“Talvolta avrei voluto essere gay” dice Mark, un tassista, gettando uno sguardo veloce mentre naviga in uno degli ingorghi più straordinari di Manila. “I gay sono dei grandi lavoratori. Vanno bene con gli affari, a scuola. Hanno molto successo. Spesso sono quelli che portano il pane per l’intera famiglia. Li ammiro. Qual’è la parola giusta per dire che fanno molto bene? Eccellere? Certo, dico che eccellono”

Quel tassista, un giovane laureato che non riesce a trovare il lavoro nel proprio campo, ha ragione. Gay e lesbiche nella nazione asiatica più cristiana stanno raggiungendo nuove vette. Il dichiarato gay Boy Abunda è il numero uno dei conduttori televisivi nazionali con quattro programmi condotti da lui. Vice Ganda è un dichiarato travestito che intervista le celebrità con gesti ostentati plateali per i programmi di intrattenimento. Il ricco uomo d’affari Ricky Reyes, conosciuto come Madre Ricky, cominciò come ragazzo di pulizia in un salone di bellezza.

Qualche decennio dopo, possiede decine di saloni di bellezza in suo nome. Con una donna transgender e professore di inglese Bemz Benedito alla guida, l’unico partito politico dedicato ai gay Ladlad ha dichiarato di voler prendere tre seggi nelle prossime elezioni delle Filippine. Persino la sfida quasi universale per i gay, di dichiararsi pubblicamente, può essere meno difficile che in tante nazioni occidentali.

Per dirla con Andrew De Real, proprietario del famoso club per gay di Manila “The Library”, i gay sono più accettati poiché molti finiscono a sostenere finanziariamente le proprie famiglie. “Poiché la maggioranza dei gay non hanno figli, diventano responsabili della loro famiglia, dei loro nipoti e dei fratelli e sorelle.”

In assenza di uno stato sociale forte, la famiglia filippina è il frangiflutti contro la povertà in una nazione in via di sviluppo che naviga verso i 100 milioni di persone e di conseguenza i filippini hanno sviluppato una risposta flessibile alla sessualità. Il critico Lilia Quindoza Santiago sostiene che la cultura filippina ha un concetto più fluido di genere poiché la parola filippina è più flessibile nel significato dell’equivalente termine inglese. E’ sempre più comune tra i gay uomini e donne sposarsi, preservando il nucleo familiare tipico della chiesa cattolica, e cercare l’amore fuori del matrimonio.

Il problema per molti gay viene dopo mentre vanno verso la pensione senza figli. Una soluzione nuova è la Casa per i gay dorati, un pensionato per gay e lesbiche a Pasay City, messa su da un famoso giornalista, JJ, famoso gay e padre di due figli. Come tanti altri gay, JJ si sposò giovane e fece dei figli per tener fede alle pressioni sociali. Ma negli anni 70 cominciò a dichiararsi usando il gergo fino ad allora segreto dei gay nei suoi articoli e negli show alla televisione. “In quei giorni c’era un sacco di segretezza tra i gay, così si usava un linguaggio tipico dei gay, un codice segreto” dice JJ “Ma la cultura è cambiata e il modo gay è aperto a tutti. Ora tutti conoscono il linguaggio gay”.

Ma mentre JJ invecchiava, vedeva tanti gay lottare per la sopravvivenza nei loro anni del crepuscolo. La soluzione? Un pensionato dove 30 gay e lesbiche anziane vivono quello che rsta loro da vivere in amicizia. Un residente elegante, Madre Leonie, ha ottanta anni, ma ha ancora le guance alte. Biologicamente maschio, ha lavorato per tutta la sua vita come prostituta femmina, specializzata nel farsi gioco dei solfati americani nella base navale di Subic. “Sembravo Sophia Loren” dice prode “Per quello ero la prostituta numero uno.” Dopo anni come lavoratrice del sesso ora vive tra gli amici che la conoscono da sempre.

Nel frattempo, gay e lesbiche hanno trovato un nuovo livello di visibilità nella cultura filippina attraverso un mezzo inusuale: la commedia. Molti hanno iniziato facendo gli spettacoli a The Library e si sono poi trovati proiettati in TV. Nomi eccellenti come Vice Ganda e Anton Diva hanno messo alla prova il proprio talento sul palcoscenico di De Real prima di intraprendere la loro commedia gay sul piccolo schermo. Secondo De Real 80 % di tutte le persone di teatro sono gay. “Negli anni 80 ci sono stati molti attacchi contro i gay e tutti si nascondevano. Ma ora ce ne sono molti di meno poiché la gente ha visto quanto siano belli i cuori dei gay filippini. Siamo dappertutto ora, in televisione, nella moda, negli affari”.

Il famoso regista Joey Javier Reyes dice che il manifestarsi può produrre due reazioni: “I tuoi genitori potranno vederla come una maledizione o una benedizione. Può essere una benedizione perché ci sarà un figlio che baderà ai genitori. In questa nazione non siamo accettati ma siamo tollerati”.

Benedito del Ladlad riconosce che esiste un più alto grado di tolleranza passiva nelle Filippine rispetto all’Asia. “Il problema è che la tolleranza e la clemenza non sempre significano uguali opportunità e uguale protezione di fronte alla legge. Questa è la ragione perché spingiamo per l’accettazione. Non chiediamo ai nostri membri di manifestarsi prima che si sentano pronti. Possono rimanere nascosti ma vogliamo aiutarli.” Farsi strada nel processo politico chiede tempo ma il primo ostacolo fu superato quando il novello partito gay sconfisse una sfida di tribunale da parte dei cristiani e gruppi musulmani del sud a proposito della loro “immoralità”

L’attivista lesbica Ging Cristobal lo dice chiaramente: “la tolleranza è alta nelle Filippine fin tanto che ti conformi agli stereotipi. Se sei allegro, se non crei casino e chiedi i tuoi diritti, va bene essere gay e lesbiche. Quello che vuol dire in pratica è di non fare nulla che faccia vergognare la tua famiglia. Per evitare la vergogna in famiglia, regoli la propria sessualità. Non ti manifesti”

Più dell’85% dei filippini si professa cattolico, con la maggioranza del resto che segue sette cristiane o musulmani. Il potere politico della chiesa cattolica ha tenuto lontano il divorzio, l’aborto e i diritti legali dei gay. La fede non mostra segni di cedimento qui. Le città sono costellate di tabernacoli alla Vergine Maria, con i crocifissi che si fanno sempre più lucidi per il tocco dei fedeli. La famiglia nucleare rimane largamente intatta.

Monsignor Pepe portavoce di Famiglia e vita della Chiesa dice che la chiesa accetta i gay ma chiede loro di non peccare. “Li accettiamo come nostri filippini, li accettiamo e li amiamo” ma monsignor Pepe resta fermo sull’idea che il matrimonio gay non deve essere permesso. “Gli uomini gay devono sposare una donna. Abbiamo molta gente gay qui con il sesso opposto. Il matrimonio deve essre tra opposti, o non è un matrimonio.” Molti hanno seguito questo consiglio, sposandosi, facendo figli e andando alla messa. Ma quando sono da soli non nascondono la loro attrazione per gli altri uomini.

Uno dei maggiori problemi per i gay nascosti è mantenere la propria fede in un momento in cui la chiesa cattolica sta creando una camapgna contro i mali moderni sotto l’acronimo DEATH (morte): divorzio, eutanasia, aborto, controllo della popolazione e omosessualità. Per tutta la nazione i preti lanciano sermoni dopo sermoni contro tali minacce mentre il presidente Aquino pianifica di fare approvare la controversa Legge della Salute riproduttiva che permetterebbe allo stato di distribuire i sistemi contraccettivi. I cattolici ortodossi e il clero sono arrabbiati contro una serie di matrimoni gay organizzati a luglio dalla Chiesa della Comunità Metropolitana di Quezon City, una divisione di una chiesa originaria degli USA.

I mrimoni non hanno un valore legale ma hanno creato un gran clamore tra i cattolici, e anche gay e lesbiche che credono prematura ogni mossa verso il matrimonio. Reyes, fondatore della catena di saloni di bellezza dove sono molto presenti i maschi effeminati gay, Bakla, dice che i gay devono lasciare il matrimonio agli eterosessuali. “Mi arrabbio contro i gay che cercano cose che sono impossibili. Dio mio, lasciatelo agli uomini e alle donne. Se ami qualcuno vivi con lui, Convivere e comprendere qualcuno è meglio del matrimonio”.

Quelli che lottano sono persone come Delos, coinvolto in un gruppo cattolico il cui scopo è di trasformare i gay in eterosessuali. Per lui, il processo è di agonia. “Io stesso ho sofferto di assuefazione omosessuale. Il dolore di essere respinto da tutti gli uomini nella mia vita, mio padre i miei amici, mi hanno fatto cercare sollievo dell’orgasmo. Ma andava bene per unpo’.” Dal dormire ogni settimana con un uomo diverso, Delos dice che è sceso ad un incontro all’anno. “Di rcenteil Signore mi ha mostrato la visione di me che faccio sesso con una donna” dice ridendo. “La cosa comica è che normalmente sentivo repulsione, ma ne godevo”

Il famoso blogger di Manila Migs non vuole che si sappia il proprio nome completo dal momento che la famiglia lo crede eterosessuale. Per cinque anni ha vissuto in condizioni molto simili a quello di un monastero di un recinto dell’Opus Dei torturandosi per resistere alla sua attrazione per gli uomini. “Incontrai una donna che era quasi perfetta per me. Ma non ero attratto sessualmente verso di lei. Mi dissi o la sposo o decido di esplorare l’altro lato di me. Subito dopo mi trovai un ragazzo e non mi sono più voltato indietro.”

di Doug Hendrie tratto da The Diplomat