Affrontare cause radicali del conflitto nel profondo meridione Thailandese

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Se non si affrontano le cause radicali del conflitto nella Thailandia meridionale, i colloqui con MARA Patani hanno poche possibilità di riuscita

Stringe il cuore a tutti vedere tanti giovani, specialmente ragazzini e ragazzine, essere intrappolati nella violenza politica.

thailandia meridionale mercato notturno di pattani distrutto

Ma in una situazione in cui lo stato si pone rarissimamente nella posizione di dover difendere la sua politica e la gestione del conflitto nazionale come nelle province più estreme della Thailandia meridionale, il messaggio che la gente capisce, molto probabilmente, sarà distorto.

Non si vuole dire con ciò che la bomba che ha distrutto il mercato notturno a Pattani, uccidendo una persona e ferendone altre 18, non deve essere condannato.

Il conflitto politico in qualunque forma deve abbracciare qualche grado di civiltà e di norme umanitarie. Attaccare civili e obiettivi non combattenti sono violazioni da condannare.

Ma gli stessi standard e principi devono essere applicati anche al governo. Le autorità devono comprendere che la cultura dell’impunità nel lontano meridione attirerà una reazione dall’insorgenza. E’ questo il caso delle ultime operazioni che hanno portato quasi cento giovani malay musulmani alla detenzione, agli interrogatorie e alle presunte violenze nelle due settimane passate, in cui nessun rappresentante della sicurezza è stato mai condannato per un atto errato durante tali operazioni.

Dovrebbero anche capire che il loro dialogo con MARA Patani, una rete di gruppi separatisti che ha un dialogo con i negoziatori dello stato thailandese, sarà screditato dal BRN, il gruppo separatista storico che controlla la grande maggioranza dei combattenti sul terreno e che non partecipa ai colloqui.

Come c’era da attendersi, i rappresentanti del governo non hanno capito granché di ciò che era successo emanando le solite cose sentite.

Il colonnello Pramote Promin, portavoce dell’ISOC della IV regione, ha detto che le autorità sospettano che l’attacco di lunedì notte sia stato lanciato da militanti legati agli incidenti precedenti, come quelli del 3 luglio che fu fatto davanti alla moschea centrale di Pattani, che causò la morte di un poliziotto e fece altri tre feriti.

Il viceministro della difesa Udomdesh Sitabutr che guida il recente formatosi “Governo di comando frontale” col compito di affrontare le questioni legate all’insorgenza meridionale, ha detto di aver ordinato di migliorare le misure di sicurezza per proteggere i progetti di sviluppo.

Di quale progetti di sviluppo Udomdesh parla? Per i passato tredici anni di violenze mortali non è mai decollato alcun progetto di sviluppo in questa regione distrutta dal conflitto.

Ci sono stati solo alcuni incidenti in cui sono stati uccisi rappresentanti al lavoro sui progetti di svilupo ma non ci sono indicazioni che l’insorgenza sia intenzionata a distruggere i progetti stessi.

Se davvero lo cercassero, i militanti separatisti malay Patani che godono di un sostegno temendo tra la maggioranza dei malay musulmani potrebbero distruggere facilmente quella via economica che lega la regione al resto del paese.

L’insorgenza ha adottato qualche controllo anche se il governo non vuole ammetterlo.

Udomdech ha detto che i militanti sono malconsigliati senza però dire nulla da cosa questi combattenti si allontanavano. Forse è solo qualcosa che dicono i politici o in questo caso un soldato in pensione che prova a fare il politico, per creare l’impressione che sono importanti ed interessanti.

Forse il solo che ha capito qualcosa è il generale Prayuth che ha detto che era il lavoro dell’insorgenza per screditare gli attuali colloqui di pace.

E dal momento che lo spazio pubblico e la sicurezza erano molto importanti nell’ultimo giro di colloqui con MARA Patani, in linea con le pratiche del passato, era inevitabile che i militanti del BRN avrebbero attaccato uno spazio pubblico come il mercato notturno di Pattani.

Nationmultimedia.com

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