Aquila del Pacifico Filippine, ricomincia l’assistenza USA nelle Filippine meridionali

VFA pacific eagle

E’ ripresa la missione contro il terrorismo dei militari USA nelle Filippine a settembre 2017 che giunge dopo la crescita dei gruppi legati allo Stato Islamico nelle Filippine meridionali.

aquila del pacifico

Gli analisti politici credono che questa nuova operazione condividerà molte cose della passata campagna che si svolse dal 2001 al 2015 ma includerà anche un’attenzione all’addestramento alla guerriglia urbana e al miglioramento degli equipaggiamenti.

Alcuni analisi hanno espresso dubbi sul successo di questa iniziativa.

La precedente missione contro il terrorismo, durata 14 anni, contenne senza però eliminare completamente i gruppi legati ad AlQaeda.

Poco meno di due anni dalla fine di quella missione i gruppi che aderirono allo Stato Islamico presero la città musulmana filippina di Marawi tenendola per cinque mesi.

La guerra che ne seguì uccise 168 soldati filippini, ne ferì altri 1584 e cacciò dalle case 350 mila civili.

La battaglia di Marawi rivelò la minaccia posta dai militanti legati al IS ed ha accelerato questa nuova operazione.

Con nome Pacific Eagle Philippines, Aquila del Pacifico Filippine, coinvolgerà da 200 a 300 consiglieri militari come ha confermato il ministero della difesa. Aquila del Pacifico Filippine si qualifica come Operazione di Contingenza all’estero che permette un’esenzione dai limiti di spesa del bilancio. Il ministero ha giustificato questa designazione “per riconoscere la severità della minaccia terroristica che si trovano difronte le Filippine.”.

Addestramento alla Guerra Urbana

Il primo passo della missione sarà di risolvere le debolezze viste durante le operazioni di guerra urbana durante la battaglia di Marawi.

“I militari filippini hanno bisogno di riceverlo questo addestramento” dice Steven Rood di Social Weather Stations, ente di ricerca sociale noprofit. “Ci partecipano tutti. Australiani, Singaporeani e Americani fanno tutti questo” nelle Filippine.

La battaglia recente di Marawi prese i militari filippini di sorpresa perché in precedenza i loro soldati erano stati addestrati a combattere nella giungla. Il conflitto guadagnò il titolo infame della battaglia urbana più lunga della storia filippina moderna.

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Il lungo periodo in cui si è svolta la battaglia di Marawi ha anche inquietato alcuni osservatori.

“Non si pensava sarebbe durata cinque mesi” dice Zachary Abuza del National War College. “Non voglio svalutare la bravura dei singoli soldati, ma la battaglia ha rivelato una lampante debolezza dei servizi segreti filippini, delle operazioni militari e delle operazioni congiunte”.

Danni collaterali

Tale debolezza si dimostrò particolarmente mortale. Durante i combattimenti, i militari filippini usarono mezzi aerei in accordo con la legge nazionale che impedisce a forze militari estere di combattere sul suolo filippino. Alcuni bombardamenti non furono accurati con errori che si dimostrarono fatali come in un caso dove dieci soldati filippini furono uccisi ed otto feriti da un attacco aereo amico.

“Marawi fu rasa al suolo, del tutto rasa al suolo. I militari filippini non hanno alcuna esperienza con i mezzi aerei” dice Abuza indicando un’area potenziale dove i consiglieri militari possono essere di guida.

Nel futuro i militari americani potrebbero essere tentati di gestire gli attacchi aerei loro stessi, ma non sarebbe sostenibile.

“Vogliono un aiuto americano a non vogliono che tu lo faccia per loro. A lungo termine crea un casino di problemi” dice Greg Poling di AMTI del CSIS.

Varie forme di assistenza militare

Aquila del PacificoInvece di dare stivali sul terreno o gestire le loro forze aeree gli USA continueranno a dare intelligence, sorveglianza e assistenza al riconoscimento in volo contro gli estremisti.

Oltre a questo tipo di assistenza gli USA possono capitalizzare sl vantaggio di uomini che i Filippini hanno sui gruppi di Abu Sayaff e Gruppo Maute ed una fazione del BIFF che hanno promesso fedeltà al IS. I militari filippini uccisero i comandanti di Abu Sayaff e Gruppo Maute durante la battaglia.

Allo stesso tempo è importante che a questo vantaggio di grandezza ci sia equipaggiamento sufficiente per le forze filippine la compiano in fretta, secondo Rood. I militari filippini potrebbero ulteriormente spostare la bilancia contro Abu Sayaff se gli USA fornissero altri visori notturni, qualcosa che il gruppo di Abu Sayaff ha solo in minore quantità.

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Tutta l’assistenza militare USA è fondamentale nella lotta contro un’insorgenza mobile capace di muoversi, quando la pressione militare filippina è maggiore, spostandosi dalla terra ferma di Mindanao dove si trova Marawi a Sulu, una serie di isole ad ovest se non addirittura attraversare la frontiera indonesiana o malese.

E’ importante che le Filippini abbiano già raggiunto un accordo con Malesia e Indonesia nella cooperazione alla caccia attraverso le frontiere dei militanti islamici, riducendo la libertà di movimento degli elementi estremisti.

Problemi dei diritti umani

Secondo i critici di Rodrigo Duterte la problematica dei diritti umani del suo governo dovrebbe recludere gli USA dal dare aiuto militare. La guerra alla droga di Duterte ha attirato preoccupazione internazionale per la mano pesante e gli omicidi extragiudiziali della polizia.

Un rapporto americano della comunità della Intelligence indicò le tendenze autocratiche di Duterte come un pericolo della democrazia nel sudestasiatico. Il rapporto metteva in luce la minaccia della legge marziale nel paese estendendola dalla sola Mindanao dove esiste.

Per alcuni analisti queste preoccupazioni devono essere separate dall’aiuto militare.

“I paesi non dovrebbero tagliare l’addestramento militare a causa dei diritti umani, perché in una situazione come questa è fondamentale che i militari continuino ad addestrarsi ed i colonnelli vadano negli USA per sei mesi od un anno” ha detto Steven Rood indicando l’importanza di conquistare i militari filippini.

Rood riconosce comunque i limiti dell’approccio di consiglieri. Ha indicato l’attività di insorgenza nell’arcipelago di Sulu come una grande sfida. “Riaddestrando le unità lì gli USA possono aiutare a gestire meglio la situazione. Ma non sarà la soluzione ala situazione”

Zachary Abuza si domanda perché gli USA sono persino coinvolti.

“Sono personalmente molto scettico dei militari filippini. Come mai non portano mai a compimento il lavoro? Combattiamo Abu Sayaff sin dal 1991. Riescono sempre a sfuggire”

Conor McCormick-Cavanagh, Small Wars