THAILANDIA: solo una soluzione politica è possible per il profondo meridione thailandese

omicidi extragiudiziali profondo meridione

pattaniPer risolvere la violenza separatista prolungata nel profondo meridione thailandese c’è bisogno di una soluzione politica oltre che di una classe politica, secondo lo studiose Duncan Mc Cargo, esperto e studioso del meridione thailandese.

“Questo problema non sarà risolto con metodi militari” dice l’esperto che aggiunge anche che tutti i governi succedutisi finora, compreso l’attuale di Yingluck Shinawatra, si trovano in uno stato di negare l’esistenza del conflitto. Per alcuni politici e rappresentanti è ovvio che c’è bisogno di una soluzione politica e di alcune soluzioni di decentralizzazioni, ma sono cose che restano nell’ambito privato e che non le riveleranno mai in pubblico.

Il docente inglese sostiene che la violenza nel profondo meridione, con i 5000 morti dal 2004, è il problema più serio che la Thailandia si trova ad affrontare oggi, benché in tanti non sono d’accordo su questo. C’è bisogno di un sostegno generale da parte di tutta lo spettro politico per fare pressione per una soluzione politica.

Secondo lo studioso, non è sufficiente abbastanza che alcuni capi militari riconoscano i limiti di un approccio da mano dura che aliena la popolazione locale ed aiuta l’insorgenza nel reclutare altri combattenti. “E’ davvero il tempo che la gente in Thailandia capisca che questo è uno dei conflitti più gravi al mondo. Non si riuscirà a risolvere nulla se esso non diviene una priorità politica ed il problema di certo non sparirà.” aggiungendo che mentre il livello della violenza sembra essere sceso rispetto al picco del periodo 2004 2007, gli attacchi si sono fatti più sofisticati. “Non si può dire che la situazione peggiori ma non vuol dire che sta migliorando in un senso profondo”

Secondo McCrgo a peggiorare la cosa è che sono i militari e non il governo civile a dirigere politicamente il processo a Pattani e nel resto della regione. “Il comando delle operazioni di sicurezza interne (ISOC) e i militari controllano davvero quello che succede al Meridione. Questo è un altro problema. Si ha bisogno di una leadership politica per porvi fine.” ha detto McCargo. “Cinque mila persone sono state uccise. Smettiamola di menar il cane per l’aia che ne abbiamo davvero bisogno. Tutto si decide a Bangkok.”

Lo studioso ha anche criticato i massmediatici thailandesi per non aiutare il paese a prendere coscienza del problema in un modo significativo. “I media riflettono i lettori e la gente è a consumare. I media nn fanno abbastanza per anticipare i consumatori” aggiungendo che l’attitudine dei media è più di risposta. “ come dire che quello ch accade non è una davvero una notizia”.

“I media non vogliono mostrare di guidare. Non c’è ascolto per le storie del meridione. La gente non ne vuole sentire. C’è tanta fatica.” La cosa più grande che molti thai non hanno ancora capito, secondo lo studioso inglese, è che sono stati uccisi di gran lunga più musulmani che buddisti nel profondo meridione.

Si sono succeduti nel tempo almeno sei modelli di decentralizzazione ed autonomia da parte di esperti e cittadini interessati, da un governatore eletto all’autonomia completa. Sebbene sia indispensabile una qualche forma di autonomia come parte della soluzione, secondo lo studioso è necessari un dibattito pubblico perché la gente possa decidere sulla materia. “La Thailandia usa ancora un modello di pubblica amministrazione coloniale del XIX secolo.”

Eppure in tanti capi e rappresentanti sono ossessionati dall’idea o piuttosto dalla paranoia che la decentralizzazione significhi perdere dei territori e che la Malesia voglia prendersi le tre province più meridionali. Le preoccupazioni sulla Malesia non hanno senso visto che quella zona è una roccaforte dell’opposizione e che il governo malese non voglia un rafforzamento con l’aggiunta di altre tre province.

Per quanto riguarda la decentralizzazione McCargo ha invitato a vederla in un’ottica più vasta di un movimento dalla decentralizzazione anche in altre province come Chang Mai, anche se in tanti temono che un qualunque tipo di decentralizzazione sia “una minaccia all’ordine politico stabilito” quando invece rappresenta un rafforzamento del sistema.

Pravit Rojanaphruk  http://www.prachatai3.info/english/node/3467