VIETNAM: Un natale di attesa

Si accendono i lampioni della strada ad una luce fioca, mentre arriva l’oscurità, ma Trang Hoang Yen è ancora lì a lavorare con le magliette sulla sua macchina da cucire, mentre buona parte dei suoi operai è già andato via. “In tempi normali abbiamo più operai, ma lo scorso anno è stato duro per il nostro settore” dice fermandosi un momento a rispondere. La sua piccola azienda, su una strada secondaria di Ho Chi Min City, ha visto dei giorni migliori con la forza lavoro che era di 30 operai, mentre ora sono appena 14. “I costi sono saliti e il costo della produzione si è raddoppiato.”

Ad agosto l’inflazione ha raggiunto il 23% per poi scendere fino al 20. Il governo vietnamita ha risposto con una serie di contromisure nel tentativo di raffreddare un’economia a rischio di surriscaldamento, benché alcuni analisti sostengano che il coperchio sta già facendo sbollire la caldaia. Le riserve in valuta estera del Vietnam stanno scendendo, mentre la nazione ha un deficit commerciale di 10 miliardi di dollari secondo il governo.

Riusciranno le riforme con la restrizione del credito e un aumento dei tassi di interesse a raffreddare la situazione? Alcuni non lo credono possibile. Il rappresentante del FMI in Vietnam, durante una conferenza ad Hanoi, è stato chiaro sul problema: “Le autorità devono muoversi rapidamente e con decisione per assicurare la solvibilità del settore finanziare mentre si ristabilisce la stabilità macroeconomica.”

Altre affermazioni rilasciate al forum si accentravano sul bisogno di riformare il settore bancario, di privatizzare le imprese di stato e tagliare la corruzione che è rampante con ilVietnam che si posizione al 112 posto su 182 nazioni secondo l’ultimo rapporto del Trasparency International.

Alcune nazioni donatrici hanno anche parlato del cattivo stato dei diritti umani e della libertà di espressione, con l’arresto di avvocati, scrittori, autori di blog, giornalisti e civili regolarmente arrestati e messi in carcere. L’ambasciatore norvegese in Vietnam ha dichiarato al primo ministro Nguyen Tan Dung che l’allentamento delle restrizioni politiche nello stato a partito unico potrebbe contribuire ad una economia più salubre.

Il Vietnam sembra ora trovarsi in un momento critico che forse ricorda il doi moi degli anni 80, quando l’economia della nazione si aprì agli investimenti pubblici nell’emulazione della politica economica di liberalizzazioni cinese. La normalizzazione delle relazioni con gli USA nel 1995 illuminò lo status di stella nascente del Vietnam che culminò con l’ammissione al World Trade Organizzation del 2007.

In un incontro del 28 novembre con investitori Irlandesi in Vietnam, il ministro per la Pianificzione e gli investimenti Cao Viet Sinh diceva che c’erano 13450 progetti di investimento in Vietnam a cui il governo sperava di attrarne altri ancora nei prossimi anni.

La Intel, Honda e Nike hanno aperto grandi industrie in Vietnam, la cui attrattiva per le industrie investitrici è in parte legata alla sua forza lavoro a poco prezzo, che si stima da parte della Camera del Commercio Europeo la più bassa poco più di quella della Cambogia, rappresentando quindi la forza motrice per investimenti a basso valore aggiunto come le scarpe e il vestiario.

Resta da vedere se una economia che si avvicina ad una crisi riesca ad attrarre investimenti e effettuare una transizione verso prodotti più sofisticati.

Un altro settore potenziale per il Vietnam è il turismo considerato che il numero totale dei visitatori del 2010 è stato 5 milioni di arrivi contro i 14 milioni della Thailandia e 23,7 della Malesia, e considerato che rappresenta il 4% dell’economia vietnamita. Un problema è il visto turistico che, per la Thailandia e la Malesia, non è richiesto ai turisti che possono così restare anche un mese, mentre il Vietnam lo richiede anticipatamente o lo si può ottenere facendo la fila all’arrivo.

Duong Sinh Son gestisce una locanda in un villaggio ai bordi del parco nazionale di Thanh Hoa a tre ore di macchina da Hanoi. Il panorama di colline verdi e vallate di risaie lo rendono un luogo, adatto per spettacolari passeggiate a piedi lontano dalla fin troppo conosciuta Halong Bay o dai percorsi di Sapi.

Duong Sinh Son dice che riceve da 200 a 300 visitatori all’anno da quando ha aperto. Al costo di 7 dollari a notte, spera di attrarre più visitatori, ma dipende molto dal momento e dalla forte concorrenza regionale se il Vietnam riuscirà ad attrarre più turisti, considerato che anche una Birmania più aperta alle riforme si avvia presto a diventare un’altra destinazione di grido.

Nonostante tutto l’economia vietnamita cresce ancora al 6,5% annuo nel 2010, mentre la banca Mondiale prevede una crescita molto simile per il 2012. Eppure queste cifre sono alquanto astratte per i piccoli imprenditori e i comuni cittadini che cercano solo di sopravvivere, specie a causa dell’inflazione che pinge sempre più persone sotto la linea della povertà. Per Trang Hoang Yen i tempi duri sembrano dover continuare, ma “grazie a dio talvolta possono anche arrivare i tempi buoni”, dice alzando gli occhi verso l’icona del Sacro Cuore sulla sua porta.

Un ordine recente di 5000 magliette per il Natale la rende indaffarata, dando vita agli affari nonostante le difficoltà dell’inflazione. “Voglio far crescere questa impresa, ma bisogna aspettare che le cose non vanno per il verso giusto.”

Simon Roughneen,