INDONESIA: Tra crescente domanda di energia e protezione delle foreste

terreni torbosi dayak

Come nazione più produttrice di energia e consumatrice del Sudest asiatico, l’Indonesia sta lottando attualmente per affrontare la crescente domanda di energia che causa interruzioni di breve periodo e che probabilmente peggiorerà se non vengono prese delle azioni immediate. Sebbene abbia un enorme potenziale energetico, lo sviluppo di fonti energetiche in questo paese benché desiderabile è pieno di ostacoli che vanno dal problema del prezzo e dei regolamenti, la mancanza di capacità e di investimenti, alla posizione problematica delle fonti.

La pesante dipendenza dai combustibili fossili ha causato problemi significativi di sicurezza energetica e problemi economici specialmente da quando il paese è un importatore netto di petrolio e di prodotti raffinati dal 2004. Quindi l’estrazione di petrolio, gas e carbone oltre che lo sviluppo di altre fonti energetiche rinnovabili è stata vista dal governo come una priorità, ma ci sono molte problematiche quali la sovrapposizione tra le zone dove queste risorse si ritrovano e gli ecosistemi fragili ed importanti che rimangono del paese, quali le foreste.

Il ministero delle foreste nel 2011 sosteneva che le aree coperte a foreste dentro le concessioni minerarie, gas petrolio e attività del carbone, coprono 2 milioni di ettari, secondo le 842 licenze date per esplorazione e sfruttamento minerario tra il 2005 e il 2011. Varie organizzazioni ambientaliste denunciavano persino un numero maggiore di ettari di quelli del 2005 dal momento che le attività minerarie si erano espanse o minacciavano 11,4 milioni di ettari di foresta compresi 8,68 milioni di foreste protette e 2,8 di aree di conservazione.

Uno studio del 2008 condotto nel Kalimantano meridionale da Handry Imansyah e Luthfy Fatah scoprirono che uno sfruttamento massiccio carbonifero senza un adeguato piano di recupero finale portava ad una forte contaminazione delle acque e al degrado dei suoli in quanto, una volta esaurite le miniere, i siti erano lasciati senza alcun recupero ambientale. Forse si può dire la stessa cosa quando si parla di sviluppo di energie rinnovabili quali il biocarburante e le geotermie.

Nel caso dello sviluppo dei biocarburanti, principalmente da olio di palma, benché siano considerati fonti di energie rinnovabile e quindi col potenziale di diminuire le emissioni di gas serra, lo sviluppo di questi raccolti possono ulteriormente accrescere le emissioni se le piantagioni rimpiazzano foreste e terreni torbosi.

In un articolo del 2011 di Gayathri Vaidyanathan su Nature, si afferma che già agli inizi degli anni 2000 il 38% e 35% dei terreni torbosi acquitrinosi di Sumatra e della provincia Bengkulu erano già coperte a piantagione di olio di palma che comportarono l’emissione di 144 milioni di tonnellate di Carbonio dalle biomasse sul suolo e dall’ossidazione della torba.

In un altro studio di Lian Pin Koh e David Wilcove del 2008 stimava che oltre il 56% dell’espansione dell’ilio di palma avveniva a spese della copertura a foreste naturali tra il 1990 e il 2005. In aggiunta secondo un rapporto dell’Agenzia di pianificazione di sviluppo nazionale per il 2006 le licenze di piantagione su terreni torbosi totalizzavano 1,3 milioni di ettari.

Rispetto all’energia geotermica, questa energia ha un potenziale significativo per contribuire alla potenzialità futura di elettricità con 10 gigawatt di potenziale geotermico che al momento è pronto per lo sfruttamento commerciale come riportato dalla Banca Mondiale nel 2009. Essa potrebbe ridurre il peso di un 35% dell’attuale capacità generatrice nel 2035, se sviluppato in modo appropriato e senza dilazioni, come scritto in un lavoro del 2012 da un gruppo di ricerca della Christian University in Indonesia.

La grande sfida nell’accelerazione dello sviluppo geotermico è che fino al 60% di questa energia è localizzato nelle importanti aree di foresta rimaste secondo un rapporto del 2009. L’esplorazione, estrazione e le attività complessive petrolifere, del gas, del carbone e geotermiche erano soggette precedentemente alle leggi che regolavano la protezione e la gestione delle foreste vergini con condizioni più stringenti.

La legge delle Foreste del 1999, secondo un rapporto del 2011 della PricewaterhouseCoopers, proibisce le attività estrattive di petrolio, gas e minerali in aree forestate protette eccetto dove si ottiene un permesso del governo. Questa situazione è cambiata gradualmente sin dall’introduzione del regolamento del 2010 sull’utilizzazione delle aree di foresta, secondo cui i progetti di sviluppo, quali attività estrattive di petrolio, gas, impianti energetici, miniere, trasporto e energia rinnovabile, possono aver luogo in foreste protette se sono definite strategicamente importanti.

Con particolare attenzione al geotermico, un decreto presidenziale del 2011 permette un’estrazione sotterranea condizionale nelle aree protette, compreso l’energia geotermica. Questo decreto è stato poi rinforzato con un Memoria di intenti tra il ministero dell’energia e risorse minerarie e il ministero delle foreste che mira ad accelerare l’emissione di permessi di sviluppo di energia geotermica nelle aree forestale. I critici, comunque, considerano che queste politiche e regolamenti, che promuovono ed accelerano lo sviluppo energetico, incoraggeranno anche altre attività minerarie distruttive considerato che la definizione di strategico o vitale per attività di sviluppo può avere una interpretazione molto varia.

Inoltre i critici mettono in dubbio il livello di serietà della promessa del presidente Indonesiano di ridurre l’emissione dei gas serra, visto che tante delle politiche governative comprendono un gran numero di attività che portano alla deforestazione nelle foreste primarie e secondarie oltre che nei terreni torbosi. E’ imperativo perciò per l’Indonesia trovare soluzioni pratiche e applicate per bilanciare lo sviluppo energetico e la protezione delle foreste.

Uno sviluppo bilanciato è anche cruciale dal momento che la promessa del presidente indonesiano, che cita il suo impegno a cambiare lo status delle foreste del paese da un settore di emissione di gas serra ad un settore di assorbimento per il 2030 e più specificatamente a enfatizzare la conservazione di aree sotto la protezione delle foreste, è uno dei programmi fondamentali.

Un passo immediato per esempio è di armonizzare e sinergizzare i differenti regolamenti e politiche che risulterà in una guida più chiara da parte del governo. Parole vague come attività di sviluppo vitali o strategiche devono essere rese chiare per no essere usate come una via di fuga.

Politiche di sinergia non saranno applicate se i dati relativi alle fonti energetiche tradizionali, rinnovabili e alle aree di foresta non saranno anche sinergizzate. Azioni recenti intraprese da un numero di istituzioni del governo per sincronizzare e trovare l’accordo su una mappa di foreste e di uso del suolo in Indonesia sono perciò cruciali per contribuire al bilancio dello sviluppo energetico e protezione delle foreste.

In seguito a questi passi si rende urgente un gruppo di standard di sostenibilità da istituirsi per fornire direzioni tecniche per mitigare gli impatti e i rischi di sviluppo energetico sulle foreste. La fissazione di standard di sostenibilità (promozione di una foresta ad alto indice di conservazione, valutazione ambientale effettiva, piani di gestione e monitoraggio e partecipazione di più investitori) è richiesta, poiché devono essere mitigati gli impatti attuali ed anche i rischi possibili, che derivano dai progetti energetici su questi sistemi, hanno bisogno di essere affrontati, nei quali le comunità locali e il pubblico può avere interessi sostanziali.

Lo sviluppo e l’implementazione di questi standard si allineerà con le altre leggi che regolano la protezione della foresta e della biodiversità. Come economia emergente con un crescente significativa domanda di energia fornire energia mentre si riducono gli impatti ambientali è certo un atto di bilancio. E’ fortemente richiesto yrovare soluzioni, come detto sopra, e se queste soluzioni si applicano appropriatamente è possibile che l’Indonesia assicuri il proprio futuro energetico in un modo sostenibile.

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