FILIPPINE: La prospettiva di pace con NPA e le chiese cristiane filippine

NPA

NPACi sono storie bellissime di pace locale, come quella del sitio Lantad a Barangay Kibanban nel Misamis Orientale, una vecchia base del NPA il braccio armato della guerriglia comunista, o quella del villaggio Sultan Naga nel Lanao del Norte che serve come base per chi è scappato dal NPA.

I partecipanti del Summit di Pace dei capi religiosi di Mindanao Nordorientale hanno però espresso delle riserve sull’efficacia delle iniziative di pace locale rispetto al processo di pace in pericolo tra governo e NDF, l’ombrello di organizzazioni della guerriglia comunista.

Il governatore uscente della provincia di Misamis Orientale, Oscar Moreno, ha detto che si è raggiunta la pace a Lantad investendo molto in progetti che la stessa gente ha chiesto, sottolineando che non fossero parte del programma di controinsorgenza ma della sincerità del governo verso lo sviluppo e la pace. “Senso del servizio” ha detto Moreno che ha aggiunto che i militari hanno appreso qualcosa da quello che il governo locale ha fatto a Lantad.

Negli anni 80 Lantad era diventata la sede di un movimento rivoluzionario in cui NDF emetteva persino titoli di possesso della terra ai contadini e formò un governo ombra completo i sindaco.

Il capo villaggio Paquito Daao ha detto che aver portato i servizi sociali e i progetti di sviluppo ha riportato la pace a Lantad che al momento è totalmente diversa dall’area che era diventata terra di nessuno a causa del conflitto armato tra militari e NPA.

“Lantad è una buona storia, ma quanti Moreno usciranno fuori? Ed è solo Lantad con questi problemi? E le altre aree?” ha detto il vescovo Ablon di Iglesia Filippina Indipendente a Misamis. “Piccole iniziative producono risultati, il problema è quanto i rappresentanti dello stato lasciano”. Ha detto Ablon che ha aggiunto che queste iniziative locali non possono sostituire i negoziati a livello nazionale. “Un buon esempio è l’ordine di marcia del presidente Aquino sulle miniere che ha tolto ogni ruolo ai rappresentanti locali.”

Per altri il caso Lantad è un caso raro mentre “molte aree diverse da Lantad soffrono ancora” come ha detto padre Chris Ablon che ha sottolineato che perché lo sviluppo sia più complessivo c’è il bisogno di istituire un livello nazionale di iniziative come il perseguimento del Accordo Comprensivo Sulle riforme sociali ed economiche, il secondo punto della dichiarazione dhi L’aia tra il Governo Filippino e NDF nel 1973.

Il pastore Silava inoltre dice che quello che va bene a livello di circoscrizione dove i problemi sono più fisici possono non applicarsi a livello nazionale dove “il problema è più ideologico, di visione del mondo.”

Il capo della IV divisione Alvarez ha detto che crede che il governo locale ha reso prioritario Lantad perché “è un simbolo di resistenza e non abbiamo molte risorse”.

Charlito Manlupig della Balay Mindanaw Foundation ha condiviso la sua esperienza come segretario indipendente del processo di pace tra il governo e un gruppo armato, RPMM. Il gruppo si allontanò dalla NDF nel mezzo del dibattito interno che ridusse di molto la sinistra negli anni 90 con tante purghe interne. Manlupig disse che fu il primo processo di pace locale che raggiunse un accordo. “Comunque la nuova amministrazione decise di sospendere questo processo dicendo di volersi focalizzare sui colloqui col MILF e NDF… Il processo di pace GPH RPMM non è più presente nel sito web del OPAPP, dell’ufficio del consigliere del presidente sul processo di pace.”

Secondo il Pastore Cobbie Palm che lavora al segretariato della Piattaforma di pace ecumenica filippina, PEPP, ha detto che mentre i colloqui locali possono essere sufficienti con gruppi come RPMM con NDF è un cosa tutta differente. “Hanno una catena di comando. Quanto si accetta localmente non è vincolante alla cima. C’è bisogno di non tagliare via il quadro complessivo, mentre si prova a lavorare a livello locale.”

Secondo frate Emman Silvosa di Siargao i negoziati locali non sono necessari se entrambe le parti sono sincere ed il governo non dovrebbe essere il primo a ritirarsi dai negoziati.

Il vescovo Villasanta nel frattempo ha detto che la gente della chiesa può dare un contributo alla pace agendo come parte neutrale nel permettere il rilascio dei soldati che potrebbero essere stati fermati dal NPA come “prigionieri di guerra”. Questo è quanto fatto a Compostela Valley dove NPA catturò un numero di soldati. “siamo sti di aiuto perhé sappiamo che le loro famiglie erano in ansia per la loro sicurezza.”

La stessa cosa, ha detto il vescovo, è accaduto con i ribelli catturati dai militari. “Alcuni furono rilasciati a condizione che sarebbero ritornati alle loro famiglie”.

I negoziati di pace Governo Filippino NDF iniziarono sotto la presidenza di Corazon Aquino nel 1986. A parte da colloqui di pace a livello nazionale e un cessate il fuoco osservato dalle due parti, sia i capi regionali del NDF che i rappresentanti del governo hanno tenuto colloqui locali avendo come facilitatori personalità della Chiesa, finchè il massacro di Mendiola del 1987 portò al collasso dei negoziati.

I colloqui ripresero nel 1992 con la presidenza Ramos e questa volta il NDF affermò che non avrebbe più tenuto negoziati locali e non accettò più l’idea di un cessate il fuoco come precondizione ai colloqui.

Il governo Aquino ha posto la questione di perseguire i colloqui a livello locale, ma il Partito Comunista Filippino ha insistito che solo il pannello di negoziatori del NDF è autorizzato ad incontrare il governo in negoziati di pace.

Il summit che si è tenuto al seminario di San Jose Minore, era organizzato dal PEPP, un gruppo di varie chiese cristiane e gruppi nel paese, tra i quali la conferenza dei vescovi filippini e il consiglio nazionale delle chiese filippine.

Marcos Mordeno, Mindanews.com