FILIPPINE: Tacloban, devastata dal tifone Haiyan o Yolanda

haiyan su Tacloban

La città delle Filippine centrali Tacloban, di 200 mila abitanti, era tutta una rovina, il giorno dopo essere stata devastata da uno dei più forti tifoni conosciuti, Yolanda o Haiyan nel codice internazionale, mentre i cittadini inorriditi parlavano di un mare di acqua che era alto quanto gli alberi e le autorità dicono di aspettarsi un altissimo numero di vittime.

Finora almeno 138 persone sono date per morte ma il segretario generale della croce rossa afferma che si parla di almeno un migliaio di vittime stimate.

Il tifone ha colpito sei isole centrali cancellando costruzioni e case lungo la costa. Solo nell’isola di Leyte la più colpita dove si trova Tacloban l’agenzia nazionale dei disastri si parla di 118 morti accertati.

Il ministro degli Interni Roxas giunto a Tacloban afferma che è ancora troppo presto per dare stime visto che le operazioni di aiuto sono appena agli inizi, mentre il tifone Yolanda si appresta a toccare il Vietnam. “Tutti i sistemi, tutte le vestigia della vita moderna, comunicazioni elettricità acqua potabile sono tutti bloccati. I media anche e non c’è modo di comunicare con la gente a livello di massa.”

La priorità ora per il governo è ristabilire elettricità e telecomunicazioni per poter far giungere in tante aree isolate gli aiuti necessari.

Lo stesso aeroporto di Tacloban ha l’aspetto di una terra di acquitrini e rifiuti, tetti di case e auto capovolte. La stessa torre dell’aeroporto è completamente distrutta.

“Non ho parole per descrivere la devastazione che c’è, è orrenda, una grande tragedia umana.” dice Roxas. Lo stesso Aquino è rimasto ammutolito quando gli è stata descritta la devastazione, la disperazione umana che costringe la gente anche a saccheggiare ciò che trova.

La stessa marina americana ha notato come la tempesta aveva un’altezza notevole che ha causato danni strutturali. Il Presidente della Commissione Europea Barroso ha inviato un gruppo di lavoro per assistere le autorità filippine e pronta a contribuire all’assistenza urgente se richiesta.

Haiyan aveva venti sostenuti a 235 km/h con punte fino a 275 al momento del contatto con il suolo. Un testimone oculare ha detto che il livello dell’acqua era alto quanto un albero di cocco che ha portato con sé tutto, alberi, case, auto. La gente si teneva nelle strade attaccata a qualunque cosa. Il vice sindaco del villaggio di Coron a Busuanga, l’ultima isola colpita dal tifone sulla strada verso il mare cinese meridionale, dic che tutte l case sono state distrutte o danneggiate, cinque persone annegate ed altre tre mancano. “Era come se un jumbo stesse volando sul tetto di casa tanto era forte il rumore del vento”.

Dopo il passaggio della tempesta nei resoconti televisivi si vedono le persone piangere, ricuperare i corpi dei familiari in mezzo a strade colme di alberi abbattuti, lamiere zincate dei tetti delle case e parti di costruzioni strappate dalla furia del vento. Restava in piedi un edificio in cemento armato nel suo scheletro. A cadere sono stati anche alcuni centri di evacuazione a Tacloban.

Ben presto è cominciato l’assalto ai grandi supermercati dove la gente se ne usciva con tutto quanto poteva prendersi, dal televisore, al frigorifero, alla roba da mangiare, ai vestiti. I piccoli negozi hanno subito meno danni perché la gente armata li ha difesi.

Un presentatore televisivo ha paragonato l’onda giunta a Tacloban allo tsunami giapponese: “Il mare ha travolto Tacloban” dal momento che la città è circondata dal mare da tre parti dalle acque tra Leyte e Samar. La rete televisiva GMA ha riportato che i suoi giornalisti hanno visto 11 copri portati via dalle acque ed altri 20 su un molo del porto di Tacloban subito dopo il passaggio del tifone.

Almeno 20 corpi sono stati portati in una chiesa di Palo usata in precedenza come centro di evacuazione per essere abbandonata a causa dello scoperchiamento del tetto. 800 mila sino le persone costrette ad abbandonare le case ed i danni sono enormi, mentre le persone colpite nel complesso sono almeno 4 milioni secondo l’agenzia nazionale dei disastri.

Le stesse operazione di soccorso sono molto rallentate dalle strade bloccate da frane e alberi caduti. Nella isola popolare di Boracay sempre nelle Visayas colpite dal supertifone Yolanda o Haiyan, una delle destinazioni internazionali più famose, 6000 sono i turisti bloccati dove i venti hanno raggiunto i 163 km/h.

Ora il tifone si sposta verso il Vietnam centrale dove giungerà domenica pomeriggio per poi spostarsi nella parte settentrionale del paese dove diventerà una tempesta tropicale. Le autorità vietnamite hanno evacuato almeno 500 mila persone dalle aree ad alto rischio sposandole in edifici di cemento adatti a tenere i venti molto forti.

Agenzia AP, Jim Gomez