ASEAN tra tentazioni autoritarie e aspirazioni democratiche

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Per gli indonesiani, le tecniche di manipolazione impiegate dal capo di stato malese Najib Razak per vincere le prossime elezioni generali ricordano molto dei giochi sporchi del presidente indonesiano Suharto nel suo governo durato 32 anni.

tentazioni autoritarie

Sfortunatamente il PM Razak non è l’unico dei capi di stato dei dieci paesi del ASEAN ad adottare questa strategia.

Sin dal 1999, l’Indonesia ha avuto quattro elezioni presidenziali democratiche, tre delle quali furono dirette. L’anno prossimo si terranno in contemporanea e elezioni presidenziali e legislative.

Da paese maggiore del ASEAN, l’Indonesia ha un obbligo costituzionale a condividere in modo persuasivo la sua esperienza di democratizzazione con i propri vicini.

Come tanti hanno osservato, continuiamo a ad inciampare e restare vulnerabili al rischio di tornare indietro piuttosto che andare avanti; e invitiamo con forza i concittadini del ASEAN a restare scettici di fronte all’ascesa di capi di stato che non siano controllati efficacacemente.

Quello che accade in Malesia davvero preoccupa. I suoi capi sanno molto bene come trarre beneficio dalle divisioni nella società, dove Malay e musulmani sono trattati da cittadini di prima classe secondo la sua costituzione.

Opprimere l’opposizione, manipolare le paure della maggioranza Malay contro le minoranze potenti economicamente, riscrivere le regole delle elezioni, controllare i media sia tradizionali che sociali. Il PM Razak ha usato e continuerà ad usare tattiche così primordiali per vincere le prossime elezioni. Il caso di corruzione 1MDB che lo ha presumibilmente coinvolto insieme alle persone intorno a lui, accuse che lui rigetta, è stato efficacemente insabbiato.

Come Suharto, Razal ha efficacemente annullato persino la possibilità più piccola perché l’opposizione partecipi alle prossime elezioni parlamentari. Il governo ha impedito al partito dell’ex primo ministro Mahathir Parti Pribumi Bersatu Malaysia (PPBM) di correre contro la coalizione di governo del Barisan Nasional, BN, nelle prossime elezioni.

E’ tragico che l’anziano Mahathir che governò la Malesia dal 1981 al 2003, sia la sola alternativa possibile dell’opposizione. Razak apprese da Mahathir come trattare minoranze ed opposizione.

In Cambogia il premier Hun Sen, che è al potere sin dal 1985, ha anche represso senza grazia alcuna i rivali poltici ed ha dichiarato apertamente la propria intenzione di restare a vita al potere. Il partito di Hun Sen, partito del popolo cambogiano CPP, vinse una vittoria totale alle elezioni di febbraio.

La situazione thailandese è persino peggiore, dove i militari continuano a rifiutarsi di trasferire il potere ai civili. Il capo della giunta generale Prayuth Chanochoa, che rovesciò il governo democraticamente eletto del primo ministro Yingluck nel maggio 2014, si nominò in seguito primo ministro.

Precedentemente i militari avevano costretto Thaksin Shinawatra a dimettersi nel 2006. I militari hanno fatto non meno di 12 golpe dal 1932.

Fino a quando i Thai permetteranno di essere governati da una dittatura?

Il nostro messaggio è molto chiaro: nonostante le tentazioni autoritarie condivise di permettere a uomini forti di governare invece di lavorare sugli aspetti essenziali della democrazia, ASEAN deve essere un esempio per il mondo dove il popolo mantiene la sovranità suprema nel proprio rispettivo paese.

Jakartapost.com

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