FILIPPINE: Io e la legge marziale.

Molte persone attive politicamente prima e durante la legge marziale hanno condiviso il loro ricordo del governo dittatoriale del Presidente Marcos quando il paese ricordava uno dei suoi periodi più oscuri della storia nazionale qualche giorno fa. La televisione locale ha reso omaggio con una copertura lieve a quel momento di 40 anni fa, quando l’intero paese fu posto sotto il governo militare. Ma si è detto poco di quel periodo e di chi vi si opponeva, in quei giorni oscuri, qui nella città di General Santos.

Ero troppo giovane per comprendere totalmente la mostruosità della dichiarazione della legge marziale in quell’oscuro giorno del settembre del 1972. Tutto quello che ricordavo era di essere stato preso dentro il Pioneer Theater, scomparso e compianto, nella strada che portava lo stesso nome. Mia zia ci tirò fuori del cinema, me e mio cugino, dicendo che era stata appena proclamata la legge marziale e che dovevamo andare a casa immediatamente.

Una settimana dopo insieme ai miei compagni di classe ne parlavamo sottovoce senza però mai comprendere cosa fosse. Ricordo tuttavia cantare Bagong Lipunan durante le cerimonie della bandiera nei primi anni della sua istituzione e di essere costretti a tornare a casa dopo il tramonto per il coprifuoco indetto in tutto il paese. Le paure iniziali del governo militare si trasformarono presto cinismo da parte nostra che scherzavamo sugli slogan della Nuova Società. Talvolta, comunque, non risultò allegro quando l’attore presentatore Ariel Ureta fu chiamato al palazzo reale per reinventare lo slogan sulla crisi del petrolio del 1974.

Il mio professore di teologia al college di Notre Dame of Dadiangas College, Josefino Tubao, diceva di aver fatto parte del Samahang Demokratiko ng Kabataan, rivale della principale organizzazione giovanile di sinistra KM, durante gli anni del movimento studentesco tra i 60 e i 70, da studente del college Holy Cross a Davao. Ricordava il già comandante del PC Agerico Kagoan che gli aveva detto che la proclamazione 1081 era stata già firmata il 19 settembre 1972, e che la legge marziale sarebbe stata annunciata nel giro di qualche giorno.

Marcos andò alla televisione il 22 d i settembre, ma le notizie finirono sui giornali il giorno seguente. Fu solo il Daily Express a portare la storia della legge marziale. Il movimento degli studenti comunque era virtualmente inesistente in questa città colorata. Quando fu dichiarata la legge marziale c’erano tre college con una popolazione di duemila studenti. Ma c’erano laureati di fresco da altre città che avevano visto le lotte studentesche degli anni 70, col la celebre First Quarter Storm, che erano attivi nei circoli civici. Tra di loro c’era Tubao, l’avvocato Boy de Castro e un certo Toti Santillan che però non divennero mai degli attivisti totali.

In quegli anni la città era avvolta nelle rivalità politiche stile criminale. Il capo leggendario da fronte del porto Adan delas Marias, la cui vita è stata portata nel film filippino Octopus, era stato assassinato insieme ad un amico stretto e si sospettò che il mandante fosse il sindaco Antonio Acharon che fu poi acusato di duplice omicidio. Acharon fu costretto a fare campagna elettorale dalla sua cella contro Priscilla Chiongbian, moglie del senatore Chiongbian, autore della legge che creò General Santos come città autonoma. Acharon riotterrà la libertà dopo che fu rieletto nel 1971 e rilasciato da Marcos nel 1972.

Acharon era un sidaco populista ma anche il capo delle forze paramilitari di Marcos CHDF (che diventeranno CAFGU di oggi) nella città e nelle città vicine di Malapatan e Alabel durante il picco della legge marziale. La città fu anche presa dalla paura quando scoppiarono le ostilità tra il governo ed il Fronte di nazionale di Liberazione Moro di Nur Misuari. Le narrazioni, alcune privi di fonti, di duri scontri tra i ribelli Moro e i militari nei villaggi remoti e a Cotabato e città vicine di Sultan Kudarat portavano i cittadini a trovare rifugio nella città che divenne anche un posto di ristoro per gli stessi militari. Per chi ricorda ancora, erano gli anni in cui la polizia militare si aggirava per la città con le onnipresenti jeep stile Kennedy.

Il mio primo scontro con chi applicava la legge marziale giunse nel mio quarto anno di superiore. Nel 1976 ebbi l’idea di creare una newsletter della scuola ed un annuario della classe. Il mio professore mi disse di chiedere il permesso alla Polizia Filippina. Andai alla polizia filippina (PC). Non ricordo il nome dell’ufficiale, ma ricordo la freddezza e lo sguardo lungo che mi diede. Il mio primo tentativo di scrivere per un giornalino scolastico svanì nel momento in cui voltai le spalle a quel poliziotto.

L’anno seguente ero già un allievo delle università di Manila quando il movimento studentesco riprese a vivere dopo essere stato costretto a dormire ed andare in clandestinità dalla dittatura. Era ancora il momento più alto della dittatura di Marcos. Nel 1978 vidi Imee Marcos a scuola che parlava come presidente nazionale del Kabataang Barangay, la versione paterna della gioventù nazista. Uno studente con sfrontatezza si alzò e osò domandare ad Imee degli eccessi di suo padre. Seppi dopo che quello studente scomparve e non fu mai più rivisto.

Uil semestre successivo gli studenti politicizzati bussavano di porta in porta delle aule invitandoci a uscire in protesta contro la crescente commercializzazione dell’istruzione e del crescente costo delle tasse. Costretto ad uscire, stetti ad ascoltare una manifestazione in uno degli atrii della scuola, la prima manifestazione studentesca a cui partecipai. E non sarebbe stata l’ultima. Nel 1979 ritornai a casa dove ripresi a studiare al Notre Dame of Dadiangas College.

Il movimento studentesco nella città non iniziò fino a quando non giunse la prima ondata di militanti comunisti nel 1979, che fu anche il prodotto dell’esplosione del movimento di protesta sotto la legge marziale quando gli studenti e i professori dei college affrontavano una falange di poliziotti antisommossa e capovolsero un mezzo dei vigili del fuoco per denunciare il governo militare. Quell’ondata di proteste produsse molti organizzatori a tempo pieno della sinistra clandestina. Il loro arrivo a General Santos coincise anche con l’apertura del primo fronte di guerriglia del NPA a Malungon, ora parte di Sarangani, dell’allora unita Cotabato del Sud.

Gli organizzatori studenteschi a tempo pieno si iscrivevano a varie scuole della cittò tra cui Notre Dame of Dadiangas College e della Scuola Politecnico di Mindanao, per stabilire contatti tra gli studenti del college. Aiutati molto da una crescente militanza tra i membri del clero, dei settori religiosi e delle facoltà che erano o vecchi attivisti o membri di partito, cominciarono a reclutare simpatizzanti attivisti ed attivisti.

La vita di uno studente militante

Ebbi un primo contatto con un organizzatore della gioventù e degli studenti (YS) della sinistra clandestina verso la metà del 1980. Allora era già iniziata la mia prima esperienza come responsabile della pubblicazione della scuola, The Vox. Insieme con alcuni studenti socialdemocratici della Associazione cattolica studentesca delle Filippine (SCAP), scrivemmo la costituzione e i regolamenti del Consiglio supremo studentesco che fu preceduto dal corpo di coordinamento studentesco di Notre Dame.

Questi regolamenti furono ratificati in un referendum del 1980 e nello stesso anno fu eletto il primo presidente del consiglio studentesco eletto democraticamente che era Edgar Eugenio che non era connesso né ai democratici nazionali che ai socialdemocratici. I nazionali democratici stavano ancora formando i contatti e sviluppando le loro attività di massa e come gesto di gratitudine per l’aiuto nello stendere i regolamenti, diedi il mio sostegno a Joseph Diosana, un attivista socialdemocratico. Essi erano particolarmente attivi durante questo periodo con l’aiuto a Tubao che forniva agli organizzatori socialdemocratici i contatti dei loro studenti. Tra loro c’erano Jose Jickain, Elvis Dy, Divina Ong, Choi Girado, Anne Lunasco, Susan Manlangit Obtial ed alcuni altri.

Durante la campagna elettorale per il nuovo corpo elettorale formatosi, si registrò un’altra prima nella storia della scuola quando gli studenti uscirono per protesta dalle loro classi in seguito ad un duro scontro col presidente del NDDC, Padre James McKnight che tolse il microfono mentre i candidati tenevano ancora la loro manifestazione. Questo infuriò gli studenti guidati da Butch Cavenstany che si scontrò verbalmente con Padre Bob Mc Govern. Non seguirono altri scontri spiacevoli visto che non fu imposta alcuna sanzione contro gli studenti che protestavano.

Una volta il sindaco della città Rosalita Nunez che insegnava anche nel college invitò Eugenio e me a pranzo per ricercare il nostro sostegno mentre suo marito Dodong cercava di essere nominato come rappresentante del lavoro al consiglio della città. Noi rifiutammo attentamente l’offerta della coppia. Mariano Fernandez, attuale manager de Ocean Canning fu alla fine nominato da Acharon.

In quel semestre l’organizzatore del YS provava già ad avvicinarmi con discrezione per iniziare a parlare sulle questioni nazionali. Lei cominciò a darmi materiali di lettura. All’inizio erano pubblicazioni alternative come Ichthys del AMRSP mentre poi erano fogli di informazione clandestini del Parti e del NDF. Ci volle poco tempo per essere totalmente coinvolto come militante studente e fui introdotto ad altri capi di altri settori come l’avvocato Felix Ma Calatrava che era anche avvocato del lavoro, come il capo dei contadini Bering Bacalso ed altri attivisti preti e monache.

Cominciammo a coordinarci con i capi degli studenti di altre scuole benché alcuni di loro specie quelli della Magsaysay Memorial College, tra i quali c’era Ben Sumong-oy, insistevano nel togliere ogni riferimento alla parola “lotta” in tutte le nostre discussioni. Nell’estate del 1981 io e Dolores Evangelista (madre del vincitore PBB Paco Evangelista) eravamo presenti al revival del College Editor Guild delle Filippine (CEGP) che si teneva a UP a Los Banos. Fu una radunata storica dei giornalisti dei campus mentre CEGS celebrava il suo cinquantesimo congresso ed era stata insieme ad altre organizzazioni degli studenti ad essere messa al bando alla dichiarazione della legge marziale. Una di queste è ancora clandestina.

A quel congresso incontrai il compianto Ka Pepe Diokno, uno dei nostri portavoce, e fu la prima volta che incontrai uno dei grandi e importanti oratori con la sua oratoria eloquente, decisa e accattivante. A quel congresso parlarono anche il senatore Joey Lina, la giornalista Monica Feria e il capo del PCIJ Malou Mangahas, allora agli arresti per ordine del Presidente Marcos. Inviò una lettera dalla prigione il giornalista detenuto Satur Ocampo che si era unito alla sinistra clandestina prima della legge marziale.

Fu eletto presidente nazionale del ristabilito CEGP l’avvocato JV Bautista nonostante gli sforzi dei socialdemocratici che cercarono l’opportunità di prendere la presidenza della organizzazione dei giornalisti delle università più grande del paese. Nello stesso periodo si stabilì anche la Gioventù per il nazionalismo e la democrazia (YND) che era guidata dal giovane popolare e carismatico Lean Alejandro, che si erigeva anche fisicamente e per la sua ottima e brillante oratoria tra i capi degli studenti e che fu ucciso in una imboscata nel 1987.

A Davao c’erano molte persone i cui nomi sfuggono e a quel tempo la pubblicazione The Vox era il solo giornale di scuola a General Santos che era attivo nel movimento democratico nazionale. Tra i miei collaboratori del tempo c’erano Eunice Quilat (precedentemente Barcelona) e Elvin Dy (ora di Dolefil), mentre nel mio secondo mandato c’erano Dolores, Elena Aliligay (ora una Oro) e Vivien Belo (ora una Braga). Dolores sarebbe dopo diventata direttrice al mio posto. Elena e Vivien si trovano ora in Canada.

Al ritorno dal congresso del CEGP del 1981 riuscimmo a far diventare The Vox nella pubblicazione ufficiale del NDDC. Cominciammo a stabilire contatti con altri capi studenteschi fuori di General Santos e fummo introdotti a Bernard Espana ed altri attivisti di Notre Dame dell’università di Marbel e da un altro militante del politecnico che si unì dopo al NPA morendo in uno scontro con l’esercito nel 1984. Avrei incontrato ancje altri studenti attivisti della Notre Dame di Marbel nel movimento clandestino come Lionel Herrera ed Edwin Laguerder che morirono in differenti momenti dopo la rivolta di EDSA. Entrambi erano militanti a tempo pieno della UP nel 1981. Un altro loro compagno di classe Edwin Magnaye si unì alla clandestinità e divenne uno dei capi pionieri della YS nella città.

Herrera divenne uno delle perdite della campagna contro gli agenti di profonda penetrazione del partito comunista nel 1986, (una purga interna del Partito) ed i suoi parenti in Canada sperano ancora di poter ritrovare i resti di Lionel che si dice sia stato sepolto nella periferia di Davao. Laguerder morì in un caso apparente di salvataggio nel 1987 da un bus vicino Panacan a Davao ed i suo nome è scritto sul Muro degli eroi del Bantayog ng Bayani.

Nel 1981 Nelson Merculio fu eletto presidente del consiglio degli studenti del NDDC segnando la prima volta in cui i nazional democratici riuscirono a prendere la presidenza di un corpo studentesco che andava con una pubblicazione di scuola. Merculio, ora rappresentante delle finanze in una cittadina di Sarangani, e Reynaldo Pagco in seguito seguirono il congresso di fondazione della Lega degli studenti filippini (LFS) nel 1982. Tra le forze dei nazionaldemocratici nel campus della scuola c’erano Rita Miguel (ora una De La Pena), Marilu Barrera, l’avvocato Rafael Montilla, Edward Bermejo, Henry Montilla, Allan Gadia e Melaine Olmedo (ora una Sinclair negli USA). Ricordo anche Napoleon Pabroa, Rene Suobiron e Sr Stella e Sr Paz, quest’ultimo sarebbe morto di malattia durante la sua militanza nel NPA.

Tra il 1980 e 1982 ospitammo vari incontri che portarono oratori del calibro di Karl gaspar, Alexander Orcullo, Nic Gabunada e la dottoressa Sylvia dela Paz, moglie del dottore assassinato Bobby dela Paz.

Nel 1981 prima della visita del Papa Woytila Marcos tolse la legge marziale ritenendo tutti i poteri dittatoriali dl suo governo militare. I manifestanti sfidarono la polizia che isolava il luogo della messa papale per mettere in mostra le bandiere in quello che è ora il quartiere di Ecolandia a Davao che era incluso nell’itinerario del Papa.

L’assassinio di Noynoy Aquino

Dal 1982 la situazione polica del paese peggiorava. Marcos si diceva malato in fase terminale e i sentimenti contro Marcos per il paese e le zone di resistenza, armate e non, crescevano di giorno in giorno. Lasciai la scuola ad un semestre dalla fine per essere nel movimento contro Marcos passando da un settore all’altro e restare nel movimento contadino. Mi unii come missionario laico ai Missionari della Campagna aiutando i contadini di Mindanao meridionale ad organizzarsi e mobilitarsi per una vera riforma fondiaria contro la dittatura.

Il 20 settembre del 1972 i militari annunciavano la morte di Edgar Jopson in uno scontro a Davao, cosa che mi prese di sorpresa. Avevo letto di lui tra le vecchie copie del Philippine Collegian e altre pubblicazioni studentesche precedenti alla legge marziale del periodo del First Quarter Storm. Che riuscivo a far uscire dalla libreria o che mi erano date. Sfortunatamente li ho perse tutte queste pubblicazioni senza prezzo. Jopson era deriso dalla KM per la sua postura clerico-fascista come era allora definita. Jopson era il contrario dell’attivismo studentesco guidato dalla sinistra pre legge marziale e sposava i metodi di lotta non violenta di protesta scoprendone in seguito la loro futilità. Si seppe in seguito che si era unito al movimento clandestino comunista divenendo un militante dei lavoratori prima di diventare il capo della Commissione di Mindanao del CCP-NPA. Edjop come era chiamato con amore era profondamente coinvolto nei lavori di retrovia del primo sciopero sotto la legge marziale a La Tondena nel 1975. Il suo nome sarebbe ricomparso solo alla sua morte nel 1982. I suoi resti furono recuperati da Paul Dominguez, suo amico all’Ateneo de Manila durante la First Quarter Storm e poi segretario del Governo Ramos.

Allora nel 1983 il senatore Benigno Aquino Jr fu ucciso sulla pista dell’aeroporto di Manila nel suo ritorno dall’esilio, di cui sentii dei resoconti a Radio Veritas. Lessi il resoconto completo il 25 agosto, due giorni dopo il suo omicidio poiché i giornali arrivavano in ritardo a General Santos. Ricordo che tenevo stretto a me una copia del Manila Bulletin, il cui padrone Hans Menzi era un amico di Marcos, mentre andavo a Koronadal City, con la foto di un uomo caduto per terra con la sua giacca bianca sulla pista, un’immagine che rimarrà impressa nella mia mente.

L’assassinio di Ninoy gettò il paese nella sollevazione politica. La classe media e la parte dell’elite perseguitata da Marcos cominciò ad abbracciare il “parlamento delle strade”.

Welgang Bayan o sciopero popolare

Con i sentimenti anti dittatura ed antiMarcos che crescevano nel paese, erano molti i professionisti, gli uomini di affari e politici che furono attratti dal movimento di protesta democratico nazional. Le manifestazioni che mobilitavano migliaia di persone divenivano cosa regolare nella città quando parlavano Cory Aquino, Butch Aquino e lo studente Elmer Mercado. Agli avvocati Dominador Lagare Felix Ma Calatrava, due personalità forti della sinistra cittadina e molti preti della diocesi di Marbel si unirono gente come Marfenio Tan, Dario Lauron, Manny Yaphockun e il compianto Joe Maceda con il movimento che cresceva fino a diventare lo sciopero popolare che fu più paralizzante a livello nazionale e di tutta Mindanao.

Tan e Lauron divennero personalità importanti a General Santos nel Bagong Alyansang Makabayan (Bayan), mentre Mirabueno che fu ucciso da agenti militari nel 1987 è incluso nella lista degli eroi al Bantayog ng Bayani. Negozi e fabbriche o si unirono o furono costretti a chiudere ogni volta che lo sciopero popolare era annunciato. I trasporti pubblici si fermavano e le strade erano liberate del traffico tentacolare. Migliaia di persone manifestavano in punti designati alla fine della giornata, e talvolta gli scioperi popolari duravano tre giorni.

Si aprivano delle cucine sporche sul retro dei conventi di Bula e Lagao per bollire riso avvolto nelle foglie giovani di cocco. Il pesce donato dai produttori di tonno guidati da Tan giungeva in decine di giare in legno visto che allora non esisteva la plastica. Anche General Santos aveva la sua quota della “Febbre gialla” visto che il Partito Democratico Filippino guidato da Rosalia Nunez si unì alle proteste. Nel 1984 Rogelio Garcia, Rufino banas e Hilario de Pedro II vinsero dei posti alle elezioni del Batasang Pambansa che fu boicottata dalla sinistra. Alla fine del 1985 la Sinistra era già una forza politicamente significativa che una volta, durante il picchettaggio dei lavoratori in sciopero alla Coca Cola a general Santos, Nunez provò a fare un accordo con Bayan, la sinistra. Nunez si rese disponibile a divenire il compagno nella campagna elettorale di Lagare alle elezioni locali del 1987.

Violazioni dei diritti umani

Con il crescere della resitenza popolare si intensificavano sempre più la repressione e le violenze dei militari. Alexander Orcullo fu ucciso da forze paramilitari tornando a casa a Davao nel 1984. A general Santos City i fratello più giovane dell’avvocato Florante Garcia con altri due militanti della YS furono uccisi presumibilmente da forze del governo ed i loro corpi fatti scomparire. Secondo alcuni erano stati sepolti in una fossa comune in un campo militare di Polomolok. Un leader dei lavoratori in una piantagione di banane attivo nel movimento di massa fu ucciso da ignoti assassini nel 1985 alla fine della dittatura di Marcos.

Cresceva anche la resistenza armata nelle province. Naturalmente la Sinistra sosteneva che il movimento di massa cresceva dialetticamente con la crescita del NPA. Dalle notizie NPA aveva aperto due nuovi fronti di guerriglia in una nuova zona ed erano attivi nei villaggi remoti a Sud Cotabato.

I partigiani urbani de NPA divennero attivi tanto che alla fine del 1985 l’esercito e la polizia accerchiarono Bula in General Santos e andarono casa per casa alla ricerca di membri dell’unità del NPA. In uno di questi raid tre partigiani furono uccisi in una zona di acquitrini dove ora sta la chiesa di Bula. Marcos emise un ordine di arresto preventivo contro Gelix ma Calatrava che riuscì ad evitare l’arresto poiché sul mandato c’era il nome di suo cugino Francis. Furono molti i militanti dei lavoratori e dei contadini uccisi o arrestati.

Tra chi fu ucciso in maniera sommaria dopo il loro arresto da parte del colonnello della polizia Laudeemer Kahulugan c’era Trifonio Andres di Koronadal mentre stava ad un matrimonio di un amico. Mentre lo portavano a Davao il colonnello sequestro Andres ed altri due compagni che furono poi trovati sepolti in una fossa sommaria vicino a Digos City.

1986 EDSA

Il mio coinvolgimento nel movimento anti Marcos mi portò in molti posti in Mindanao. Alla fine del 1985 osservavo l’annuncio del dittatore di una elezione anticipata con il corrispondente della TV satellitare ABC mentre le notizie sulla sua salute continuavano. La sinistra immediatamente denunciò la congiura di Marcos per legittimarsi ulteriormente al potere. Ma una sezione dell’opposizione borghese la vide come una opportunità per cacciare il presidente mentre si tenevano lontane i continui avanzamenti del Fronte Democratico nazionale. La sinistra legale era anche incerta tra la posizione di boicottaggio rigido del fronte comunista e la volontà di continuare a condurre il movimento contro la dittatura.

Il sindaco di Tagoloan Vicente Emano sosteneva che era un grande errore se la Sinistra avesse boicottato le elezioni, cosa che la sinistra continuava a fare.

La vedova di Ninoy Cory Aquino prevalse nello sfidare Marcos avendo come suo vice Salvador Laurel. Metre Aquino infiammava le province nel disperato ma determinato sforzo di cacciare Marcos, la Sinistra affrontava il suo più grande problema interno nel mezzo della campagna elettorale delle elezioni del 1986.

All’inizio i compagni della sinistra clandestina furono richiamati dagli organi superiori mentre si diffondevano vaste notizie di infiltrazioni di agenti sospetti del governo nelle file comuniste che portarono le dicerie a diventare una campagna interna di carneficina che quasi decimò il movimento armato. Molti organizzatori, attivisti di massa e compagni perirono in quella infame campagna antiDPA che cominciò nel 1985 e che fu terminata sei anni dopo quando il partito ammise i suoi gravi errori chiedendo perdono per la morte di oltre 600 compagni ed attivisti moti in quella campagna di violenza.

Meno di due settimane prima delle elezioni del 1986, mi ritrovavo nelle montagne di Mlungon dove monitoravamo la situazione politica dura a Manila e negli altri centri urbani del paese. Il nostro unico contatto col mondo esterno era la radio ad onde corte dove la BBCtrasmetteva rapidamente gli eventi che si succedevano nella regione della capitale. Talvolta ascoltavamo Radio Veritas le cui trasmissioni serali erano prese dalla radio cattolica locale.

Le lezioni si tennero il 7 febbraio con resoconti di vasti imbrogli. Durante la conta dei voti la Commissione Elettorale uscì fuori dal Philippine International Convention Center. Nonostante l’incidente imbarazzante la Commissione Elettorale procedette ad annunciare Marcos come vincitore insieme al suo vice Arturo Tolentino. La cosa fu denunciata fortemente dalla Conferenza episcopale Filippina che rigettò la nomina. Marcos comunque provò a mantenersi al potere manovrando il parlamento per essere proclamato vincitore.

La cosa accelerò l’inizio della fine del suo governo dittatoriale mentre fu dopo ripudiato persino dal suo benefattore americano e sostenitore leale, Ronald Regan. Avendo perso l’iniziativa quando boicottò le elezioni, la sinistra guidò il movimento di protesta del dopo elezioni mobilitando le proprie forze e chiamando alla disobbedienza civile.

Coscienti che questo forte sentimento contro Marcos poteva condurre ad una presa del potere della sinistra gli USA dissero a Marcos “di dare un taglio in modo pulito. Dalle trasmissioni della BBC ascoltavo la situazione come si sviluppava negli ultimi cinque giorni di Febbraio che portarono alla cacciata di Marcos. La sinistra clandestina locale rimase ancora indifferente al successo delle forze anti-Marcos che era stata controllata da una sezione della elite politica con l’appoggio delle classi medie.

Quando tornai in città la prima settimana di Marzo del 1986 mi sentii perso nella mia città ed ero ancora stanco delle vestigia della dittatura di Marcos. Comunque mi sistemai davanti la mia tv in bianco e nero dove gli eventi dell’EDSA erano ripetuti tantissime volte. Nelle settimane successive un sostenitore del Bayan fu nominato sindaco a General Santos mentre Corazon Aquino dichiarava un governo rivoluzionario nella repressione veloce di quello che restava della dittatura di Marcos.

Nunez fu nominata vicesindaco che soddisfaceva le sue ambizioni politiche da allora in poi. Calatrava fu scelto da Lagare come amministratore della città che fu poi sostituito da Nunez come Sindaco pro tempora, dopo che lui sostenne la corsa fatale del compianto Vic Mirabueno che correva per un posto al Parlamento. Mirabueno perse contro Adelbert Antonino un conosciuto alleato di Marcos.

Ad essere proclamati sindaci pro tempore furono molte persone dei media tra i quali Philip Salarada, Jun Anung e Jick Daniel. Nel settore YS, i tipi come Carlos Zarate, Busoy Sales, Boy Pagco, e the i fratelli Yumang emersero come capi studenteschi nella transizione tra la dittatura di Marcos e il periodo EDSA. Pagco comunque perse contro il giovane leader del partito democratico Earl Whitmer nel settore dei rappresentanti del settore giovani nel consiglio della città grazie al sostegno della Nunez. Zarate, ora avvocato, è il secondo eletto del Bayan Muna che ha acquisito il maggior numero di voti da quando partecipa al sistema del Party List.

Edwin Espejo, ASIANCORRESPONDENT