Coronavirus in Myanmar: due primi casi e tanti emigrati che rientrano

coronavirus in Myanmar

Dopo le dichiarazioni trionfali secondo cui la dieta ed il buddismo garantiscono che il coronavirus in Myanmar non attecchirà, o che Myanmar è troppo lontana da Wuhan perché arrivi il virus, le autorità si trovano davanti due situazioni: i primi due casi di Coronavirus in Myanmar e l’arrivo di emigrati birmani dalla Thailandia.

Il primo caso di Coronavirus è stato visto in un villaggio dello stato Chin mentre un secondo caso è stato portato nell’ospedale di malattie infettive a Yangoon.

Si tratterebbe di due primi casi di Coronavirus in Myanmar importati: il primo caso è un uomo proveniente dagli Stati Uniti che si è sentito male dopo una settimana dell’arrivo in Myanmar (ex Birmania); il secondo caso è un viaggiatore inglese che avrebbe preso il virus da qualcuno in un incontro ufficiale a cui aveva partecipato.

Myanmar ha tagliato fuori il villaggio Chin dove è stato scoperto il primo contagiato, perché si sarebbe tenuto una festa di benvenuto a cui partecipò il contagiato, mentre un membro del governo regionale che ha avuto contatti con l’uomo è stato posto in quarantena.

Con la chiusura del villaggio che si trova nella cittadinanza di Tadim, i prezzi dei beni di prima necessità sono schizzati alle stelle, mentre i negozi hanno chiuso immediatamente. Il governo regionale ha rassicurato che saranno fatti i rifornimenti opportuni.

Il governo birmano per rallentare la diffusione del virus chiede ora a tutti i viaggiatori birmani o stranieri di passare 14 giorni di quarantena in una struttura del governo.

Anche qui in Birmania, come in Thailandia, gli stranieri in arrivo, compresi i diplomatici ed il personale dell’ONU, devono presentare un certificato di laboratorio di massimo tre giorni prima che attesti l’assenza del virus.

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A Mandalay nella Birmania centrale sono entrate in vigore delle restrizioni sui turisti e sono stati fatti chiudere negozi e ristoranti che devono solo accettare ordini per portare via.

E’ stato chiuso l’area del Palazzo di Mandalay, Mya Nan San Kyaw, ed è proibito a militari e famiglia di lasciare l’area se non per le emergenze.

Qui sono posti militari a controllare la temperatura di chi entra richiedendo loro di lavarsi le mani.

“Ci sono sempre visite continue al palazzo Mya Nan San Kyaw Palace” dice il colonnello Soe Kyi Khin. “Abbiamo ristretto le visite perché ci sono due positivi nel paese. Non è un blocco totale. Riapriremo quando il numero dei casi inizia a diminuire”

“Il governo regionale di Mandalay ha emesso un ordine di chiusura al mercato della gioielleria di chiudere per il 26 marzo ma chiudiamo prima a causa dei due sieropositivi al coronavirus.” dice un commerciante di gioielleria del Gems and Jewelry Trading Center di Mandalay dove ci arrivano molti visitatori cinesi. “Proviamo a non avere gruppi di persone nel mercato”.

Il direttore dell’ospedale generale di Mandalay ha detto che sono state rilasciate 35 persone sotto osservazione per sospetta infezione di Coronavirus, mentre rimangono altre sette persone.

Il totale è di 212 persone sospette di avere il Coronavirus in Myanmar sotto osservazione.

Resta però lo scetticismo della comunità internazionale sulla quasi assenza del coronavirus in Myanmar e compaiono alcune denunce sullo stato della sanità di Myanmar.

Un dottore dell’ospedale generale Pathein a qualche ora da Yangoon ha detto che il paese è totalmente impreparato ad un’epidemia e che non ha assolutamente risorse per affrontarla.

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Il suo ospedale avrebbe una sola ala per l’isolamento dove può ospitare sette letti ed un solo ventilatore. “Se capitano più di sette pazienti, dove li metteremo?”

Tenendo da parte la situazione dei Rohingya confinati nei campi del Bangladesh si è creato una nuova situazione in Myanmar con l’arrivo degli emigrati birmani dalla Thailandia, dove il blocco a causa della crescita dei casi di coronavirus e le festività del Songkran hanno espulso dal mercato del lavoro tantissimi emigrati birmani, laotiani e cambogiani.

Un ministro thailandese ha confermato che i 91 passaggi via terra resteranno aperti per permettere il ritorno dei migranti, che si aggirerebbero attorno ai 5 milioni, nei loro paesi viste le chiusure delle attività economiche

Ai migranti birmani di ritorno il governo birmano ha detto di fare la quarantena nelle loro case per 14 giorni.

“Abbiamo detto che a coloro che rientrano in Myanmar di stare per 14 giorni in un centro che abbiamo costruito a Myawaddy, sebbene la maggioranza non vuole restare lì” ha detto Bo Bo Wai Maung ministro dello stato Karen che ha visto passare 20000 migranti in 3 giorni.

“Allora abbiamo detto che possono tornare alle case se non vogliono restare nel centro di quarantena ma non devono avere contatti per 14 giorni e di inviare informazioni.”

Alla frontiera, almeno nei punti di entrata legale, ci sarebbero anche il monitoraggio, il controllo sanitario e la raccolta di informazioni. Ma cosa succede nei tanti punti di entrata illegale non si potrà proprio sapere.