MALESIA: Islam, democrazia e diritti umani

Il filosofo musulmano più famoso Taiq Ramadan, docente di Studi Isamici Contemporanei ad Oxford, ha tenuto una conferenza a Penang sui principi di governo per rompere lo stereotipo che vedei governii islamici come antidemocratici e contro i diritti umani. Ha citato il governo secondo la legge, la uguale cittadinanza, suffragio universale, la responsabilità, separazione di poteri ed etica nella politica come principi fondamentali democratici a cui adeguarsi da parte dei governi islamici. I cittadini devono onorare l’accordo nei loro paesi, dice Tariq, che definisce le regole della legge nelle loro relazioni interpersonali giornaliere.

In Malesia, per esempio, i musulmani come qualunque altro cittadino di altra religione, deve seguire le leggi dal momento che hanno accettato il contorno del paese, lottando comunque all’interno di quel contorno per opporsi a leggi che sono ingiuste, “e voi ben saete quante leggi qui hanno bisogno di una riforma” ha detto Tariq nella sua conferenza “il risveglio del mondo musulmano: islam democrazia e diritti umani”.

La platea di 300 persone ha risposto con un forte applauso a questa sottolineatura, applauso che però lo ha spinto a precisare di sentirsi un po’ tirato per la giacca: “Io non sto con l’opposizione, non in termini politici. Ma in termini filosofici dico qualcosa che è molto vero, il vostro modello non è perfetto e i vostri costumi non sono perfetti.”

“Che in nome della giustizia, della vostra coscienza, come musulmano, cristiano o buddista o qualunque cosa siate, in nome della vostra cittadinanza, è vostro dovere combattere per quello che è giusto, se non per il vostro governo, è per la gente che vive in questo paese.” Dopo l’applauso che ne è seguito ha detto: “Non situatemi in un panorama politico del vostro paese. Non mi interessa, perché se un giorno andaste al potere in accettazione di una ingiustizia, avrete il mio odio contro di voi. E’ questo il modo in cui si tengono alti i principi. L’unità deve basarsi su ciò che è giusto”.

In seguito Tariq, che è il nipote del fondatore dei Fratelli Musulmani cittadino svizzero di origini egiziane, ha detto che i musulmani non devono unirsi sulla base di quello che è sbagliato perché così significa essere deboli.

Poi Tariq ha ragionato a lungo sul secondo principio, di eguale cittadinanza, che deve essere presente nel governo islamico per assicurare che il governo pratichi i diritti umani e la democrazia; i cittadini devono non solo essere uguali di fronte alla legge ma devono partecipare alla narrazione che li lega come nazione. Ha descritto la società malese come pluralista, con differenti panorami culturali e religiosi. “Ma ogni cittadino, indipendentemente dalla propria origine o religione, deve essere trattato egualmente. Non parlare della mia cittadinanza come s sono una minoranza. Sono un cittadino, ci siamo? Uguale cittadinanza significa non chiedetemi della mia storia o da dove vengo, ma dove andiamo insieme.”

Poi Tariq ha citato la situazione del Profeta che arrivava a Medina, che i musulmani descrivevano come la prima società o governo islamico, quando diede il benvenuto agli Ebrei come parte della comunità o dell’ ummah, dove questo termine, dice Tariq, nell’Islam non è solo dall’aspetto spirituale o una comunità strutturalmente organizzata ad un livello locale, ma significa che una comunità era “parte di noi e ha gli stessi diritti e doveri come noi”. Ha aggiunto che nessuna comunità è migliore di un’altra poiché sono musulmani.

“Non è con la discriminazione dell’altro che si diventerà il migliore” ha detto ad un altro applauso, aggiungendo che un cittadino deve osservare le leggi, parlare la lingua per esprimersi e deve essere onesto. “Se siete dei cittadini onesti, vorrete il meglio pe il vostro paese. Ma il cittadino onesto è sempre critico. La fedeltà cieca è pericolosa, settaria e razzista.”

Aliran