THAILANDIA: Un altro giornalista accusato di Lesa Maestà?

Un altro giornalista thailandese molto stimato, Pravit Rojanaphruk, è sotto inchiesta, ma non ancora accusato, secondo la legge di lesa maestà per sette suoi articoli apparsi sul giornale indipendente Prachatai.

Pravit scrive anche per TheNation. Al giornale Prachatai non sono stati indicati i paragrafi precisi sotto accusa, ma solo una accusa in generale lanciata da un militante del PAD (Magliette Gialle) che vive nelle province del Nordest e che ha altre volte lanciato simile accuse contro lo stesso Prachatai al cui forum ha sempre partecipato.

Pravit in un’intervista ha detto: “Benché non siano state fatte accuse formali, percepisco bene le minacce e le intimidazioni. Se c’è una possibilità di essere formalmente accusato ti cambia il modo di pensare, la dinamica. Significa che è già iniziata una campagna di violenza. Alcuni ultrarealisti, nei loro commenti, hanno già concluso che ho commesso il reato di lesa maestà, che dovrei morire e così via. Quello sta già avendo un impatto. E’ chiaro da ciò che la campagna di odio contro di me nella corte dell’opinione pubblica è già iniziata.

Nel contattare il giornale la polizia non ha dato dettagli, si badi bene, su quali articoli o paragrafi o frasi particolari abbia commesso il reato di lesa maestà ….

Voglio chiarire … per gli ultrarealisti finché ci sono le accuse formali non dovrei lamentarmi … ma io dico questo: il clima di paura è iniziato con il lancio della notazione della polizia.”

Per Pravit questa indagine significa una maggiore repressione sulle personalità dei media, sugli attivisti e quelli che possono far sorgere domande.

“Quello che potrebbe complicare la situazione è che, a livello politico thailandese, ci sono tante speculazioni sulla riconciliazione tra la vecchia e la nuova elite, su quello che questo potrebbe significare per quelli in prigione per la legge di lesa maestà e il dolore degli altri prigionieri di coscienza oggi. Il fatto che il primo ministro Yingluck abbia detto moltissime volte che non sarebbe stata riformata la legge di lesa maestà è un chiaro indicatore che ci potranno essere solo più duri trattamenti per chiunque sia visto porre domande sulla monarchia in Thailandia.”

Come potrebbero i giornalisti mantenere la loro indipendenza, obiettività e imparzialità in una situazione politica così paurosa? Secondo Pravit “è impossibile”

“Poiché il 99% dei massmedia nutrono la popolazione con notizie parziali e solo positive sulla monarchia sono stato accusato di essere parziale, di avere una visione parziale, per il solo fatto di aver chiesto ‘come può la gente credere a questo genere di informazione unica?’ E’ questa vera democrazia? Se lo è, allora dovrebbe essere il caso di poter accedere in modo legale all’informazione critica verso la monarchia. Ma come sappiamo tutti, con questa legge di lesa maestà tutte le notizie critiche o negative sulla monarchia sono rese illegali, i libri messi al bando… E’ una questione di libertà di espressione. Ha anche a che fare con la cultura. Credo che finora il gruppo di Nitirat e altri hanno fatto un egregio lavoro nel porre la questione della legge. Ma dobbiamo anche considerare il ruolo culturale della monarchia e il suo posto in relazione alla società.”

Pravit pone anche enfasi sul periodo di transizione che la Thailandia sta vivendo, transizione al trono e transizione politica: “Si deve tenere a mente che abbiamo a che fare con un paese in un periodo di transizione dove attendiamo la successione politica del trono …. Che potrebbe essere complicata, con una vecchia elite conservatrice molto preoccupata con una transizione dolce di poteri. Non credo se ne importino molto dell’opinione pubblica internazionale su questa legge. Ho paura che ci potrebbe essere una repressione più dura per assicurare che la transizione non sarà attaccata o messa in dubbio da chiunque sia critico della monarchia.

In un certo senso è come un monoteismo, dove si vuole un solo dio, una dimensione religiosa della devozione alla istituzione monarchica. C’è anche una domanda del Re che il Padre di tutti i thai, che è molto importante nel contesto Thailandese dove non si possono criticare i tuoi genitori. Questi sono due aspetti che non si possono toccare. Quando ti lamenti o poni le tue domande … c’è un sostanziale numero di thailandesi che pone anche questo interrogativo su Facebook o Twitter. Tuttavia chi pone la questione del ruolo della monarchia è ridotto al silenzio dalla legge. Sappiamo che ci sono delle voci ma sanno che non è nei loro interessi farsi sentire. Ci vogliono soltanto qualche ultrarealista per fare queste accuse … riconosco che questi sono i pericoli che corriamo.”

Benché non si sappia ancora cosa ne sarà di queste denunce, di certo si va verso una maggiore costrizione della libertà di espressione e di certo queste denunce sono ancora un altro avviso ai giornalisti, agli studiosi, agli attivisti che non saranno tollerate altre domande sulle ragioni dell’uso della legge di lesa maestà, oltre che sul ruolo della monarchia.

A chiedergli chi sono i suoi autori preferiti, ride e tra loro “Socrate naturalmente. Preferì bere la cicuta!”. Una battaglia quindi appena agli inizi.

SiamVoices