Ancora scosso da forti violenze il profondo meridione thailandese

Listen to this article

Ancora scosso da forti violenze il profondo meridione thailandese, quello delle province non turistiche di Yala, Pattanie Narathiwat, nonostante le timide aperture nel processo di pace di Patani.

In differenti attacchi sono morte otto persone tra le quali un bambino di otto anni ed i suoi genitori.

Gli attacchi sono cominciati giovedì mattina quando sono stati uccisi il vicesindaco di un villaggio di Narathiwat, la moglie ed un bambino di otto anni. Nell’attacco sono rimasti feriti la figlia e la nipote della coppia.

forti violenze nel meridione thailandeseL’attacco sarebbe iniziato quando la coppia portava i piccoli a scuola in una remota collina della zona.

Qualche ora dopo è uccisa una guardia della sicurezza nella provincia di Yala, prima dell’alba mentre si recava a casa dopo aver smontato dal posto di lavoro nel distretto Mayo a Pattani.

Nella stessa giornata tre ranger, unità paramilitari dell’esercito thai, erano uccisi e feriti altri due civili, mentre nello stesso distretto Mayo di Pattani erano a girovagare nel mercato. Sarebbero stati da sette ad otto assalitori che hanno sparato.

Il giorno prima nel distretto Thepa di Songkla erano stati trovati i corpi di una coppia che era stata picchiata, legata, avvolta di nastro isolante e poi gettata in un fiumiciattolo lì vicino.

Gli assalitori avevano rubato il pickup della coppia per usarlo in un attentato. Era stato ritrovato carico di esplosivo che però non era esploso.

Abu Hafiz al-Hakim di MARA Patani ha confermato l’impegno del gruppo di pace a risolvere il conflitto tramite il dialogo e la creazione di zone di sicurezza.

“Siamo rattristati dall’incidente nel distretto Ruso di Narathiwat, dove quattro persone sono state uccise ed altre due ferite. Non condoniamo la violenza che coinvolge civili e bambini e condanniamo con fermezza l’attacco. Esprimiamo le nostre condoglianze alle vittime e alle loro famiglie. Invitiamo le autorità ad indagare bene gli incidenti e portare i colpevoli davanti alla giustizia”

Sull’attacco contro la famiglia del vicesindaco di un villaggio di Narathiwat, alcuni sostengono che sia stato un attacco di risposta all’omicidio extragiudiziale di un militante del BRN, Ahama Maeroh.

C’è tutta la voglia da parte della parte thai di non voler ammettere che questi omicidi siano la risposta del BRN, Fronte rivoluzionario nazionale, che controlla la gran parte dell’insorgenza sul campo, alle timide aperture del processo di pace di Patani, portato avanti da MARA Patani e lo stato Thai come molti esperti invece proclamano.

Traduciamo di seguito un articolo di Don Pathan sulle aperture del processo di pace di Patani.

Zone di Sicurezza, un sogno irragiungibile senza il BRN

Era stato indicato come un passo significativo, una apertura persino, ma l’annuncio di giovedì che il governo thai e i separatisti musulmani malay si siano accordati su una “zona di sicurezza” è ancora un bel sogno perché il BRN, il gruppo che controlla quasi tutti i combattenti sul terreno, non è tra i partecipanti al dialogo di pace.

Se servono le lezioni del passato recente, il BRN è pronto a screditare ualunque progresso fatodalle due parti, i negoziatori del governo e MARA Patani, organizzazione costituita da searatisti di lungo corso tranne il BRN.

Un anno fa, un ufficiale thailandese fece arrivare ai media locali la notizia che le parti si erano accordate per indicare Cha Airong come una zona di sicurezza. I combattenti del BRN inviarono 40 militanti per controllare l’ospedale del distretto e lanciarono un attacco al campo dei rangers di fianco all’ospedale. Le camere della sicurezza catturarono i movimenti del gruppo, cosa che il gruppo voleva per mandare un avviso serio su ciò che erano capaci di fare.

I negoziatori del governo e di MARA Patani si sono riuniti martedì per approvare il lavoro dei loro gruppi di entrambe le parti che avevano lavorato su questioni tecniche come lo scopo, la definizione, il meccanismo e il quadro complessivo per i colloqui di pace.

Il compito a questo punto è di fissare il palcoscenico per negoziati formali che avranno luogo se e quando le due parti decideranno che sia giunto il momento. Per ora si sono accordati in via di principio a creare cinque distretti, uno a Pattani, due a Yala e due a Narathiwat, sotto una zona di sicurezza. Devono però ancora disegnare i distretti specifici.

E’ un piccolo passo ed è stato fatto in modo che MARA Patani non dovrebbe soffrire l’umiliazione allo stesso modo dopo quella subita a Chai Airong.

Ma il tempo giusto per elevare questo dialogo a negoziato formale porebbe non dipendere dalle preparazioni del gruppo tecnico. Ha più a che fare con la volontà del BRN a sedersi al tavolo del negoziato.

Nei negoziati nascosti si sono avute discussioni sul come portare il BRN al tavolo del negoziato, ma finora il BRN non si è mosso. Una delle fazioni del PULO guidata da Samsudine Khan che vive in Svezia ha assunto la stesa attitudine di attesa su quello che succede.

Un mese dopo l’attacco di Chai Airong MARA Patani dovette subire l’onta ad aprile 2016, quando il primo ministro Prayuth Chanochoa disse che non poteva riconoscere formalmente l’organizzazione perché era associata con i criminali.

Alcuni dissero che era un modo di Prayuth per mantenere in attesa MNARA Patani finché il reale BRN non fosse giunto al tavolo. Altri pensano che Prayuth capisse dell’impossibilità di raggiunger una qualche specie di accordo formale con i ribelli mentre era lui a capo del governo e che non voleva fare alcuna significativa concessione, perché preoccupato della eredità che lasciava. Non voleva essere ricordato come il capo che aveva lasciato andare via Patani.

MARA Patani vuole che il processo di dialogo sua ufficiale e vincolante come pure le assicurazioni che i negoziatori ed i tecnici abbiano l’immunità legale. Sono richieste comprensibili in qualunque processo di risoluzione di conflitti.

Il rigetto rafforza solo il pensiero diffuso nel BRN secondo cui il governo thai non voglia fare concessioni che giungere al tavolo in questo momento sarebbe una perdita di tempo.

Don Pathan, nationmultimedia.com

Taggato su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ottimizzato da Optimole