Annunciata la nascita di un fronte democratico di sette partiti thailandesi

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E’ stato annunciata la nascita di un fronte democratico di sette partiti thailandesi a Bangkok il 27 marzo che si oppongono al governo militare.

khaosodenglish.com

Il fronte democratico thailandese raccoglie una maggioranza parlamentare della camera bassa di 257 seggi, secondo i dati non ufficiali della Commissione Elettorale, pronto a formare un governo del paese, nonostante le dichiarazioni del Palang Pracharat di avere il diritto di governare essendo stato il partito più suffragato.

I sette partiti che formano il fronte democratico sono Pheu Thai, il Future Forward, Seri Ruam Thai, Prachachart, Puea Chat, New Economics e Thai People Power parties.

“I partiti del fronte democratico hanno ottenuto la maggior fiducia dalla popolazione” ha detto il capo del Pheu Thai Sudarat Keyuraphan la quale ha definito per lo meno discutibili le elezioni di domenica. “Sebbene anche ora i numeri sono ondeggianti, siamo certi che avremo almeno 255 seggi. Dichiariamo che il fronte democratico che si oppone al governo militare comanda la maggioranza della Camera”.

La discutibilità delle elezioni, secondo Sudarat Keyuraphan, deriva sia le regole imposte alle elezioni tendono a perpetuare il prolungamento del governo militare sotto abiti civili e sia per la compravendita dei voti enorme nel paese, per l’influenza esercitata dal potere dello stato e dalla anormale conta dei voti, terminata al 94% delle schede.

Non vanno neanche messe da parte le denunce davanti alla corte costituzionale contro il presidente del Future Forward e quello del Seri Ruam Thai che potrebbero comunque cambiare la composizione politica della Camera nei prossimi mesi.

“Cosa ci aspetterà nei prossimi mesi è il tentativo di provare a limitare l’influenza dei partiti e ridurre il numero dei seggi con denunce alla Commissione Elettorale prima dell’annuncio finale della conta dei voti” ha anche detto la Sudarat alla conferenza stampa del fronte democratico temendo la manipolazione dei voti espressi, i tentativi di comprare parlamentari.

Il rischio è quello di un golpe istituzionale dopo il golpe militare del 2014.

Il capo del Future Forward, Thanathorn Jungrungreangkit, ha detto che vogliono porre fine al potere del governo militare: “Noi e gli altri partiti lavoreremo per porre fine al potere del NCPO cosa che crediamo sia il desiderio della maggioranza.”

“Ci uniremo agli altri partiti per impedire per quanto possiamo un’estensione del potere della giunta. Potrebbe essere difficile e dovremo andare a confrontarci col senato ma lavoreremo insieme. Invitiamo gli altri partiti ad unirsi e creare un governo democratico o anche un’opposizione democratica”

Secondo Thanathorn l’espressione del primo ministro appartiene al partito col maggior numero di voti del fronte democratico e Future Forward sostiene Sudarat come il candidato più adatto.

In base alle regole elettorali fissate dalla Commissione Elettorale (e dalla giunta militare che l’ha nominata) il risultato finale dei voti sarà annunciato il 9 maggio dopo che si è tenuta l’incoronazione ufficiale di Re Vajiralongkorn, che avverrà dal 4 al 6 maggio prossimi, lasciando di fatto nel limbo, con la possibile manomissione del voto, la Thailandia.

Se la giunta militare pensava che l’incoronazione reale sarebbe stata una fase di calma della nazione, la sua scelta di posporre il risultato ufficiale al dopo incoronazione forse dimostra qualche altra cosa.

Per poter eleggere un premier c’è bisogno di una maggioranza di 376 membri, tra parlamentari eletti nella Camera ed i 250 senatori prescelti dalla giunta militare.

Un governo del fronte democratico thai ha perciò bisogno di convincere il senato a sostenerlo, mentre il governo del Palang Pracharat con soli 126 voti nella Camera potrebbe essere eletto, ma formare un governo di minoranza.

“Un tentativo di creare un governo di minoranza attraverso il sostegno del Senato, porterebbe al trambusto sociale”.

Che le elezioni e tutto il processo elettorale siano pesantemente spostate a favore del partito della giunta militare lo dice anche ANFREL, Rete Asiatica per le Libere Elezioni, nelle dichiarazioni ai giornalisti.

“L’ambiente di gran lunga è spostato pesantemente a beneficio della giunta militare. Tanta gente ancora esprime sfiducia verso il processo elettorale.” ha detto un rappresentante del ANFREL, mentre un altro non ha voluto dire nulla se l’intero processo sia stato libero ed equo.

“Così tante cose devono essere considerate tutte insieme. Non è giusto fare conclusioni se l’intero processo sia libero e giusto oppure no”. https://www.scmp.com/news/asia/southeast-asia/article/3003310/thailands-election-was-heavily-tilted-towards-pro-junta

ANFREL nella sua dichiarazione ha definito le elezioni di domenica “profondamente fallate” e che l’annuncio dei dati preliminari era “fortemente inaccurato” danneggiando “la percepita integrità delle elezioni generali”.

ANFREL, nel suo comunicato, ha sottolineato che è il quadro legale ed istituzionale complessivo il grande problema, tanto che il paese va verso una “democrazia guidata piuttosto che una democrazia completa” sebbene ci sia un passo verso “Una genuina rappresentazione della rappresentazione popolare negli affari del governo”.

A chiedere maggiore trasparenza e chiarezza è il leader del Prachachart (profondo meridione thai) Wan Muhamad Noor Matha per il quale i risultati devono essere resi pubblici al più presto.

“La Commissione Elettorale non deve aspettare fino al 9 maggio per annunciare i risultati. Per quale ragione? Il voto grezzo deve essere disponibile e pubblico perché c’è il sospetto che li mantengono per cambiarli a favore di una parte”

Wan Muhamad Noor Matha ha criticato anche la politica economica della giunta. “L’economia è stata male da quando la giunta è al potere. Quale investitore vuole prendersi il rischio con un governo tenuto ad un filo?”

Sereepisut del Seri Ruam Thai ha invitato gli altri partiti ad unirsi alla causa del fronte democratico “oppure colluderanno con loro nel continuare il loro governo, ed ha invitato Prayuth a dimettersi.

“Prayuth, sacrificati. Dimettiti ora.” ha chiesto Seeripisut.

“Guardavamo la TV. Avevamo 103 mila voti quando improvvisamente sono scesi a 75mila. Mi chiedo dove sono andati i nostri voti” ha detto Nikom Boonwiset del Thai People Power Party che ha conquistato un solo seggio. “Siamo un piccolo partito. Non fate scomparire i nostri voti”.

Opposto al fronte democratico ci sta il Palang Pracharat che sostiene Prayuth Chanocha, a cui possono unirsi altri partiti minori come il partito democratico, che ha già detto di non voler fare una coalizione guidata dal Pheu Thai, e partiti minori che sperano di avere più potere con un governo guidato da Prayuth.

L’altro partito è il Bhmjaithai che nel passato fece cadere il governo del Pheu Thai permettendo il governo di Abhisit nel 2009. Questo partito non si è ancora espresso in merito e sarà il possibile ago della bilancia.

Il presidente del partito democratico Abhisit si è dimesso all’indomani dei primi risultati deludenti del suo partito ed al momento sembra prevalere nel partito democratico la decisione di chi non ha intenzione di unirsi al fronte democratico thailandese.

Mentre USA, Regno Unito ed UE hanno chiesto veloci indagini accurate, trasparenti ed eque per assicurare la credibilità e dare al più presto un risultato chiaro e credibile, la coalizione del Fronte democratico si troverà davanti ad ostacoli grossi ed il rischio di un impasse è tutto lì con i rischi di ricadute sul fronte sociale.

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