Alleanza USA Filippine da salvare al tempo del Coronavirus

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Appena qualche settimana fa il presidente filippino Duterte, in modo sorprendente, decise in modo unilaterale di cancellare il VFA, Accordo di Forze in Visita, divenendo ben presto un argomento fondamentale delle discussioni in Asia.

Comunque mentre il COVID-19 fa sempre più presa sulle nazioni di tutto il mondo, la saggezza convenzionale suggerisce che le considerazioni tradizionali di sicurezza verranno poste in secondo piano per un futuro immediato. Dopo tutto la Casa Bianca mette in guardia sulla prospettiva di centinaia di migliaia di morti di americani, mentre il segretario dell’ONU Antonio Gutierres ha definito il virus come la minaccia a “tutta l’umanità”.

Da New York a Manila a Nuova Delhi almeno un terzo dell’umanità si trova sotto di fatto una serrata.

Ma nel mezzo della crisi globale attuale è sempre più chiaro che una alleanza USA Filippine robusta è più vitale che mai, se si considera la centralità del VFA alla cooperazione sostenuta ed efficace di sicurezza non tradizionale.

Ci sono anche serie indicazioni che il potere politico Filippino è intento a preservare l’alleanza persino contro un Duterte più vicino alla Cina.

Al di là della questione cinese

La bocciatura di Duterte del VFA, un fulcro del Tratttato di mutua difesa Filippine USA, è per prima cosa vista attraverso le lenti della competizione USA Cina. E’ una tendenza comprensibile se si considera l’aperta ostilità di Duterte all’Occidente e l’abbraccio diretto di Pechino come sponsor strategico.

Lo stesso presidente filippino fu veloce nel provare a giustificare la sua ultima decisione sottolineando la sua preferenza ad approfondire la cooperazione di sicurezza con la Cina.

Dal momento che VFA dà il quadro legale per l’accesso a rotazione e l’entrata in vasta scala di truppe americane sul territorio filippino, la sua abrogazione renderebbe la secolare alleanza “praticamente inutile”. Il nuovo capo delle forze armate filippine AFP il generale Felimon Santos disse, all’inizio di questo anno, che fino a metà delle 300 esercitazioni militari annuali tra i due paesi potrebbero essere tagliate. Mentre il Pentagono impone la sospensione temporanea di impieghi oltremare di proprie truppe per la paura del virus, potrebbero essere colpite molte altre esercitazioni.

La cancellazione del VFA colpisce altri accordi bilaterali collaterali come EDCA, accordo avanzato di cooperazione alla difesa, che avrebbe dovuto servire da trampolino per una maggiore presenza militare USA in basi strategiche in tutte le Filippine. I ritardi nei piani iniziali nella posizione di armamenti americani nelle base filippine identificate nel EDCA, vale a dire Basa Airbase vicino a Scarborough Shoal e base aerea Bautista vicino alle Spratly, hanno già diminuito la abilità americana di proiettare in modo ottimale la forza contro minacce strategiche condivise, la Cina.

Senza dubbio Pechino sarà il maggior beneficiario dell’ultima decisione di Duterte che ostacolerà fortemente la capacità del AFP e del Pentagono a condurre attività militari congiunte e sostenute di larga scala.

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Alleanza USA Filippine

E’ importante però ricordare che per tutto il suo periodo di esistenza, VFA è stato in primo luogo uno strumento per la cooperazione della sicurezza non tradizionale. Fu grazie al VFA che le Filippine poterono chiamare rapidamente le forze speciali USA per fare l’addestramento necessario alla guerriglia urbana e all’antiterrorismo durante la battaglia di mesi a Marawi contro le forze affiliate dell’IS. Permise anche la rapida consegna di armi di alto profilo ed intelligence in tempo reale per sostenere le operazioni del AFP.

Questa non fu la prima volta che gli USA si sono dimostrati alleati essenziali contro il terrorismo transnazionale. Si deve ricordare che VFA fu il principale meccanismo che i due alleati usarono per fare la guerra vittoriosa contro i gruppi legati ad Al Qaeda negli anni 2000.

L’impiego singolo maggiore di militari USA nelle Filippine non fu né per la Cina né per il terrorismo, ma assistenza umanitaria ed operazioni di soccorso nei disastri, HADR. Dopo il supertifone Haiyan, che sconvolse le isole centrali delle Filippine, le autorità locali non riuscivano per raggiungere le province più lontane. I militari USA entrarono in campo con l’aiuto impiegando 13400 militari insieme ad una portaerei, 12 navi e 66 aerei per dare l’assistenza necessaria e le operazioni di salvataggio nel paese.

L’anarchia in arrivo

Pochi giorni prima dell’annuncio scioccante di Duterte, il ministro della difesa filippino Delfino Lorenzana ammise in una audizione al Senati che l’accordo era fondamentale per le operazioni HADR poiché “le forze USA erano sempre state a disposizione in periodi di calamità”

L’attuale pandemia COVID-19 dà un impeto ancora superiore al rafforzamento della cooperazione di sicurezza bilaterale.

Per iniziare i generali del paese, come il Capo del AFP Santos ed il suo predecessore e attuale ministro dell’interno Eduardo Ano, si sono infettati col Coronavirus. La lunga serrata di Manila e del nord industrializzato delle Filippine pone un grande peso sui militari filippini che devono gestire innumerevoli posti di blocco nell’isola di Luzon sotto la guida dei generali attuali e passati su tutte le operazioni di serrata.

Con i militari impantanati nel nord ed esposti insieme ai loro generali all’epidemia pericolosa, i gruppi insorti e terroristi transnazionali godranno di un significativo lasciapassare nelle periferie del paese che finora sono abbastanza libere dall’epidemia di COVID-19. Inoltre la gravità della crisi avrà bisogno di una maggiore partecipazione dei militari nella risposta del governo come abbiamo visto sia negli USA che nelle Filippine.

Indipendentemente dalle preoccupazioni sull’epidemia durante le operazioni militari USA all’estero, la realtà è che l’ alleanza USA Filippine acquisirà maggiore importanza alla luce delle sfide di sicurezza non tradizionale ed umanitarie condivise. Questo è ancor di più il caso alla luce della continua assertività cinese in mare nelle acque adiacenti mentre gli stati con simili rivendicazioni e gli USA lottano per contenere l’epidemia a casa.

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Alleanza USA Filippine

Proprio perché riconosce come la alleanza USA Filippine sia così indispensabile il potere politico filippino si mobilita per salvare il VFA. L’ambasciatore filippino negli USA Jose Manuel “Babe” Romualdez ha rivelato a fine febbraio che ci sono sforzi dentro l’amministrazione di negoziare in fretta un accordo che sostituisca il VFA con qualche emendamento, se si finalizza l’abrogazione a metà agosto, 180 giorni dopo l’iniziale notifica di terminazione.

“Siamo ora in corso per provare a trovare i metodi per poter vedere come creare qualcosa di simile, forse, ancora seguendo sempre il pensiero del presidente sulla questione della sovranità” disse Romualdez durante una discussione moderata da questo autore. “Questi sono due accordi esistenti che abbiamo con altri paesi (Australia e Giappone) e al momento non posso dire liberamente cosa o dove siamo ma questo lo si studia e saranno fatte le raccomandazioni al Presidente”

Non è chiaro a cosa alludesse esattamente l’ambasciatore filippino date le immense difficoltà nel negoziare accordi come il VFA, ma i suoi commenti pubblici rivelavano una lotta interna per mantenere la coerenza e rilevanza dell’alleanza. In modo più fondamentale, il Senato Filippino, dominato da parlamentari amici di Duterte hanno apertamente criticato il presidente mettendo in dubbio la sua prerogativa costituzionale di abrogare unilateralmente un accordo che fu ratificato dalla legislatura del paese.

Agli inizi di marzo, un gruppo di senatori di tutto lo spettro politico, compreso il presidente Vicente Sotto III, ha portato la decisione di Duterte alla Corte Suprema Filippina. I grandi senatori hanno chiesto alla corte suprema di “emettere un ordine” di “riferire la notifica di ritiro al Senato Delle Filippine per il suo consenso”.

Era la prima volta che il potere politico del paese sfidava apertamente e metteva il dubbio la tendenza autoritaria di Duterte a sottolineare la profondità dell’alleanza USA – Filippine nella psiche della elite di Manila.

La corte suprema filippina, niente affatto apolitica e dominata da giudici che hanno un mandato che va ben oltre il mandato di Duterte alla presidenza, è destinata a sentire la crescente pressione pubblica affinché decida in favore del mantenimento delle fondamenta dell’alleanza.

Finora il destino del VFA resta incerto. Quello che è certo è la continuata importanza dell’alleanza USA Filippine come anche gli sforzi concertati dentro il potere politico filippino di bloccare la finalizzazione dell’abrogazione più in là durante l’anno, oppure in via alternativa di negoziare velocemente un nuovo accordo, sia di transizione per permettere le attività militari congiunte già pianificate col Pentagono, o più di lungo termine.

Da parte loro Casa Bianca e Pentagono devono prevedere di cooperare strettamente con ufficiali di mentalità simile a Manila per mantenere l’integrità di un’alleanza lunga un secolo in un’era di sfide alla sicurezza senza precedenti.

Richard Heydarian, CSIS