Arrestata Maria Ressa giornalista filippina di Rappler

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Arrestata Maria Ressa, amministratrice delegata e direttrice del sito di notizie filippino Rappler, alle cinque della sera, dentro la sede del sito a Pasig, Manila, per una denuncia di diffamazione.

L’arresto condotto da ufficiali del NBI, Ufficio Nazionale delle Indagini, agenzia che dipende dal ministero della giustizia, era stato firmato da una corte di Manila il giorno prima.

L’arresto è giunto come uno shock per lei e tutti i giornalisti che vi lavorano.

“E? uno shock ma andiamo” ha detto a tutti gli altri. “Mi hanno detto ‘ signora, stiamo facendo solo il nostro lavoro’. Direi che c’è tanta gente che fa il proprio lavoro ma dovremmo vedere cosa è questo lavoro.”

Maria Ressa ha vinto il Premio di Persona dell’anno 2018 del settimanale Time per il giornalismo, “per aver denunciato senza paura la macchina della propaganda e gli omicidi giudiziari del presidente Duterte”.

Essa deve anche rispondere per cinque processi di evasione fiscale, processi che non la costringeranno al silenzio qualunque siano le accuse che le lanciano.

“Non ci facciamo intimidire. Nessuna denuncia, propaganda oscura e menzogne possono costringere al silenzio i giornalisti filippini che continuano ad essere fermi sulle proprie posizioni”

“Queste acrobazie legali mostrano fino a che punto il governo si spinge per costringere al silenzio i giornalisti compreso queste meschinità che mi costringono a passare la notte in carcere” ha aggiunto Maria Ressa a cui un giudice si è rifiutato di esaminare la richiesta di libertà su cauzione, nonostante sia possibile secondo le regole del tribunale.

Da notare che l’arresto è avvenuto alle cinque della sera quando il mandato di arresto porta la data del giorno prima.

L’accusa di diffamazione è relativa ad un articolo pubblicato nel maggio 2012 e la legge applicata dal Ministero della giustizia entrò in vigore a settembre 2012. Rappler modificò poi nel febbraio 2014 facendo alcune correzioni tipografiche. Secondo il Ministero si applicherebbe in questo caso la regola delle pubblicazioni multiple.

L’articolo in questione del 2012 riguarda un uomo di affari Wilfredo Keng che Rappler identificò come proprietario di un SUV che l’allora capo della corte suprema filippina Renato Corona aveva usato durante il processo di messa sotto accusa.

Keng denunciò per diffamazione per le presunte accuse di avere legami con le droghe ed il traffico umano che si basavano su rapporti di intelligence.

Secondo la BBC, il caso iniziò nel 2017 ma fu poi lasciato cadere dal NBI, la stessa agenzia che poi ha arrestato Maria Ressa, perché era passato il periodo di un anno per una denuncia di diffamazione. Nel 2018 NBI comunque riapre il caso.

“Questo arresto giunge due mesi dopo che Maria Ressa versò una cauzione per accuse di frodi fiscali che a suo dire erano state prefabbricate”.

Per queste accuse di frode fiscale il rischio è di dieci anni di carcere, mentre per la diffamazione la sentenza al carcere arriva fino a dodici anni.

In precedenza Rappler era stato attaccato pubblicamente da Duterte che accusava il sito di essere finanziato dagli americani e le successive azioni del Ministero della giustizia portarono alla revoca della licenza del sito.

L’Unione Nazionale dei Giornalisti Filippini ha denunciato l’arresto di Maria Ressa “sulla base di accuse chiaramente manipolate come un atto spudorato di persecuzione di un governo prepotente”.

“E’ chiaro che il ministero della giustizia ha piegato la legge accusando Maria di un reato presumibilmente commesso prima che divenisse reato con questa legge.

Questo governo, guidato da un uomo che ha provato essere contrario alle critiche e al dissenso, ora prova che giungerà fino al ridicolo per costringere con la forza al silenzio un giornale critico e penalizzare la libera espressione e il libero pensiero.

arrestata Maria Ressa
Agenti della NBI negli uffici di Rappler a Pasig

Anche quando siamo certi che terranno duro stiamo dalla parte di Maria e dei nostri colleghi a Rappler e invitiamo tutti i colleghi che valutano il lavoro che facciamo e ritengono che l’indipendenza sia essenziale a stringersi uniti e resistere gli assalti chiari ai diritti e le libertà.

Invitiamo tutti i filippini che amano la libertà di stare dalla parte della stampa indipendente filippina a difesa dei diritti non solo dei media ma della gente. Perché nel sopprimere la stampa si calpesta il diritto a sapere delle persone. Direzione nazionale.

Il portavoce del palazzo presidenziale, Salvador Panelo, ha negato che questa sia una questione di libertà di stampa e di pensiero invitando Maria Ressa ad affrontare le accuse e difendersi

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