A Mindoro Orientale affonda motonave carica di petrolio

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A fine febbraio si capovolge e affonda a Mindoro Orientale motonave con 800 mila litri di petrolio industriale a poca distanza dalla costa di Naujan che minaccia di espandersi anche verso Palawan e rischia di raggiungere il passaggio dell’Isola Verde a causa di un monsone amihan che si va indebolendo.

Ad essere colpita direttamente è la costa attorno a Naujan e Pola Bay, che sono poco distanti da Puerto Galera, un centro turistico famoso sull’isola di Mindoro.

mindoro orientale petrolio in mare

Sono interessate, al giorno 11 marzo, da questo sversamento in mare oltre 30mila famiglie in 121 barangay tra Mimaropa e Visayas Occidentali secondo il ministero del Welfare che ha provveduto a distribuire beni alimentari e non per oltre 10 milioni di peso a cui si aggiungono gli aiuti del dipartimento di DSWD di Mimaropa. Anche su Palawan ci sono 1116 famiglie ad Agutaya che hanno ricevuto aiuti.

L’Istituto di scienza Marina della UP ha detto anche che parte del petrolio va verso nord verso il passaggio dell’Isola Verde e colpisce le aree costiere di Calapan, Isola Verde e alcune parti di Batangas sull’isola di Luzon.

Il Passaggio dell’Isola verde è una zona di mare tra Batangas e Mindoro che ha la più alta concentrazione di pesce costiero, coralli, crostacei, molluschi, di fanerogame marine e mangrovie.

Qui si trovano tante specie in pericolo di estinzione e in grave pericolo come “tartaruga falco, squali balena, mante, dugonghi, gobbe, cernie giganti e vongole giganti”.

“Il petrolio minaccia il centro globale della biodiversità marina che si trova nel passaggio dell’Isola verde” scrive Istituto di scienza Marina della UP. “I danni dai versamenti di petrolio potrebbero colpire la biodiversità come specie endemiche che si trovano solo nelle Filippine oltre a colpire l’industria turistica e la sicurezza alimentare dell’area”.

“Secondo un approccio di interconnettività dove gli ecosistemi dipendono l’uno dall’altro, gli impatti percepiti a Mindoro Orientale possono colpire molto anche gli ecosistemi del Passaggio dell’Isola Verde. Se queste aree dovessero essere danneggiate dai grandi impatti dello sversamento, anche le industrie della pesca nelle altre aree sentiranno l’impatto” secondo Ivan Andres del CEED Oceans.

Dal punto di vista della sicurezza alimentare e dell’industria della pesca, questo sversamento di petrolio a Mindoro comporterà una produzione inferiore per il trimestre attuale ed il prossimo, secondo il gruppo di pescatori Pamalakaya

isola verde mindoro orientale
Pusod INC

“La produzione di pesce di certo cadrà in questo e nel prossimo trimestre se non si riuscirà ad arginare al più presto il continuo sversamento di petrolio” ha detto il presidente di Pamalakaya, mentre il ministero prevede che saranno 13mila i pescatori interessati.

La Federation of Free Farmers sostiene che Palawan e Mindoro Orientale hanno contribuito per 86,79 e 2,57% rispettivamente alla produzione regionale di pesce nel secondo quadrimestre dello scorso anno con una quantità di quasi 60 mila tonnellate di pesce.

La stessa Federation of Free Farmers sostiene che 1200 pescatori di Antique non pescano da una settimana.

“Riguardo a ciò chiediamo che il governo faccia una preparazione completa per il possibile impatto del versamento di petrolio sulla produzione di pesce. Non deve essere la soluzione governativa importare pesce per colmare il possibile taglio perché danneggerebbe la produzione locale ed i pescatori. Allo stesso tempo dare sostegno economico ai pescatori colpiti dal versamento mentre si rafforzi la capacità dei piccoli pescatori di altre aree a colmare le possibili mancanze nelle province colpite” ha detto il presidente di Pamalakaya

Che Palawan sia stata già interessata dallo sversamento di petrolio a Mindoro lo denunciano i produttori di alghe a Barangay Calawag della città di Tatay a Palawan insieme all’ufficio provinciale PDRRMO

“Quando i coltivatori di alghe hanno esaminato le proprie aziende di alga si vedevano chiazze di petrolio attaccate alle alghe” ha detto il capo del PDRRMO notando che tracce di petrolio si sono registrate già a due giorni dopo il disastro a Barangay Casian.

In quella zona sono stati ritrovati alcuni barili di petrolio in diversi punti durante le operazioni intraprese dalla Guardia Costiera Filippina e il Ministero dell’ambiente a pochi chilometri dalle coste.

Nel frattempo continuano le operazioni di contenimento del versamento di petrolio attorno a Pola in Barangay Misong e nei fiumi Calimawawa e Casilang, mentre si stanno facendo operazioni di ripulitura attorno alla cittadina di Pola.

Questo disastro deve però far aprire gli occhi sui tanti progetti di energia che si giocano nell’area di Batangas e sul vicino Passaggio dell’Isola Verde che ha in Oriental Mindoro una delle cinque province che vi si affacciano.

Secondo il CEED “mentre il governo continua ad abbracciare i gas fossili come soluzione alla crisi energetica, sempre più navi grandi che trasportano gas naturale liquefatto passeranno per l’area”; si accrescerà così il pericolo di inquinamento delle acque, inquinamento acustico sotto l’acqua, sedimentazioni ed altri danni dal passaggio di navi grandi e piccole.

Se da una parte si tratta di accrescere le infrastrutture per l’importazione di gas, una volta che alcuni campi di gas andranno in esaurimento, dall’altra si pensa a fare delle Filippine il centro asiatico per il Gas Naturale Liquefatto come fonte complementare di energia all’energia rinnovabile, come richiamato dal presidente Marcos stesso, per fare il passaggio ad una economia meno dipendente dal carbonio.

A rischio comunque sarebbe proprio il passaggio dell’isola verde che secondo molti dovrebbe essere risparmiata nel passaggio delle grandi navi.

La sindaca di Pola Jennifer Cruz ha detto a Philstar.com che la guardia costiera dovrebbe monitorare da vicino il passaggio delle navi e che “navi grandi come quella affondata non devono poter passare nella zona del Passaggio dell’isola verde”.

Al momento si sa che la motonave affondata con il carico di petrolio era della RDC Reield Marine Services, ma non si conosce ancora il proprietario del petrolio industriale in fondo al mare, né l’esatta posizione della nave affondata.

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