercare lavoro durante una crisi finanziaria” dice il giovane. “Ci stressiamo a parlare di questa situazione disperata”.

A partire da questa disperazione si sono prodotti approcci creativi alla protesta. A metà gennaio 14mila giovani si sono radunati in un parco di Bangkok alla “Marcia contro la dittatura”, dove si suonava forte Prathet Ku Mee e molti partecipanti davano il saluto delle tre dita, il segno della protesta contro il golpe dal 2014.

“Dagli ultimi sei anni siamo governati con la paura, e la gente ha paura delle proteste convenzionali e quindi abbiamo pensato a qualcosa di creativo come una corsa per chi non ha più paura di esprimere la propria critica” dice Nutta Mahattana. “Siamo rimasti sbalorditi dalla risposta dei giovani thai che avevano bisogno di un nuovo stile per dire che non ne possono più di questo regime”

“Sono qui per protestare contro la politica dell’ipocrisia sotto Prayuth e i suoi sostenitori militari. La gente qui sa che il sistema politico è a favore di una parte e distrugge le nostre speranze” dice un giovane che lavora nel settore tecnologico di Bangkok.

Dietro questi eventi nel reale, c’è una mobilitazione online. La Thailandia è un paese fortemente connesso con 57 milioni di utenti internet e 51 milioni di utenti dei media sociali.

L’ondata antipotere della Thailandia ha i propri influencer dei social media come Khai Maew, un disegnatore satirico che lavora sotto uno pseudonimo, che ogni settimana produce tre disegni nella sua pagina Facebook, seguita da oltre mezzo milione di utenti. Prende spesso di mira nei suoi lavori Prayuth che disegna con un baffo in stile hitleriano.

“Disegno per sfidare l’oppressione non per adeguarmi ad essa” scrive in una sua email. “I miei temi sono diritti umani, libertà, corruzione ed il sistema del patronato.”

Questo crescente senso di protesta preoccupa il governo thai che usa i meccanismi costituzionali e giuridici per cementare la presa sul potere. Ma il suo governo da mano dura sembra aver eroso la sua presa sulla classe media.

“Questo è al centro dei movimenti di massa ed è quello che fa uscire la gente” dice James Buchanan analisti dei movimenti sociali thai presso la City University di Hong Kong. “Negli scorsi 10 anni il potere thailandese si è comportato così male e si è esposto così tanto da modificare la visione dei giovani della classe media verso la rabbia”

Futuro Inquieto

L’attrazione per il sostegno dei giovani thai e la risposta governativa è il partito Future Forward, che fondato a marzo 2018 e ha partecipato alle elezioni l’anno dopo. Il partito che è guidato dal telegenico milionario Thanathorn ha attinto molto agli elettori giovani. Ha spinto per cambiare la costituzione dei militari, per rompere il potere delle oligarchie del paese e ridurre grandezza e potere dell’esercito. Una sia proposta che ha avuto successo è la fine della leva obbligatoria per i giovani che hanno più di 21 anni.

Il partito ha cambiato anche lo spartito politico. Piuttosto che affidarsi raccoglitori di voti e a reti di patronato, sistemi classici che davano voti alle elezioni thailandesi, il FFP ha messo risorse nelle campagne di medie sociali puntando alle aree urbane e città universitarie.

“Abbiamo provato a massimizzare la forza delle piattaforme online e tanti “futuristi”, i nostri sostenitori online, ci hanno aiutato in questo compito mediante hashtag e condivisioni di contenuto” dice Pannika Wanich, portavoce del partito. “La gente delle aree urbane tende meno ad affidarsi alle reti dei procacciatori di voti e sono più aperti ai partiti politici nuovi”

Il potere militare, che aveva sperato di usare le elezioni per cementare la propria posizione al cuore della politica thai era imperturbato da questo approccio.

Fonti militari hanno detto a NAR che hanno dato poca attenzione a quanto poteva fare la campagna online del FFP. Avevano stimato che il nuovo partito avrebbe preso da 10 a 20 seggi “perché non usavano le reti tradizionali di voti e in passato abbiamo sempre avuto ragione nelle previsioni” ha detto una fonte. “l risultato è stato completamente differente. Ci hanno smentito i giovani elettori che sostenevano il FFP. Hanno confermato l’impatto dei media sociali nella politica thai”.

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FFP ha vinto 81 voti su un parlamento di 500 seggi finendo terzi ma come una forza politica genuina nelle sue primissime elezioni.

Thanathorn dice che il cambio è dovuto agli anni formativi della nuova generazione. Sono nati all’ombra della crisi economica del 1997 che ha colpito l’economia thai. Negli anni febbrili seguenti, sono nati e morti movimento, e sono stati testimoni degli scontri di strada contro il governo e l’esercito. Da allora hanno anche visto i risultati di due elezioni capovolti dai militari.

“Se ora sei all’ultimo anno di università capisci che c’è qualcosa che non funziona nel paese” dice Thanathorn a NAR. “Capisci anche che quello che impari a scuola o nell’università non si ritrova nella realtà”

Il successo del FFPha acceso la risposta degli ultraconservatori che trovano modi per mettere in crisi la legittimità del partito. A novembre Thanathorn perse il seggio in parlamento dopo una condanna per violazione di una regola elettorale che vieta ai candidati di avere azioni in imprese di media. Thanathorn disse che aveva già venduto le azioni prima dell’inizio della campagna ma per la corte non c’erano le prove a sostegno.

Poi il partito a gennaio ha evitato lo scioglimento dopo che il tribunale decise che non aveva provato ad abbattere la monarchia come accusati. Ci sono oltre 25 denunce contro FFP fatte dagli ultraconservatori. Il 21 febbraio è il prossimo test quando la corte costituzionale deciderà su un caso di una somma di 191 milioni di baht ricevuti da Thanathorn prima delle elezioni di marzo. Anche qui la dissoluzione del partito è appesa ad un filo.

“Se ci disciolgono ora, chiudono la porta ad una transizione democratica pacifica, ed è pericoloso” dice Thanathorn. “La Thailandia non avrà pace politica”.

Il potere della sicurezza usa anche le tattiche autoritarie provate dal tempo nel combattere per l’anima dei giovani thai. L’ISOC, commando di operazioni di sicurezza interna, agenzia da guerra fredda creata in funzione anticomunista, è tornato in auge sotto Prayuth. Invita i giovani ad unirsi alle associazioni patriottiche per esaltare monarchia e buddismo come pilastri della società thai.

“Ogni regione del ISOC ha un dovere di adempiere ai propri obiettivi di mobilitare le persone per il suo addestramento” dice Puangthong Pawakapan, politologa thailandese. Gran parte del budget dell’agenzia serve a gestire i programmi nazionalisti e monarchici, dice la politologa. “Disegnano i loro programmi come credono, come un programma di un giorno per gruppi di cento persone, o poche ore di colloqui per grandi gruppi”

Il potere militare ha creato nuove strade per controllare i cittadini fino a creare una pagina Facebook, ISOC007 come la si definisce tra circoli della sicurezza, per ricevere notizie di sicurezza dalla sua rete di contatti. “Ro.Dor.Cyber”, secondo alcune fonti militari, il braccio militare della sorveglianza ha messo vari studenti “ a monitorare attività antipatriottiche”.

Il governo ha istituito una stanza di guerra presso il ministero dell’economia digitale per monitorare le “fake news” e ha provato a definire le attività online come minaccia alla sicurezza nazionale.

Fu lo stesso potente capo dell’esercito, Apirat Kongsompong, a dire ad aprile che “I media sociali sono più potenti delle armi delle forze armate.

Le vecchie tattiche non risolveranno i nuovi problemi del governo militare perché i vecchi vettori del controllo si stanno rompendo.

“I giovani stanno riformulando il tipo di relazione che vogliono con la politica e con una nuova generazione che può parlare direttamente a loro” dice Penchan Phoborisut della Fullerton University della California.

Nelle università i giovani thai sfidano quelli più grandi. “Le università non monopolizzano più la conoscenza perché gli studenti vengono preparati e ti presentano dei fatti” dice Wasana Wongsurawat, storico della Chulalongkorn University. “Persino tra i vecchi studenti, i vecchi protocolli sociali sono messi in crisi perché i laureati più giovani entrano velocemente e criticano i laureati più anziani nei forum online”

Online i giovani si fanno scherno della monarchia considerata da tempo un tabù. Gli utenti Twitter hanno criticato la chiusura delle strade e delle isole per la famiglia reale nonostante la minaccia di pesanti condanne di carcere a causa della legge di lesa maestà.

Il governo fece un raro riconoscimento di questo cambio culturale alla fine del 2019 quando rilasciò il suo piani della sicurezza. “I giovani non hanno un legame con la monarchia dal momento che mancano della comprensione e della corretta coscienza dell’importanza dell’istituzione reale come anima nazionale del paese” si legge nel documento del Consiglio di Sicurezza Nazionale.

Una fonte ha detto a NAR che il potere militare che ha sempre fatto leva sulle divisioni tra conservatori e riformisti tra poveri ed ultraricchi, per mantenere la continua influenza sulla politica thai, ora si trova di fronte ad una sfida insormontabile.

“Si trovano difronte ad una nuova divisione della politica thai, una divisione generazionale. Il confine politico non è più tra città e villaggio, oppure tra capitale e provincia, ma il confine è il media sociale. La giovane generazione è vincente su questo fronte” dice la fonte.

Chotiros, la scrittrice, si attende che questa divisione generazionale diventerà più radicata se la classe al potere è sorda alla rabbia crescente dei giovani.

“Vogliamo oneste risposte alle domande sul perché l’economia stagna. Il loro modo di fare le cose ha visto il collasso della società negli scorsi dieci anni e la nostra generazione non resterà seduta in silenzio”

MARWAAN MACAN-MARKAR, NAR