Attacco dell’insorgenza in un ospedale di Cho Airong

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Un attacco dell’insorgenza in un ospedale di Cho Airong a Narathiwat è un crimine di guerra che pone anche sotto scrutinio la presenza delle forze di sicurezza dentro scuole, ospedali e templi, rischiando di trasformare i civili in scudi umani.

Domenica mattina 30 militanti dell’insorgenza meridionale thai hanno attaccato a Cho Airong una base militare dei rangers, che si trova di fronte all’ospedale del distretto di Cho Airong, nel quale poi si sono rifugiati e da dove hanno continuato a sparare sui militari che sembrerebbero non aver risposto al fuoco.

Attacco dell'insorgenza in un ospedale di Cho Airong

Dopo che i militanti sono fuggiti nella giungla dietro lo stesso ospedale, si sono contati sette feriti tra i ranger e sono stati recuperati 500 proiettili esplosi dall’insorgenza. In precedenza c’era stato un altro attacco alla polizia della locale stazione ferroviaria.

Questo attacco dell’insorgenza dentro un ospedale di Cho Airong è stato condannato con forza da varie organizzazioni dei diritti umani, come un crimine di guerra, e da molti capi comunità e musulmani del distretto di Cho Airong che hanno tenuto una manifestazione pubblica di condanna.

Per Human Rights Watch l’attacco ad un ospedale è un crimine di guerra ed ha invitato tutti la non portare nel conflitto i centri di salute.

Va altresì notato, senza con questo voler discolpare l’insorgenza di quello che è un crimine di guerra, che è una politica dello stato thailandese istituire basi militari dentro scuole, templi o vicino ospedali.

“Mettere gli ospedali a rischio di attacco minaccia la vita dei pazienti, dottori e lavoratori della sanità in tutto il meridione thailandese. L’insorgenza si deve pubblicamente impegnare a porre fine attacchi contro strutture sanitarie” ha dichiarato Brad Adams di HRW.

Duayjai Group, Cross Cultural Foundation (CrCF) e Patani Human Rights Organization hanno emesso un comunicato di condanna dell’attacco:

Ogni operazione armata che mira ad uccidere personale medico, pazienti e persone ferite come pure danni alle strutture ospedaliere, equipaggiamento e ambulanze è una violazione della legge umanitaria internazionale ed è totalmente inaccettabile. Lo stato e i gruppi armati non statali e tutte le parti devono aiutare e proteggere ed assicurare il minimo impatto delle operazioni militari sul personale medico. E’ fermamente condannato ogni atto inteso ad ostruire o impedire l doveri del personale medico” ha detto Anchana Heemmina del Duayjai Group.”

Scrive Achara Ashanagachat sul Bangkok Post:

L’incursione degli insorti nell’ospedale della provincia di Narathiwat di domenica mostra che i dialoghi di pace tra i rappresentanti di Bangkok a maggioranza buddista e i separatisti malay musulmani devono ancora fare tanta strada. Lo dicono la società civile e gli analisti politici.

Ma questi attacchi in violazione della legge internazionale umanitaria e dei principi umanitari screditano chi li compie.

“Gli incidenti dei mesi scorsi hanno fatto sorgere dubbi se i dialoghi di pace vanno di fatto avanti” dice Tuwaedaniya Tuwaemae-ngae di Academy of Patani Raya for Peace and Development. “I recenti attacchi hanno mostrato che l’insorgenza vuole ancora ricorrere a tattiche convenzionali come la violenza e non la pace”.

L’insorgenza ha segnato il 59°anniversario del BRN con 3 attacchi coordinati nel distretto Cho Airong di Narathiwat, uno che ha coinvolto 30 persone armate e uomini mascherati che hanno assaltato l’ospedale di Cho Airong, preso in ostaggio un’infermiera incinta, costretto la collega a cancellare il database dei pazienti e aperto il fuoco sui ranger dal terreno dell’ospedale.

Due settimane fa i separatisti hanno dato luogo ad una grossa esplosione a Pattani proprio mentre i negoziatori dei militari vantavano dei progressi nei colloqui.

Una autobomba con 100 kg di esplosivo è detonata vicino ad una stazione di polizia di frontiera facendo dieci feriti tra i quali cinque civili. L’auto era stata rubata ad un uomo che era stato sparato.

“I militanti possono colpire dove quando vogliono” ha detto Abu Hafez del BIPP che fa parte di MARA Patani impegnata nei dialoghi di pace col governo militare. “Finché non c’è un accordo sul tavolo di pace la storia non cambierà”

L’attacco ha posto l’insorgenza in cattiva luce e persino i gruppi della società civile, di solito molto distanti dalle autorità, hanno condannato l’attacco dell’insorgenza.

“Mentre si spera che i colloqui vanno avanti, vorremmo che tutte le parti esprimano il ostegno per la pace” ha detto Waeromlee Waebula, presidente di Kampong Takwa.

La Commissione Nazionale dei diritti umani ha definito l’attacco inumano e illegittimo, ed ha ringraziato le truppe per aver esercitato autocontrollo e non aver risposto al fuoco di chi si nascondeva nell’ospedale. “Tutte le parti devono rispettare il personale e le strutture sanitarie”.

Secondo Rungrawee Chalermsripiyorat, analista della sicurezza, ha suggerito di non vendicare l’atto per attrarre simpatia e cooperazione dalla gente. “E’ una battaglia per la legittimazione. L’insorgenza deve spiegare perché usavano ospedali come scudo”.

Jularat Damrongviteetham di Peace Resource Collaborative ha invitato i militari a riconsiderare la presenza militare nelle scuole, templi e ospedali che hanno reso queste strutture facili ad attacchi militanti. “Capisco che la gente si senta rassicurata se c’è personale militare a proteggerli ma d’altro canto la presenza militare aumenta i rischi per loro e li rende anche vulnerabili come scudi umani”

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