ASEAN: Saluti a Khun Surin e auguri all’ASEAN

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surinC’è un volto con cui in tanti identificano l’ASEAN oggi ed è quello del segretario generale dell’ASEAN uscente Surin Pitsuwan. Lui, Khun Surin, ha presieduto l’organizzazione in uno dei suoi momenti storici più critici ed ha trattato le sfide immense e complesse, sia esterne che interne, che la regione si è trovata di fronte.

Il fatto che dieci paesi membri si siano meglio integrati nonostante i grandi fattori che tendono a dividerla, e che l’organizzazione ha visto crescere la propria statura nella regione e nel mondo non può essere separata dal ruolo effettivo che Khun Surin ha avuto si da quando si è spostato il primo gennaio 2008 al segretariato dell’ASEAN a Giacarta.
Ci mancherà molto quando lascerà l’ufficio dopo i suoi cinque anni. E’ stato il più efficace di tutti i segretari che sono venuti ed andati dal 1976. Un politico e studioso di formazione, l’ex primo ministro thailandese non ha solo dato prestigio al suo compito ma ha anche aiutato la crescita dell’ASEAN fino ad essere prominente sia a livello regionale che internazionale.

E’ stato colui che ha spinto fino al limite del suo compito istituzionale, l’uomo giusto al posto giusto, al momento giusto, con un buon rapporto di lavoro con i presidenti dell’ASEAN che ogni anno cambiavano compresa l’Indonesia nel 2011.
Potrebbe spiegare l’ASEAN e la spinta attuale verso la comunità del Sudestasiatico, a partire dal 2015, con una tale eloquenza e profondità non solo agli esterni ma più importante alla gente di questa regione che non sono del tutto convinti dell’idea della comunità.
La Carta de ASEAN che è diventata il fondamento su cui costruire la comunità è diventata operativa nel dicembre 2008 per fornire a lui le basi su cui incoraggiare i stati membri ad accellerare il processo di integrazione regionale.
In molte interviste ai media, Khun Surin la considerava la sfida più grande con cui avesse a che fare negli ultimi cinque anni. Sua opinione i paesi dell’ASEAN non si muovono secondo l’opportuna velocità nella spinta della comunità. I capi dell’ASEAN per esempio si erano dichiarati d’accordo a posporre il lancio della comunità dell’ASEAN alla fine, piuttosto che all’inizio del 2015.
Khun Surin ha anche lavorato in modo efficace con le differenze presidente dell’ASEAN nella diplomazia di ingaggio costruttivo verso la Birmania per spingere la sua giunta militare ad aprirsi politicamente.

Il cambio drammatico nella politica birmana di quest’anno non può essere separato dall’approccio da carota e bastone dell’ASEAN, compreso il fatto di negare al regime il diritto di presiedere l’ASEAN finché non avesse mostrato sforzi genuini di dare più libertà politica alla sua gente. La Birmania sembra ora destinata a prendere quel posto nel 2014.
Neio prossimi anni l’ASEAN si troverà di fronte a sfide ugualmente complesse quali le dispute di frontiera tra i paesi membri e le questioni territoriali tra alcuni stati membri e la Cina nel Mare Cinese Meridionale. Insieme all’integrazione regionale e alla comunità dell’ASEAN, saranno questi temi che prenderanno molto del tempo del nuovo segretario generale, il Vietnamita Le Luong Minh. Sarà capace l’ASEAN ad affrontare queste sfide? Si formerà davvero nel 2015 la comunità dell’ASEAN?

Forse i capi dell’ASEAN prenderanno in considerazione le raccomandazioni di Khun Surin di fornire al segretariato un mandato più forte con una maggiore autorità nel rappresentare e nell’agire per conto del gruppo. Per quanto bravo ed efficace, ha crduto che avrebbe potuto fare molto di più se l’ASEAN avesse cambiato il suo meccanismo difficile di presa di decisione attraverso il consenso.
Il fatto che l’ASEAN sarà presieduto da stati più piccoli nei prossimi tre anni fino al 2015, Brunei, Birmania e Laos, è un’altra ragione in più del fatto che l’ASEAN ha bisogno di un segretario generale più attivo ed efficace.
Considerata la sua statura ed esperienza siamo sicuri che non abbiamo visto le ultime cose di Khun Surin quando lascerà formalmente Giacarta la settimana prossima. Ci sono tanti lavori che lo attendono, sia in Thailandia che nelle organizzazioni internazionali. Se si pensa al suo forte impegno nella regione come visto negli ultimi cinque anni, l’ASEAN farebbe bene a conferirgli un posto importante di consultazione per la spinta alla nascita della Comunità. Dovunque vada gli auguriamo tutto il bene possibile. Grazie Khun Surin
JakartaPost.com

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