Alture Centrali del Vietnam, popoli di montagna in rivolta

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Nelle alture centrali del Vietnam un gruppo di abitanti delle montagne ha attaccato l’11 di giugno scorso gli uffici di due Comuni a Dak Lak con armi piccole e bottiglie molotov, uccidendo 4 poliziotti, due rappresentanti delle Comuni e tre civili e ferendo altri poliziotti con l’incendio degli uffici.

Il governo vietnamita ha risposto immediatamente con forza.

alture centrali del vietnam

74 persone sono state arrestate tra le quali un presunto ideatore, mentre altri due si sono arresi a cui il governo promette pene leggere.

Finora l’informazione sugli eventi proviene dal governo che ha scelto di far arrivare tante notizie poi apparse sui media governativi.

Il partito comunista del Vietnam ha mandato immediatamente il vice primo ministro e il vice ministro degli interni a far capire che tutto è ora sotto controllo, segno di insicurezza però del governo.

Le alture centrali del Vietnam e Dak Lak hanno già visto disordini nel passato sebbene la violenza delle armi sia rara in Vietnam e da tempo non è sconvolta dalla violenza. La domanda che sorge spontanea è perché proprio ora e cosa ha fatto scoppiare questo ultimo caso di disordini.

Ci sono varie questioni che si pongono nei disordini che coinvolgono le popolazioni di montagna, denominate Montagnard, che sono costituite da una trentina di tribù differenti nelle alture centrali del Vietnam.

Negli anni 90 il governo vietnamita iniziò ad incoraggiare la migrazione di Kinh etnici vietnamiti per creare piantagioni di caffè ed altre attività di agroindustria.

Attualmente il Vietnam è il secondo maggior produttore di caffè al mondo di cui ne ha esportato nel 2022 1 milione di tonnellate che in maggior parte proviene proprio dalle alture centrali del Vietnam.

Ma proprio ciò ha posto la popolazione Kinh in contrasto con le popolazioni di montagna che invece praticano agricoltura di taglia e brucia: bruciano foreste, coltivando il suolo per alcuni anni, per poi spostarsi su nuovi suoli.

Con l’arrivo dell’agroindustria i titoli di proprietà della terra sono andati ai nuovi coloni vietnamiti e i Montagnard non hanno potuto più praticare la loro agricoltura tradizionale con il loro degrado ambientale e inefficienza.

Oltre all’interesse economico nell’incoraggiare i nuovi abitanti Kinh, il governo vietnamita aveva l’interesse politico nel controllo della regione.

I Montagnard avevano legami stretti sia con il governo coloniale francese che con quello americano, da minoranza che cerca protezione contro la maggioranza della popolazione.

Durante la guerra del Vietnam gli americani usavano i Montagnard e le popolazioni Hmong del Laos come contrasto alle truppe del Nord Vietnam e ai rifornimenti lungo il sentiero di Ho Chi Minh. E Hanoi non li ha mai perdonato.

Ma mentre loro si definiscono nella loro lotta come anticomunisti, è importante notare che i governi del Vietnam del Sud prima del 1975 li ha trattato terribilmente credendo che favorivano i nord vietnamiti sul sentiero di Ho Chi Minh.

Verso di loro i governi del Vietnam del Sud condividevano la stessa sfiducia e lo stesso disprezzo dei loro rivali del nord.

Al di là della politica c’è semplicemente tanto disprezzo da parte della popolazione Kinh verso le povere tribù che costituiscono gli abitanti delle montagne, per i quali si tratta solo di una forma di colonialismo interno. Alcuni di loro non rispettano persino la sovranità vietnamita.

Questa animosità e sfiducia sono rafforzati ad Hanoi dal fatto che molti dei Montagnard sono cristiani evangelici. Un’organizzazione del PCV, Vietnam Fatherland Front, che è responsabile delle organizzazioni di massa e delle religioni, riconosce solo sei religioni di cui controlla il clero e l’organizzazione.

Resta senza riconoscimento il cristianesimo evangelico le cui chiese sono tecnicamente illegali. A questo si aggiunge che molte congreghe delle popolazioni di montagna sono sostenute da gruppi di fede negli USA ed in altri paesi rafforzando la paranoia vietnamita.

Al cuore delle problematiche ci sono la terra e la libertà religiosa a cui se ne aggiungono altre.

Le alture centrali vietnamite restano una regione povera indietro su tutti gli indicatori di sviluppo umano, opportunità di studio e salute pubblica.

Mentre il Vietnam nel 2022 godeva di una crescita economica dell’8% ed era favorito dagli investitori stranieri che vi hanno portato oltre 22,4 miliardi di dollari, le alture centrali non godevano di quella ricchezza.

Sebbene non si debba essere cospiratori al riguardo, occorre considerare che i disordini arrivano in un momento in cui le relazioni tra Stati Uniti e Vietnam sono destinate a diventare un “partenariato strategico”. Il segretario generale del CPV Nguyen Phu Trong ha accettato in linea di principio di visitare Washington quest’estate e il presidente Biden dovrebbe recarsi in Vietnam in autunno.

Questo approfondimento dei legami non è ben visto da tutti nell’ambiente della sicurezza nazionale conservatore e xenofobo del Vietnam. Una dura repressione può causare nel congresso USA un’analisi ancora più dura verso il già cattivo andamento dei diritti umani del Vietnam per gli attacchi a giornalisti indipendenti ed ambientalisti e per il controllo dei media sociali.

La risposta governativa rapida ed efficace è stata alquanto positiva per il Ministero della Pubblica Sicurezza del Vietnam e per il suo ministro To Lam, che ha immediatamente promosso i quattro ufficiali uccisi e ha risarcito rapidamente i loro parenti e gli ufficiali feriti.

Cosa si sa degli attacchi nelle alture centrali del Vietnam?

Finora si sa molto poco delle motivazioni come anche dell’organizzazione o dei legami con altre nazioni. Le organizzazioni dei Montagnard presenti in USA hanno negato un loro coinvolgimento.

Un portavoce del ministero degli interni ha detto che le azioni del gruppo erano “organizzate pianificate, spietate e prive di umanità”.

Secondo i media i tre uomini arrestati avevamo ricevuto la promessa di “grandi somme di denaro” per uccidere i rappresentanti delle comuni.

Il governo non ha fornito prove oltre alle dichiarazioni delle persone arrestate che non sono prove affidabili per la lunga storia di confessioni estorte in Vietnam.

La risposta del governo come ha notato il portavoce del partito sarà dura e sproporzionata. Le autorità locali hanno preso misure drastiche per sopprimere gli attacchi, stabilizzare la situazione, sostenere le famiglie in lutto ed i feriti, e chiedere a tutti i residenti di stare calmi e seguire le istruzioni delle autorità per assicurare la sicurezza.

In TV si sono viste le truppe del ministero degli interni che hanno usato anche fucili da cecchini indicando che non consideravano la situazione come una cosa da niente.

L’esercito vietnamita è stato mobilitato nel distretto di Cu Kuin per dare sicurezza, cosa che finora avevano evitato più nelle aree Kinh che nelle alture centrali del Vietnam.

Il governo ha ricevuto la pronta risposta del governo cambogiano che ha chiuso le frontiere e si è mosso nel controllare l’informazione imponendo multe elevate per chi dà “false informazioni” sugli attacchi tramite i media sociali. In questo caso si è cercato di dare multe molto salate da 1500 euro più che azioni penali per impedire discussioni online.

Emergeranno certamente altre notizie dell’attacco con le motivazioni ma non di certo attraverso i media di stato, per una ragione.

Il governo ha tutti i diritti per promuovere l’ordine e la legge, ma ignora da sempre le lamentele legittime delle minoranze etniche del paese, per cui ci si attende che getterà la colpa di questi disordini più sulle forze straniere che sulle proprie politiche.

Zachary Abuza, RFA

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