Assistenza sanitaria universale in Thailandia: un diritto esercitato responsabilmente?

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Nel 2002 fu introdotta la assistenza sanitaria universale dal governo del Thai Rak Thai di Thaksin Shinawatra. Denominata come il programma di salute a 30baht, in riferimento al costo di ogni visita medica, lo schema diede a 49 milioni di persone, che vivevano al di sopra al di sotto della linea di povertà, quasi accesso libero ai servizi di salute.

Il programma di assistenza sanitaria universale fu accettato in modo entusiasmante dai poveri della provincia, specie nel nord e nordest, la base politica del Pheu Thai e del predecessore Thai Rak Thai. Questo programma resta un punto fondamentale della piattaforma del Pheu Thai che gli permette di mantenere il sostegno e la popolarità descrivendosi rappresentanti dei poveri delle province.

Sin dal 2002 si è caricata politicamente la discussione sulla revisione della assistenza sanitaria universale divenendo una questione delicata. Sempre più persone hanno cominciato a percepire la salute come un diritto assoluto con scarsa considerazione alla responsabilità individuale.

Questo ha acceso preoccupazione sulla spesa pubblica sul programma.

E’ innegabile che sia necessario un progetto di sanità universale ed esso fu originariamente introdotto per applicare la sezione 52 della costituzione del 1997. In quel tempo non si era totalmente consci che la assistenza sanitaria universale fosse un diritto costituzionale che lo stato deve applicare.

Gran parte dei sostenitori del Pheu Thai percepirono la salute universale come un dono dal partito, non riuscendo a comprendere che era un dovere e responsabilità dei propri rappresentanti di perseguire tale politica. Questo permise al partito di creare un legame personale con loro che è tipico della cultura politica thai indipendentemente da chi è al governo.

Sin dal 2014 la giunta NCPO ha cercato la riforma della legge della salute universale per introdurre un progetto di compartecipazione alle spese. Molti ospedali e dottori lamentano il peso finanziario sul sistema e affermano che la gente è stata viziata dal progetto facendo troppe visite all’ospedale oltre il necessario.

E’ comunque un punto di vista troppo semplice vedere le crescenti visite all’ospedale per concludere che il progetto di salute universale ha viziato la gente, poiché i costi non sono solo la bolletta medica per i poveri delle province.

I pazienti, particolarmente i poveri delle province, hanno delle spese ogni volta che cercano un trattamento medico, come il viaggio e le entrate perse perché non si è lavorato. Tali spese sono un peso finanziario serio per tanti pazienti e comporta che i poveri delle campagne non riescono ad accedere al trattamento ospedaliero anche quando ne hanno bisogno. Questo fatto in genere non viene riconosciuto nel dibattio sulla salute universale tra i dottori e la classe media.

“Devo alzarmi a notte fonda per arrivare qui presto per la fila” dice un abitante di villaggio che ha viaggiato dal suo distretto di Khemarat all’ospedale di Ubon. “Viaggiare da una zona nascosta delle provincia fino all’ospedale non è facile. Talvolta dobbiamo affittare un mezzo che ci porti all’ospedale. Ci sono tante cose che dobbiamo pagare per arrivare qui. Pagare quei 30 baht o meno ci aiuta davvero.”

Si deve considerare la sanità libera ed un diritto per i poveri della provincia, quel 10.4% della popolazione che vive al di sotto della soglia di povertà, ma non per tutti. Per chi può permetterselo la salute deve essere considerata una disponibilità per cui applicare un progetto di compartecipazione.

In aggiunta, la Thailandia comincia ad invecchiare con 11% della popolazione, 7.5 milioni di persone, oltre i 65 anni. La Banca Mondiale stima che la cifra salirà a 17 milioni di persone nel 2040.

La spesa pubblica per la salute crescerà certamente di conseguenza, una bella sfida per cui il governo deve prepararsi.

L’introduzione del progetto di compartecipazione da parte della giunta NCPO ha un senso finanziario. La validità comunque del progetto è minata dalle priorità fissate per la spesa pubblica sotto questa amministrazione.

NCPO ha dimostrato che la sua spesa spesso non è sincronizzata con i bisogni di milioni di thai. Tra gli ultimi esempi vi è la spesa di 393 milioni didollari per i sottomarini presi dalla Cina e l’accordo per acquistare 4 elicotteri Black Hawk dagli USA. LA giunta afferma che sono importanti per la sicurezza nazionale nonostante la nazione non sia in guerra.

Nel discorso del 2016 all’ONU il primo ministro Prayuth illustrò l’importanza della spesa sanitaria:

“Abbiamo anche una politica continua di dare servizi sanitari di qualità a tutti.”

Quindi dove sta ora la priorità governativa, con la sicurezza nazionale o con quella umana?

E’ una domanda importante a cui deve rispondere la giunta militare. Può un paese essere sicuro senza una popolazione in salute? Può prosperare con una popolazione che è lasciata preda delle malattie?

Un’altra domanda importante è fino a che punto il progetto di compartecipazione può ridurre efficacemente il peso finanziario pubblico ella salute. Non è solo una questione di priorità di spese, comunque, ma anche di giochi politici in cui i politici giocheranno un ruolo importante. Dare benessere sociale è sempre bene per i politici e chi gestisce il potere perché tali politiche aiutano ad assicurarsi il mantenimento della popolarità.

Non è stato ancora deciso fino a quanto i singoli individui dovranno contribuire allo schema di compartecipazione. Questo schema comunque non devono diventare una barriera di accesso alla salute per chi vive nella povertà.

Titipol Phakdeewanich rettore di Scienze Politiche presso la Ubon Ratchathani University, Nationmultimedia

 

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