MALESIA: Cresce l’intolleranza di stati federali contro l’omosessualità

Due stati della Malesia hanno deciso di cambiare le loro leggi islamiche per punire i musulmani che praticano l’omosessualità rendendo più sostanziosa la prospettiva che i gay musulmani siano puniti sia sotto la legge federale che quella religiosa di stato, aggiungendo ulteriori preoccupazioni sulla crescente intolleranza. L’omosessualità, in Malesia, è punibile per legge con la pena corporale della fustigazione e con la prigione fino a venti anni, ma gli emendamenti pensati dalle autorità religiose degli stati di Malacca e Pahang dararanno ulteriori poteri ai governi degli stati. Con i cambiamenti proposti che diventano legge, le condanne alla prigione potrebbero sommarsi se un musulmano gay è punito per le due leggi.

Il ministro dello stato di Malacca, Mohd Ali Rustam, ha detto che lo stato avrebbe rivisto la legge islamica per permettere ai musulmani gay, uomini e donne, di essere processati nelle corti e puniti da una condanna alla prigione o da una multa come deterrenti dell’omosessualità, dichiarando alla Reuters: «Tante persone promuovono diritti umani fino al punto da permettere le attività lesbiche e l’omosessualità. «Nell’Islam non lo permettiamo tutto questo. E’ contro la legge islamica.». Ai musulmani gay sarà anche obbligato di seguire la consulenza psicologica.
Ali, che presiede il dipartimento religioso islamico di Malacca, ha detto che le condanne sono previste anche per chi sostiene l’omosessualità. «Vogliamo porlo in atto così da applicarlo e portarli di fronte alle nostre corti islamiche. Quindi possiamo accusarli della promozione o del sostegno di queste attività illegali.».
Anche nello stato di Pahang, l’ecclesiatico guida dello stato di Pahang sembra abbia dichiarato di voler cambiare la legge islamica per poter far delle azioni contro l’omosessualità. «Ilsam proibisce orientamenti i comportamenti sessuali devianti e si devono intraprendere azioni adeguate per affrontar questo problema. Temiamo che questo comportamento anormale diventi norma.» dice Abdul Rahman Osman.
In Malesia, la religione è nel campo dei rispettivi stati e le autorità non hanno bisogno dell’approvazione del governo federale per i cambiamenti legislativi.
La scorsa settimana gli organizzatori furono costretti a cancellare un festival annuale sulla sessualità nella cpaitale Kuala Lumpur, dopo che la polizia minacciò la repressione, prevedento disordine e malessere pubblici.
Il sessanta percento della popolazione è musulmana e gli strumenti legislativi musulmani sono usati come metro ufficiale del comportamento dei fedeli. Cionondimeno i musulmani si recano spesso nei bar di Kuyala Lumpur a consumare alcol. Il sesso fuori del matrimonio è spesso visto male e le relazioni con lo stesso sesso attirano spesso la critica benché la nascita dei media alternativi ha comportato una maggior apertura nei dibattiti sulla omosessualità. Ma le discussioni pubbliche sulla sessualità assumono un  tono conservatore. I film e la musica sono censurati pesantemente e sono rimossi i contenuti espliciti e la gente gay ed i travestiti lamentano la discriminazione professionale e sociale.