Palawan rischia di perdere il suo ricco patrimonio: Pangolini e tartarughe verdi di mare cacciati di frodo

Benché il mare attorno all’isola di Palawan sia descritta come l’ultimo pezzo di mare ancora da scoprire, sono tanti intrusi a conoscere questa zona e le loro azioni minacciano ora la distruzione dell’ecosistema di questo paradiso marino. L’ammiraglio Joseph Rustom O Pena, comandante del comando occidentale della marina filippina, dice che i pescatori stranieri sistematicamente e continuamente cacciano di frodo le tartarughe marine usando navi equipaggiate in pieno per sfuggire alle forze armate.

In genere una nave grande rilascia piccole barche nella zona attorno all’isola di Palawan ricca di vita marina. I pescatori di frodo calano le reti di notte e corrono velocemente verso la nave principale una volta che hanno preso le tartarughe nella rete. A dicembre sei pescatori cinesi dell’isola di Hainan sono stati arrestati per pesca di frodo di alcune tartarughe verdi in via di estinzione vicino l’isola di Balabac dopo un duro inseguimento, dopo che una nave di pattuglia filippina ha ricevuto delle informazioni dai pescatori di una barca sospetta di notte. La barca ha cercato subito la via di fuga, ma è stata intercettata dopo che sono stati sparati alcuni colpi di fucile dalla pattuglia filippina.

Dalla barca, che vantava motori da 200 cavalli e che può viaggiare fino a 50 km all’ora e dotata di vari equipaggiamenti per l’individuazione del pesce e la localizzazione globale, sono state recuperate 12 tartarughe verdi, mentre altre nove erano già morte. Le tartarughe di mare e le loro uova sono vendute in Cina come alimento pregiato e specie ornamentali.

Secondo Glenda Cadigal del Palawan Council for Sustainable Development, il declino della popolazione delle tartarighe verdi di mare potrebbe distruggere il prezioso ecosistema marino attorno a Palawan. “Le tartarughe si nutrono do alghe e tagliano i fili d’erba permettendo alle nuove foglie di uscire e svilupparsi rendendolo anche disponibile per i piccoli pesci e per il plancton.”

Nel marzo 2011 altre 50 tartarughe furono scoperte a bordo di un’altra barca di frodo proveniente dall’isola di Hainan, probabilmente prese nel parco naturale di Tubbataha Reefs, patrimonio dell’UNESCO, ed una delle zone più ricche di vita marina del sudest asiatico. La difficoltà della protezione sia dovuta alla distanza, otto ore di mare, dalla costa di Palawan e dal comando navale filippino.

A questa situazione si collega anche la vicenda del Mare cinese meridionale, isole Spratly, che vede una dura contrapposizione tra la Cina e le Filippine e che rende difficile la liberazione dei pescatori cinesi. Di contro in una simile situazione furono rilasciati 122 pescatori vietnamiti entrati illegalmente nelle acque di Palawan dopo aver pagato una semplice multa: Vietnam e Filippine si trovano dalla stessa parte nella contesa per le isole Spratly contro la Cina.

Oltre alle tartarughe, ci sono altri animali, quali il pangolino ricercato per le squame e per la carne prelibata per il mercato cinese. Secondo Palawan Council for Sustainable Development, le squame di pangolino sono vendute per la medicina tradizionale cinese a 150 euro il chilo, mentre la carne a 75 euro il chilo. Due pangolini possono fornire un chilo di squame. Vivono essenzialmente nelle foreste di montagna e sono cacciati da ragazzi delle popolazioni indigene di Palawan.

Lo scorso anno sono stati sequestrati più di 2400 animali selvatici di ogni specie nelle Filippine.

“Tutte le quattro specie di pangolino asiatico sono vietate sotto la Convenzione Internazionale sullo Scambio di Specie Protette (CITES). Nonostante il divieto, il pangolino rimane una delle specie più trafficate in Asia. La carne di pangolino è considerata una prelibatezza nel Sud-Est asiatico e le squame sono usate nella medicina tradizionale orientale. Alcuni pangolini vengono imbalsamati ed esposti. Questo commercio ha portato due specie, quella cinese e quella malese o Sunda, ad essere considerate a rischio di estinzione dalla lista rossa del IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione dell’Ambiente). Nonostante la mancanza di dati – viste le abitudini schive e notturne di questi mammiferi – i ricercatori affermano che le popolazioni di entrambe le specie siano diminuite del 50 per cento in soli 15 anni.
Le altre due specie, quella filippina e quella indiana, sono classificate come prossime alla minaccia. Il ruolo ecologico del pangolino in Asia non è stato ben stabilito, ma, poiché si nutrono di formiche e di termiti, molto probabilmente aiutano a controllare queste popolazioni.
Il sequestro è anche molto importante perché è stato compiuto da ufficiali cinesi, i quali in passato hanno chiuso un occhio sul traffico illegale di flora e fauna.
Dai pangolini alle tigri, dai rinoceronti agli elefanti, dalle tartarughe ai roditori, una vasta varietà di specie sono minacciate dal traffico illegale globale di flora e fauna. Il Sud-Est asiatico, dove un numero di specie è usato nella medicina tradizionale o come cibo, non è l’unica destinazione: una recente indagine ha scoperto che 270 tonnellate di bushmeat (cacciagione di foresta) illegale africana passano attraverso uno degli aeroporti europei (Charles de Gaulle a Parigi) ogni anno.” Mongabay