Arrese cinque persone sospettate del doppio attentato suicida a Jolo

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Si sono arrese cinque persone sospettate di aver preso parte al doppio attentato suicida a Jolo compiuto da una coppia di attentatori suicidi indonesiani nella cattedrale Nostra Signora di Monte Carmelo che ha fatto 23 morti e 95 feriti. L’attentato è stato attribuito ad una coppia di indonesiani come aveva annunciato Duterte a Jolo

Il principale sospettato è Kammah Pae che si sia arreso dopo una settimana incessante di ricerche della polizia e dopo le operazioni militari seguenti all’attentato del 27 gennaio scorso

Secondo il capo della polizia Albayalde Kamah avrebbe fatto parte del gruppo che ha scortato due attentatori suicidi alla cattedrale quel 27 gennaio.

I due attentatori suicidi che si sono fatti esplodere sarebbero una coppia di un indonesiano di nome Abu Huda che viveva a Sulu da molto tempo, e sua moglie.

Kammah Pae sarebbe uno dei capi del gruppo Ajang Ajang costituito di orfani di militanti di Abu Sayaff.

Resterebbero ancora fuggitivi altre 14 persone tra i quali l’ideatore dell’attacco Hatib Hajan Sawadjaan, singaporeano che è riuscito a scappare più di una volta alle forze di sicurezza.

In precedenza dalle telecamere di sicurezza erano stati individuate quattro persone come possibili autori dell’attentato, ma poi sono state scagionate.

Il piano delle bombe alla cattedrale sarebbe partito il 7 gennaio 2019 quando un certo Usman ed Muksin provarono a mettere insieme un oggetto esplodente improvvisato a Barangay Latih, a Patikul, per poi abbandonare l’idea.

Successivamente Sawadjaan diede dei soldi a Usman e Muksin per fare andare avanti l’operazione.

I due attentatori suicidi giunsero a Jolo con una imbarcazione veloce dalla isoletta Lampinigan il 24 gennaio ed incontrarono Sawadjaan per pianificare l’attentato.

Albayde ha detto in conferenza stampa:

“Si crede che la donna si sia fatta esplodere dentro la chiesa, mentre il marito si è fatto esplodere subito dopo all’entrata della chiesa”.

La bomba era fatta con nitrato d’ammonio e carburante con la carica attiva composta da TNT o RDX. Per il resto erano simili le bombe a quelle fatte esplodere da Abu Sayaff nel passato.

In precedenza i militari avevano escluso la possibilità di un attentato suicida. Secondo alcune vittime ferite una donna avrebbe nascosta la bomba in una borsa lasciandola poi dentro una chiesa. La borsa sarebbe esplosa dopo quando la donna si allontanò.

I militari rilasciarono una ripresa di sorveglianza di un uomo, probabilmente Kammah che avrebbe provocato lo scoppio per poi scappare subito dopo l’esplosione.

Kammah si era consegnato ai militari il 1 febbraio e poi in seguito portato la sera alla polizia. Il capo della polizia ha detto che la sua resa era dovuta alla forte pressione militare attorno a Patkul dove si sono avuti scontri intensi con la morte di alcuni soldati.

Da questi scontri sarebbero riusciti a scappare proprio i terroristi che hanno ideato l’attacco a Jolo.

“E’ stato costretto ad arrendersi, non voleva morire” ha detto il capo della polizia parlando della resa di Kammah che avrebbe negato in un primo tempo di aver partecipato all’attentato.

Lo scopo di questo doppio attentato suicida è quello di spingere i militanti locali a farlo, a prendere di mira altre parti di Mindanao e delle Filippine.

Con i militanti suicidi che ci sono nelle Filippine meridionali il rischio è concreto. 25 terroristi stranieri avrebbero perciò partecipato all’operazione delle bombe a Jolo

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