FILIPPINE: La guerriglia comunista attacca tre miniere. Pericolo per i negoziati di pace

La guerriglia comunista de NPA (New People’s Army) nelle Filippine ha attaccato contemporaneamente 3 miniere nell’isola di Mindano, a Surigao del Norte, uccidendo quattro guardie di sicurezza, danneggiando macchinari pesanti e portando via molte pistole, sequestrando anche un manager di una miniera e il suo ufficiale della sicurezza. Nella miniera, di proprietà giapponese, c’erano presenti alcuni investitori giapponesi che sarebbero rimasti illesi. L’attacco alle tre miniere, che si trovano nella stessa zona, è stato contemporaneo  e sarebbe stato condotto da un gruppo di 300 uomini travestiti da militari, cosa che avrebbe disorientato la polizia e le forze stesse dei militari.
L’attacco sarebbe stato possibile per un buco nella sicurezza del luogo, una scarsa presenza di militari e polizia nella zona, come dichiarato dal capo della polizia filippina, nonostante il fatto che le attività minerarie siano state oggetto di attenzione da parte della guerriglia sia in termini di «riscossione di tasse rivoluzionarie» sia in termini di avvisi sul modo di operare riguardo la protezione ambientale e il diritto dei lavoratori.

Il segretario di stato Ochoa ha definito questi atti «una dimostrazione di forza» e che comunque lo stato filippino controlla bene il territorio. Più preoccupati sono i delegati dell’amministrazione nei colloqui di pace con NDF, il braccio politico dell’NPA. Sono attacchi che minano e mettono a rischio i colloqui di pace che si trovano in una posizione di stallo anche grazie, ma non solo, secondo la versione governativa, ai continui attacchi della guerriglia ad obiettivi civili, attacchi che hanno procurato vari «prigionieri di guerra».
Il consigliere del presidente sul processo di pace, Teresita Deles, ha detto che gli attacchi sottolineano la difficoltà di negoziare con i ribelli senza un cessate il fuoco e minano la fiducia nella gente nei colloqui di pace, in quanto i successi fatti al tavolo dei negoziati poi non si trovano sul terreno.
I colloqui di pace stanno avendo un momento di stallo e non è certo che riprenderanno questo mese in Norvegia, anche se il governo ha assicurato che non sono questi attacchi a poter mettere in dubbio la partecipazione della delegazione governativa. Sono in ballo varie questioni tra le quali la richiesta governativa di fermare le attività estortive (che NPA definisce riscossione delle tasse rivoluzionarie) e la richiesta della guerriglia di liberare tutti quei militanti che sono parte integrante del gruppo che conduce la trattativa  (il responsabile della trattativa, Alex Padilla, definisce questa richiesta solo un prendere tempo e un cercare la liberazione di quanti più militanti possibile senza un vero impegno nel negoziato).
Il portavoce di Aquino, Lacierda, ha detto che comunque il lavorare per la pace è l’unica alternativa possibile alla guerra e che continueranno gli sforzi per raggiungere la pace, ma è necessario che l’altra parte faccia degli sforzi concreti e mostri la buona volontà. Un obiettivo a cui il governo sembra puntare è appunto un cessate il fuoco senza il quale il governo deve fare il proprio dovere di dare la caccia a chi ha commesso i crimini, per garantire agli investitori e ai cittadini di non dover vivere sotto la minaccia di estorsioni e di violenza.
Sul piano operativo, mentre da parte governativa si accertano le responsabilità del vuoto di forze e si reinforzano le truppe nella zona, il braccio politico de NPA, NDF o fronte democratico nazionale, si è fatta sentire per bocca del suo portavoce, comandante Madlos. Questi attacchi, ha detto, non saranno certamente gli ultimi in quanto il problema non è tanto quelle delle «tasse rivoluzionarie», quanto del degrado ambientale che queste miniere causano e del modo di trattare i lavoratori e le popolazioni indigene del luogo ridotte a «pezzenti». Ha aggiunto che alle miniere attaccate sono state inviate lettere di accusa con cui li accusavano di danni ambientali, violazione dei diritti dei lavoratori ed altro, trovando invece un orecchio sordo. «Il movimento rivoluzionario ha comunicato loro le condanne» in quanto non erano conformi alle loro politiche, non perché NDF voglia vietare le miniere nella zona.