BIRMANIA: Nonostante le promesse di pace, la guerra nel Kachin continua

Il governo ha chiamato il cessate il fuoco venerdì sera, ma gli scontri sono continuati per tutto il fine settimana tra le forze governative birmane e i ribelli della minoranza etnica Kachin di stanza vicino il confine cinese.

Sabato gli scontri sono giunti vicino la roccaforte dell’armata Kachin, Laiza, anche mentre il governo raccontava ai paesi donatori internazionali in una conferenza di due giorni nella capitale che avrebbe lavorato per la fine del conflitto.

Quando il cessate il fuoco fu annunciato venerdì dai media di stato, dai Kachin fu visto inizialmente come una mossa per provare a rifornire i soldati del governo. C’era inoltre molta confusione sull’estensione del cessate il fuoco che sembrava confinato nelle vicinanze di Laiza dove gli scontri sono stati forti sin dalla fine di dicembre.

Il KIA, esercito indipendente Kachin, ha ripreso la guerra per una maggiore autonomia per quasi un milione di Kachin rompendo un cessate il fuoco nel giugno 2011 che durava da 17 anni. Il KIA ha detto che l’offensiva birmana del fine settimana era centrata sul posto Hkaya Bum che appariva come il prossimo obiettivo dopo aver preso tre altri postazioni del KIA venerdì, cosa che è stata confermata da giornalisti dell’Irrawaddy presenti sulla zona.

Le autorità birmane hanno accusato i ribelli di aver ucciso due ufficiali di polizia nella città di Kamaing la mattina del 19 gennaio dopo che si supponeva entrare in azione il cessate il fuoco. La stessa mattina le mine del KIA ferivano 22 persone che viaggiavano sul bus nel Kachin secondo un giornale governativo.

Il governo dice che il cessate il fuoco è caduto perché il KIA ha continuato ad attaccare le posizioni dell’esercito birmano. Secondo quanto detto all’Irrawaddy dal portavoce presidenziale Ye Htut “Gli attuali scontri a Lajayang dopo la proclamazione del cessate il fuoco è perché le nostre truppe devono rispondere al fuoco del KIA. Hanno attaccato le nostre posizioni che abbiamo conquistato la scorsa settimana”.

Il pesidente Thein Sein comuqnue ha ancora promesso la pace sabato in un discorso ai rappresentanti dei governi occidentali e alle organizzazioni internazionali come ONU e banca Mondiale. “Il governo farà una pace genuina e duratura col KIA. Terremo un dialogo politico agli inizi del 2013 dopo la firma dei cessate il fuoco con altri dieci gruppi armati.” Ma in contrasto col tono moderato del presidente, i media di stato continuano ad attaccare il KIA ed il suo braccio politico con toni “simili a quello dei nazisti” secondo una coalizione di milizie di minoranza etnica UNCF. UNCF include varie milizie che hanno già degli accordi di cessate il fuoco col governo ed ha accusato il governo di provare a “ descrivere malissimo il KIA agli occhi del popolo e della comunità internazionale” ed isolare il KIA ed il suo braccio politico, emulando una tattica usata con i Karen in precedenza nel 1995 quando presero d’assalto il suo quartier generale.

Il KIA vuole che i colloqui di pace siano condotti attraverso il UNFC. “Vogliamo che UNFC conduca il dialogo politico, come ci siamo accordati nel caso che abbia luogo il dialogo.” dice il portavoce del KIA che ammise nel dicembre scorso che un incremento degli attacchi delle forze armate con aerei e bombardamenti sulle aree civili implicano che non c’è ora un pericolo diretto per Laiza. Nyo Tun Awng, vice comandante di un contingente dell’Arakan Army che lotta assieme al KIA, ha ammesso che i ribelli stanno avendo forti perdite. “Non ho dormito per due giorni” ha detto con la voce affaticata parlando da una loclaità non ben precisata.

Gli ultimi forti scontri attorno al quartier generale dei Kachin venne quando i Kachin, sostenuti sul fronte dal All Burma Students Democratic Front (ABSDF), hanno impedito un tentativo di rifornimento ai soldati vicino la linea del fronte il 14 dicembre.

I Kachin presero una posizione delle forze birmane vicino un tempio buddista sulla strada pricipale da Laiza alla capitale Myitkyina riportando la situazione a quella prima dei 18 mesi di guerra ma scatenando il raids aerei e perdite di varie posizioni proprie vicino a Laiza.

I parlamentare di origine Kachin hanno più volte proposto dei colloqui di pace negli ultimi giorni nel parlamento birmano nel tentativo di fermare gli scontri nella regione saettentrionale ricca di risorse.

La Cina ha una frontiera condivisa con la regione distrutta dalla guerra e ha sostanziosi interessi economici nella regione Kachin, ed ha espresso preoccupazione per il conflitto specialmente per il rischio di forti migrazione di rifugiati nel proprio confine se la guerra dovesse peggiorare. Dopo un incontro con Thein Sein, il vice ministro Fu Ying diceva alla televisione di stato cinese che entrambi le parti avevano raggiunto un consenso e lottavano per un confine stabile e pacifico per far sì che la vita delle popolazioni civili non fossero affette dal conflitto.

Nel frattempo la Commissione nazionale dei diritti umani birmana diceva venerdì di essere preoccupata per gli aiuti insufficienti che raggiungevano i campi dei civili Kachin dentro le aree governate al KIA: “C’è grande preoccupazione che la situazione umanitaria nello stat Kachin stia peggiorando come conseguenza del conflitto, mentre l’accesso all’aiuto umanitario nelle aree e lungo il confine cinese è difficile”.

Il governo birmano dice di limitare l’aiuto che raggiunge le aree del KIA per paura che l’assistenza possa rafforzare i ribelli piuttosto che aiutare i civili.

L’ambasciata USA sabato ha fatto sapere che gli USA ha donato 5 milioni di dollari in aiuto per assistere i civili dislocati nel Kachin, ma non ha risposto alla domanda di quanto fosse l’aiuto che effettivamente ha raggiunto i campi di rifugiati dentro il territorio del KIA.

Dopo la conferenza a Naypyidaw ci si attende che i paesi donatori allochino mezzo miliardo di dollari all’anno in aiuto alla Birmania nei prossimi anni, mentre il governo del paese sottolinea i cambiamenti nei settori chiave dell’economia nel tentativo di attirare gli investitori occidentali ed assicurarsi almeno in parte la cancellazione del debito che deve ai donatori, Giappone escluso.

Simon Roughneen, Irrawaddy.org