FILIPPINE: La Commissione dei diritti umani sull’omicidio di Padre Tentorio

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padre tentorioDopo quasi due anni dall’omicidio del padre italiano Fausto Pops Tentorio chi indaga sul suo omicidio, sull’identità dei sospettati e sul motivo si trovano di nuovo con nulla in mano.

Padre Tentorio fu ucciso il 17 ottobre del 2011 vicino alla sua diocesi ad Arakan, nella provincia di North Cotabato, mentre si preparava ad andare ad incontrare il vescovo. E’ il secondo omicidio di un missionario italiano nella regione ed ha attratto lo sdegno e la rabbia di tanta gente e della chiesa cattolica, oltre a gettare una luce sinistra sull’intero arcipelago.

Durante l’audizione della Commissione nazionale Filippina sui diritti umani (CHR) dal 22 al 24 maggio, a Davao, alla presenza della presidente Etta Rosales, sono stati ascoltati i protagonisti delle indagini e sono state ascoltate varie persone.

Il primo ad essere ascoltato è stato Damlayon il testimone, secondo l’ufficio nazionale di indagini (BNI), dell’omicidio di padre Tentorio quel 17 ottobre. Ma l’uomo ha ritrattato la sua testimonianza dicendo che al momento dell’omicidio lui si trovava in casa propria e che era stato convocato con un suo parente. Avrebbe sottoscritto la confessione ma senza capirne il significato poiché era in inglese.

Damlayon e il suo parente Mabilao sarebbero stati contattati da un certo Loloy che voleva dei membri della Tikulpa, per ragioni a loro non note, che andassero dal NBI che in quei giorni di febbraio 2012 erano ad Arakan. Dopo qualche riluttanza i due andarono ad incontrare gli agenti del NBI dopo aver ricevuto una decina di euro da questo Loloy “per comprare del riso ed altri viveri necessari”. Solo Damlayon fu interrogato.

Nel documento firmato e rigettato si individuavano Jimmy e Robert Ato, Jose Sultan Sampulna e Dima Maligudan Sampulna come i sospettati principali. Gli investigatori hanno invece espresso il fatto che il testimone sembrava loro affidabile e che disse di aver visto quello che era successo.

Alla stessa persona Loloy punta anche la testimonianza di Jimmy Ato, il presunto omicida di Padre Tentorio, che dice di aver conosciuto questo Loloy il 28 dicembre nella piazza di Sitio Mahiwakhiwak in compagnia di altri uomini che si stavano cucinando da mangiare. Ad Ato Loloy avrebbe offerto anche un lavoro come Guardia giurata per un progetto minerario da iniziare. Il giorno dopo Loloy sarebbe ritornato con altra gente e fu poi arrestato, insieme al fratello Robert, alle 5 del mattino del 29 dicembre. Jimmy Ato nega di aver partecipato all’omicidio di Padre tentorio ed afferma di aver ricevuto indicazioni da Loloy su cosa dire durante gli interrogatori da parte del NBI.

Ma questo incontro della commissione dei diritti umani con il territorio ha messo in luce i retroscena e l’ambiente in cui è maturata l’esecuzione di Padre Tentorio generalmente attribuita ai Bagani, parola nel dialetto delle popolazioni locali che starebbe per gruppi paramilitari.

Su questi gruppi paramilitari si addentrano due testimonianze importanti, quella di Emmanuel Pinol, già governatore della Provincia di North Cotabato dal 1998 al 2007 e giornalista molto attivo, e quella di un investigatore della NBI dell’Ufficio di Mindanao del Nordest Wenceslao Galendez.

Iniziamo da Galendez che ha detto: “Nel nostro rapporto il termine bagani, guerriero per i lumad (popolazioni locali) fu creato, organizzato da 73° battaglione di Fanteria” delle forze armate filippine. Il capo dei bagani sarebbe Roelito Ayaput Gawilan, capitano del distretto Sinoda a Kitaotao della provincia di Bukidnon.

Galendez inoltre alla domanda della presidente Rosales su chi organizzasse questi bagani riafferma che sono i militari che hanno assistito le forze armate nelle operazioni di contro-insorgenza contro la guerriglia del NPA.

Gawilan nega di essere un capo di un gruppo bagani ma solo un datu (capotribù), ma membri della sua tribù appartengono a queste formazioni bagani. Secondo Gawilan ci sarebbero due tipi di formazioni bagani, quelli vicini alla guerriglia chiamati pulang bagani, o guerrieri rossi, e quelli vicini alle forze armate. Il comandante del Guerrieri Rossi sarebbe Leoncio Pitao. “Io sono un capotribù. Bagani è una cosa differente dal capotribù.” dice a chi gli chiede a quale campo appartenga.

Poi comunque ammette che alcuni bagani o guerrieri sono addestrati per diventare membri della Civilian Forces Geographical Unit, CAFGU, milizie paramilitari addestrate dalle forze armate. Molti di questi bagani che sono anche del CAFGU sono quelli i cui familiari sono uccisi dalla guerriglia del NPA.

Per il generale di brigata Sedillo più che altro c’è una coincidenza tra bagani e CAFGU: “Se qualcuno delle tribù diviene membro del CAFGU la gente li chiama bagani. Ma non lo sono. Il CFGU non è associato ai bagani. Giusto un caso.”. Per altro secondo il generale ci sono gruppi armati nelle aree remote che possono essere a favore della guerriglia come contro della guerriglia, ed in una precedente audizione parlamentare avrebbe addirittura negato l’esistenza di questi bagani, o per lo meno durante il suo comando della zona 6021B a Carmen in North Cotabato non c’era nessuna organizzazione formale come i bagani. “Ma in posti particolari dove la pace e l’ordine erano toccati la gente faceva delle attività per proteggersi.”

Forse il generale non la conta proprio tutta. Un testimone invece, la cui identità è ancora sconosciuta per ragioni di sicurezza, ha testimoniato qualcosa di differente sull’omicidio di padre Tentorio. Lui avrebbe incontrato un presunto capo bagani a Sitio Kamanagan del distretto Ganatan, Jun Corbala. Il posto sarebbe il campo locale del 57° battaglione di fanteria ed in quell’occasione sarebbe stata pianificato l’assassinio di Padre Tentorio. Inoltre Corbala o anche Comandante Irving è il comandante riconosciuto della Bagani Special Force che sarebbero stati organizzati da elementi della 571° battaglione.

Ecco poi la testimonianza di Emanuel Pinol che è stato governatore della provincia e che conosce molto bene la situazione sul terreno. Riprendiamo dal suo blog.

Nella mia dichiarazione durante l’audizione presso il CHR ho detto che ci sono solo due gruppi capaci di fare un omicidio ben pianificato nell’area. Questi gruppi sono i militari, con il sostegno di gruppi paramilitari molto forti nell’area, e la NPA che ha anche una forte presenza. E tutti i due i gruppi hanno accusato l’altro.

Una storia precedente che quotava i militari diceva: il prete italiano Padre Tentorio era stato ucciso per la sua forte avversione ad un progetto idroelettrico nella parte dell’Arakan del fiume Pulangui. Il colonnello Galon, portavoce di comando Orientale di Mindanao a Davao, diceva in un messaggio testuale che questa era la confessione iniziale di un sospettato che era arrestato per l’omicidio di Padre Tentorio ad Ottobre. I presunti ideatori erano grandi possidenti ad Arakan che vogliono profittare del progetto a cui tentorio ed i suoi amici delle tribù locali Lumad si oppongono attivamente”

I comunisti della NPA accusano i militari di aver pianificato l’omicidio poiché identificavano padre Tentorio come sostenitore dei gruppi e movimenti di sinistra nell’area della Valle dell’Arakan.

Durante la mia testimonianza ho detto alla CHR che i fratelli Ato e un altro sospettato Junie Corbala, o comandante Iring, erano solo pedine nella grande battaglia tra le due forze maggiori dell’area.

Ho detto alla CHR di aver parlato personalmente per due volte a Comandante Iring, dopo un impegno assunto nei confronti di padre Peter Geremia che avrei dato la mia mano per fare luce sull’omicidio. In entrambi i momenti Comandante Iring ha detto che non era affatto nell’area quando Padre Tentorio fu ucciso e che stava seguendo il suo lavoro di comprare banane, dicendo di poter provare questo.

Ho detto anche che le unità del governo locale erano indifferenti e che non avevano fatto sforzi per risolvere l’omicidio. Ho detto alla presidente Etta Rosales che se fosse stato il governatore al momento dell’omicidio, avrebbe richiesto a tutte le personalità importanti dell’Arakan di tutte le parti di avere informazioni, di formare dei gruppi di lavoro per focalizzarsi sulle indagini e raccogliere una somma utile per ricavare informazioni utili.

Padre Tentorio non è stato ucciso per una questione stupida, ma l’omicida aveva i motivi. Quale gruppo poteva trarne vantaggio dalla sua morte, i militari o NPA?…..

Ho invitato tutti i gruppi che operano nell’area della Valle di Arakan, specialmente i militari, a farsi avanti con informazioni, piuttosto che fare muro e prendere una posizione difensiva e negare ogni conoscenza dell’omicidio. Secondo me sarebbe impossibile per i militari o la polizia non aver la benché minima informazione dal momento che l’omicida che era su una moto doveva passare vari punti di controllo prima di scomparire.”

D’altronde dice Pinol (mindanews) significherebbe che non hanno controllo del territorio. Sulla non esistenza dei Bagani Pinol dice: “Quello che dicono che i militari non sanno dei militari è una grande menzogna.” I bagani secondo Pinol erano addestrati dai militari. “L’intenzione era di aiutare la gente delle tribu a proteggere i propri villaggi. Se fossero usati al di là del villaggio è al di là di me.” Pinol inoltre avrebbe ammesso che ha usato i fondi del governo locale per la pace e l’ordine per l’organizzazione dei bagani. “Non possiamo negare questo fatto. Ero lì. Li addestravano nel distretto Saging a Makilala dentro un campo delle forze speciali. Ero lì durante l’addestramento.”

http://www.mindanews.com/top-stories/2013/05/26/military-trained-bagani-tribal-warriors-say-nbi-agent-ex-gov-pinol/

http://www.mindanews.com/top-stories/2013/05/22/nbi-witness-in-fr-tentorios-killing-said-he-wasnt-there-only-forced-to-sign-affidavit/