FILIPPINE: La amministrazione Aquino nel 2013

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Secondo alcuni analisti filippini, l’amministrazione Aquino ha iniziato ad attraversare una fase differente nel gradimento del suo operato da parte dei filippini.

Le cause sono da imputare essenzialmente al trattamento speciale che Aquino riservò a Janet Napoles, l’ideatrice della truffa che spostò i fondi del pork barrel alle casse personali di tanti senatori e deputati, quando la donna decise di consegnarsi nelle sue mani; al suo comportamento superficiale nei confronti degli alleati coinvolti nella truffa e all’esitazione con cui ha risposto all’abolizione di questi fondi forfettari.

Con questo scandalo si è erosa quell’immagine pulita del presidente Aquino e della sua politica della retta via nella lotta alla corruzione come evidenziato dalle statistiche di ricerca. Il 67% dei filippini crede che lo scandalo del PDAF o Pork Barrel sia continuato sotto questa amministrazione e il 45% crede che debbano essere rimossi queste somme arbitrarie. Una grande maggioranza comunque ha creduto alle affermazioni del presidente che vedeva in questi fondi un modo per affrontare problematiche locali e lo scandalo come opera di ladri.

A completare questa fase incerta è arrivato il supertifone Yolanda che, oltre a devastare le isole dell’arcipelago, ha dato un colpo forte alla popolarità del governo per la lentezza della risposta, per le colpe addossate agli altri e perché poi a livello internazionale l’immagine del presidente ne è stata notevolmente uscita. Basti citare come la CNN ha descritto la fase del tifone a Tacloban quando ha accusato il governo filippino per la risposta lenta e per la mancanza chiara di chi era al comando degli sforzi. “E’ una situazione disperata tra le più disperate che mi è capitata di descrivere negli ultimi anni… Ci si aspetterebbe forse di vedere un punto dove si dia da mangiare dopo cinque giorni che è passata la tempesta. Noi non l’abbiamo visto almeno in quest’area. Qualcosa c’è all’aeroporto, un po’ d’acqua che è distribuita, ma la situazione è critica per la gente sul posto e non si capisce quanto tempo ancora continuerà.” diceva Cooper della CNN.

Di fronte a queste dichiarazioni ed ad altre critiche pesanti giunte per i ritardi nel raggiungere Tacloban e le altre aree, Aquino sembra aver soltanto detto: “Il Signore penserà poi a te. Io sono indaffarato”.

Eppure nei sondaggi Aquino è sopravvissuto al disastro. Gli ultimi sondaggi di Natale mostrano che certo lo scandalo del Pork barrel è stato forte, ma la fiducia poi non è affatto scesa come ci si aspettava da parte di alcuni e il supertifone Yolanda o Haiyan non ha colpito Aquino. Mentre il grado di soddisfazione è sceso da molto buono a buono in occorrenza dello scandalo del pork barrel, il gradimento è rimasto inalterato a dicembre.

“Quello che vedo con il 48% di soddisfazione, è che si avvicina al 41% del 2010 che è la percentuale dei voti delle sue elezioni. Forse perde quelli che non lo hanno votato, ma non la sua base elettorale.” dice Yolanda Ong la stratega della sua campagna elettorale. “Sono quelli che tornano ad essere scontenti.”

Soprattutto Aquino, rispetto ai suoi predecessori, sta facendo molto meglio specie di Gloria Arroyo e di Estrada che nel secondo anno dell’amministrazione videro un tonfo nei propri sondaggi.

Se s prende la presidenza Ramos nei primi tre mesi è l’unico a superare Aquino con il 66% della soddisfazione contro il 60% di Noynoy, ma a metà della sua presidenza il gradimento cadde al 24%. Aquino era al 64% a giugno ma scende al 49% a dicembre, facendo anche meglio rispetto alla madre.

L critica si fa più dura online, cosa che però non riflette la maggioranza. Solo il 20% è connesso ad Internet e non tutti sono attivi politicamente, non ricercano notizie per le quali ancora la Televisione fa da padrona. I critici online quindi sarebbero una piccola folla di “privilegiati” con una psicologia differente da quella della maggioranza. I netizen hanno attaccato Aquino in relazione alla catena di comando per gli sforzi lenti rispetto al tifone, ma forse la gente che attornia Aquino in qualche modo ha protetto l’immagine del presidente, prendendosi le critiche, anche non volentieri, come il ministro degli interni Roxas che è al centro delle critiche per la risposta tardiva del governo.

Secondo Ana Tabunda tutte le controversie del 2013 hanno salvato Aquino perché da nessuna parte è mai uscito fuori il suo nome come corrotto, la vera singola cosa che importa ai filippini che vedono che i fondi non raggiungono il suo portafoglio.

Inoltre dal momento che la fonte delle notizie sono ancora i media tradizionali, come TV e giornali, i media sociali non sono una minaccia di per sé. Lo possono diventare nel momento in cui i media tradizionali attingono in parte ai social media dove comunque i politici, la gente impegnata si ritrova, e per il fatto che i media poi vanno molto sui social media come Facebook e Twitter. Ma di fronte ad un accesso ad internet di appena il 20% dei filippini, il problema è molto relativo.

L’unica minaccia è se questa insoddisfazione di chi è online dovesse raggiungere le prime pagine e i titoli di testa dei giornali che sono la fonte delle notizie per i cittadini filippini.

Comunque quello che emerge dai vari sondaggi qualificati non è tutto rose e fiori. Nella zona della capitale l’approvazione scende dal 38% di settembre al 22% di dicembre, ma la capitale è anche la zona che fu critica sia per Arroyo che per Estrada.

Nelle aree urbane l’approvazione scende dal 47% al 42% a dicembre, e sono queste le aree più ricche di accesso ad internet dove le persone sono più attive sui social media.

Nel 2012 queste stesse aree hanno incensato Aquino per i suoi sforzi nella rimozione del giudice della Corte Suprema Corona come per l’approvazione della legge sulla salute riproduttiva.

Ma per la stratega di Aquino, Yolanda Ong, c’è poco da preoccuparsi con tante cose che possono accadere in due anni e passa di amministrazione da fare.

Nel 2014 l’attenzione ritornerà sul palazzo del presidente per i suoi fondi privilegiati perché la corte suprema si esprimerà in proposito sui fondi DAP. E fino al 2016, anno in cui termina il mandato di Aquino, chissà cosa potrà succedere.

http://www.rappler.com/nation/46687-aquino-political-honeymoon