INDONESIA: 1965, c’è da discutere sulla strage?

the act of killing

1965“Se non si fossero sterminati gli ebrei in quel momento, allora i tedeschi sarebbero stati sterminati per sempre dagli ebrei”. Sono le parole di Heinrich Himmler, il principale architetto dell’Olocausto in una dichiarazione durante il processo di Norinberga alla fine della II guerra Mondiale. Quando Djoko Suyanto, ministro della giustizia e dei diritti umani in Indonesia, fece il suo commento sulla strage dei comunisti del 1965, non vedevo l’immagine di un governo indonesiano. Vedevo Himmler, perché Djoko giustificava gli omicidi come necessari alla difesa della nazione. Si può ammirare questa vena di ragionamento nel documentario “The Act OF Killing”.

Come è diventata orribile la nostra terra con un rappresentante dello stato che conferma che gli omicidi di massa e le violazioni dei diritti umani sono permessi e giustificati. La nostra società è diventata così orribile poiché la maggioranza di noi per generazioni, ha affermato tali sentimenti pretendendo che un tale evento così orribile non sia mai avvenuto nel nostro cortile.

Non ci deve meravigliare che siamo rimasti tranquilli nel vedere gli Ahmadi perseguitati ed uccisi, quando gli abitanti di Papua erano sparati, quando gli studenti uccidono altri studenti per la mera esuberanza giovanile. E’ perché non solo lo stato li ignora, ma li giustifica.

E’ stata la Commissione Nazionale sui diritti umani (Komnas Ham) a causare questa reazione da qualche elite politica che quindi ha mobilitato le organizzazioni di massa per opporsi a quanto scoperto nel rapporto. In esso si afferma che la violenza di massa che avvenne dal 1965 risponde ai criteri che stabiliscono quali sono i crimini contro l’Umanità. Chi vi si oppone afferma che fu il Partito Comunista Indonesiano ad iniziare il tutto, ed in modo simile a Djoko, che le stragi erano “necessarie a salvare il paese”.

Non intendo ingigantire il rapporto del Komnas. Non c’è nulla di nuovo in esso, è qualcosa di cui sapevamo da tanto tempo che milioni di persone furono uccise e detenute sistematicamente per tutto l’arcipelago. Non è sull’evento tragico in se stesso, ma il fatto che questo sia il primo rapporto ufficiale e anche il riconoscimento delle ingiustizie che accaddero nel passato per un gran numero di cittadini indonesiani.
Il presidente ha risposto abbastanza positivamente dicendo che ci sarebbe stata un’indagine a seguito del rapporto. Quindi è sembrato molto strano e inopportuno che un suo alleato sconfessi la sua politica rigettando il rapporto. Chi nega tali violazioni si spinge ulteriormente a proporre domande ipotetiche: cosa sarebbe successo se il partito comunista avesse vinto? E se avessero governato il paese? Non sarebbero stati i musulmani a d essere massacrati? Non saremmo diventati uno stato comunista?
Per prima cosa, i padri fondatori chiarirono nel dichiarare l’Indonesia indipendente, come esplicitamente messo nella costituzione, che questo paese aderisce al governo della legge. Ogni atto contro di essa devono andare incontro alla giustizia secondo la legge, compreso che commette violenza. La violenza commessa nel passato dal partito comunista indonesiano doveva essere risolta mediante meccanismi legali e giudiziari, piuttosto che perseguitando i suoi membri e quelli che erano sospettati di esserlo.
Seconda cosa, gli omicidi pralano dell’abuso del potere e del ruolo dello stato che è responsabile per la protezione dei suoi cittadini. Quando lo stato esercita il suo potere impiegando il suo apparato per attaccare i cittadini, ovviamente commette violenza e deve quindi essere ritenuto responsabile per quello. E’ una logica molto semplice eppure molti stati negano il proprio ruolo nei crimini e rifiutano ogni responsabilità. Nel contesto indonesiano questo tipo di stato perdona chi li ha commessi perché sanno che possono farla franca impunemente.
Terza cosa, inseriamo la cosa in un contesto più vasto, l’Indonesia fa perte del sistema mondiale. Si da quando l’ONU adottò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani nel 1948, i diritti umani sono stati adottati come una preoccupazione internazionale e richiedono a tutti gli stati membri di rispettarli e proteggerli. Non possiamo inoltre distaccare il contesto della tragedia dalla guerra ideologica tra l’Est e l’Ovest in quel momento.
Se avesse governato il paese il partito comunista indonesiano, esso non sarebbe durato a lungo come accaduto ad altre nazioni in Asia e l’occidente non se ne sarebbe stato a guardare. I documenti mostrano che gli USA agirono per prevenire la crescita del comunismo. Quella è esattamente la ragione perché tutta questa tragedia accadde in primo luogo. Allora perché sforzarsi di fare ipotesi?

E’ stato tutto detto e fatto. E noi siamo qui a dibattere sulla nostra storia dopo quasi cinquantanni che la tragedia è avvenuta. Un tempo speravamo nella verità con una Commissione di verità e riconciliazione meno le amnistie. Ora non sappiamo quello che accadrà alla nuova commissione visto che non è più presente nella lista della legislazione proposta del 2012 alla Camera. Dobbiamo attendere altri cinquanta anni affinché prevalga la verità e la giustizia?
Per il nostro presidente, cinque decadi potrebbero essere un’altra giustificazione per non fare nulla, considerato che ha solo altri due anni davanti a sé per governare il paese.

Sri Lestari WahyuningroemAustralian National University.