Legge di emergenza in Thailandia contro il Coronavirus o la democrazia?

La Thailandia sarà posta sotto la legge di emergenza per bloccare il diffondersi del Coronavirus a partire dal 26 marzo, ha detto il primo ministro Prayuth, con importanti implicazioni per il recente ritorno alla democrazia del regno.

Prayuth, già capo di stato maggiore dell’esercito e golpista, assumerà i poteri esclusivi per implementare le future politiche di contenimento che permettono secondo il decreto reale del 2005 di vietare viaggi, chiudere e censurare i media ed imporre coprifuoco.

AFP via NurPhoto/ Anusak Laowilas

Non è stato chiarito subito quanto potere Prayuth potrà assumere dai ministri del governo ed il ruolo del parlamento nella scelta delle politiche e dei regolamenti secondo questa legge di emergenza. Fu Prayuth a porre a maggio 2014 il paese sotto il governo dell’emergenza sospendendo con un golpe la democrazia.

Un esponente dell’Ufficio del Premier che vuole restare anonimo ha detto che il governo continuerà a “funzionare” sotto la legge di emergenza che per il momento sarà in vigore tra il 26 marzo ed il 30 aprile.

I soldati dovrebbero tornare in strada per applicare i coprifuochi imposti e le restrizioni di movimento e Prayuth ha detto a chiare lettere che la critica online alle risposte del governo, ora virale sui media sociali, non saranno più tollerate, come fu durante il governo dalla mano pesante del suo golpe.

Questo atto liberticida giunge in risposta ad una recente fiammata di infezioni da COVID-19 cresciute esponenzialmente da 177 a 827 nel volgere di una settimana, una tendenza di crescita che gli esperti thailandese dicono potrebbe portare il regno ad essere la prossima Italia senza misure di contenimento più efficaci.

Il direttore dell’ospedale di Bangkok Siriraj Hospital, l’istituzione medica più accreditata (dove fu ricoverato Re Bhumibol, TSV) Prasit Watanapa, ha detto in una conferenza stampa incredibilmente aperta che i casi di COVID thailandesi crescevano al ritmo del 33% al giorno e che ci si attendeva che oltre 7000 persone potrebbero morire per la malattia entro il 15 aprile senza un blocco più forte.

Fino ad oggi 24 marzo, la Thailandia ha denunciato solo 5 morti per COVID-19, sebbene quanto detto ufficialmente dal governo sia stato visto con scetticismo nel mezzo di un recente scoppio di morti per polmoniti nel nord del paese ed un impulso iniziale a rendere prioritaria la forte economicamente industria turistica di fronte alla salute pubblica.

Il governatore di Bangkok Ashwin Kwanmuang aveva già posto in precedenza la capitale in uno stato di leggero blocco dal 21 marzo al 12 aprile chiudendo centri commerciali, ristoranti e imprese dei servizi senza imporre restrizioni di viaggio e coprifuoco. Un ordine precedente aveva chiuso scuole, luoghi di divertimento, spa e bar.

Photo: AFP/Mladen Antonov

Le autorità hanno indicato uno stadio di box di Bangkok dove gli scommettitori, in modo poco thai, gridano e sputano durante gli incontri per condizionare la zuffa delle loro scommesse perché sono la fonte principale delle nuove infezioni e della successiva diffusione nella comunità.

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Un’altra fonte identificata sono i Thai che sono andati spesso nei paesi ad alta infezione come Giappone, Corea ed Italia durante le festività di febbraio riportandosi il virus a casa del regno. La maggior parte di questi facoltosi residenti vive a Bangkok e ci dice che il rischio da COVID-19 è finora concentrato nella capitale.

Ma il rischio di una diffusione nazionale cresce perché il blocco soffice di Ashwin di tre settimane ha già mandato migliaia di lavoratori fermi che vivono nei quartieri lontani dal centro verso le loro case di provincia ritenute più salutari, dove vivono nelle campagne molti genitori anziani.

Questo esodo, che prima della legge di emergenza si sarebbe intensificato con milioni di Thailandesi che tornano a casa per il Capodanno Buddista Thailandese di metà aprile, potrebbe avere implicazioni letali in considerazione della statistica demografica del regno col 20% della popolazione oltre 60 anni e l’alto tasso di mortalità del COVID-19 per gli anziani.

Il governo ha ufficialmente spostato la data del festival annuale dell’acqua, ma comunque la gente vuole tornare comunque a casa per il valore spirituale importante del nuovo anno lunare, un’occasione dove in milioni si ritrovano in folle, che potenzialmente diffondono il virus, per acquisire meriti e desiderare la benedizione e la protezione nei tempi buddisti.

Questa è una ragione ma non la sola che ha spinto Prayuth ad imporre il suo blocco di emergenza per sostituire le misure di contenimento più permissive di Ashwin.

Mentre molti thailandesi che temono il virus accetteranno la risposta da uomo forte di Prayuth, potrebbero pesare le implicazioni di medio termine per la riemergente ed instabile democrazia del paese.

La risposta al virus del governo di coalizione di Prayuth è stata giudicata erratica quando non corrotta, caratterizzata da affermazioni di politica cangianti, da accaparramenti di mascherine da parte di persone importanti e da messaggi contraddittori dei ministri ed agenzie controllate e trattate come feudi di partiti politici rivali.

Il ministro della sanità Anutin Charnvirakul, capo del secondo partito della coalizione Bhumjaythai Party, risaputo per le sue ambizioni di primo ministro, è emerso come l’esempio di lingua inglese delle risposte erratiche ed anche bizzarre del governo.

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L’industriale delle costruzioni datosi alla politica ha accusato gli “sporchi” occidentali che rifiutavano di indossare le mascherine chirurgiche di diffondere nel regno il virus, nonostante il fatto che le autorità sanitarie non avessero denunciato un singolo caso caucasico di COVID-19.

In una intervista a CNA della scorsa settimana durante la crescita dei nuovi casi, Anutin disse:

“La linea bassa dei dati ci dice che siamo al giusto tasso. Tornando ai numeri la gente è persino sorpresa come possa un paese come la Thailandia restare a dei numeri così basse di persone infette, rispetto ad altri paesi e di come scendiamo nella classifica ogni singolo giorno”.

Il numero totale della Thailandia è cresciuto rispetto ai paesi della regione negli ultimi giorni ed ora ha il secondo maggior numero di infezioni nel Sudesasiatico alle spalle della sola vicina Malesia.

Prayuth, un duro monarchico della stessa stoffa degli altri uomini forti thailandesi del passato, era apparso stranamente rassegnato e remoto nei suoi discorsi diffusi in TV a livello nazionale sul COVID-19, un’ombra dell’uomo sicuro e duro del suo governo creato dal golpe, quando ripetutamente attaccava i politici corrotti che aveva rovesciato.

La capacità di Prayuth di contenere la malattia con i nuovi poteri dell’emergenza, che alcuni considerano l’ultima carta da giocare per mantenersi a capo del governo, determinerà il suo destino politico. Prima dell’annuncio della legge di emergenza, si discuteva in molti circoli di Bangkok del possibile cambio di guardia per gestire meglio la crisi.

Uno scenario vede l’intervento del Re Vajiralongkorn che nomina un premier di emergenza, e si fa molto il nome dell’economista del consiglio della Corona Ampon Kittiampon, in modo simile alla nomina di un tecnocrate che suo padre, Re Bhumibol, fece all’indomani della strage di manifestanti nel maggio 1992.

Altri prevedono uno scenario pre-emergenza dove Prayuth si fa un golpe al proprio governo, cosa già vista nella storia politica tumultuosa della Thailandia, per imporre di nuovo il governo militare, abolire il parlamento e nominare un governo di tecnocrati con conoscenze specialistiche dei loro ministeri, sanità compresa, per contenere il virus e dirigere poi la ripresa economica.

Un ultimo scenario vede il comandante dell’esercito e favorito del palazzo, generale Apirat Kongsompong lanciare un golpe che annulla la democrazia che lo catapulta a capo del governo. Lo si è visto disinfettare le strade vestito con la tuta Hazmat vicino i campi militari di Bangkok, una sfoggia teatrale che taluni vedono come sfida al modo di gestire la crisi di Prayuth.

Nessuno di questi tre scenari è del tutto lontano con la legge di emergenza di Prayuth. Ma con il Coronavirus che attraverserà maggiormente il regno nelle prossime settimane, i rischi sanitari faranno crescere quelli politici che si potrebbero dimostrare ancora fatali per la democrazia thailandese.

Shawn Crispin, Asiatimes.com