Attenti alla falsa pace della giunta militare del Myanmar

Mentre la giunta militare birmana si fa portavoce di una propria iniziativa di falsa pace in cui pochissimi credono, si hanno notizie di una prossima apertura di un nuovo fronte di guerra contro l’armata etnica Arakan Army nel Rakhine che finora si è tenuta lontana dalla guerra civile in atto, attenta a radicarsi ancor di più nel suo stato.

Buthidaung Township Myanmar Now

Sarebbe arrivata una nave militare nel porto fluviale di Rathedaung con armi e apparati militari mentre a Sittwe sarebbero arrivati vari aerei cargo con altri analoghi rifornimenti.

“La situazione è calma al momento ma i militari inviano altri rifornimenti. Le tensioni qui tra i gruppi armati ci rendono sempre più difficile andare al lavoro” ha detto un abitante del Rakhine a MN, mentre Arakan Army ha detto nei giorni scorsi di prepararsi alla ripresa degli scontri in ogni momento.

Notizie peggiori si hanno dalla città del Nord Rakhine di Kyauktaw dove i militari che stazionavano vicino ad una pagoda, che ha visto aumentare il numero di militari stazionati, hanno aperto il fuoco con una trentina di colpi di artiglieria pesante su due campi profughi senza che ci fossero stati scontri mandando nel panico la gente dei campi che sono lì dagli ultimi scontri del 2020 tra Arakan Army e Tatmadaw.

Nel quadro del rafforzamento delle proprie posizioni nel Rakhine, i militari birmani hanno occupato moltissimi posti storici e religiosi, pagode e moschee, contro il parere dei religiosi, creando terrore nella gente.

Su questa iniziativa di falsa pace dei militari del Tatmadaw, che dopo la presa del potere col golpe del 1 febbraio 2021 hanno lanciato una guerra contro la propria popolazione, traduciamo un articolo apparso su FULCRUM.org

Attenti alla falsa pace nel Myanmar

Nonostante la retorica recente del Consiglio di Amministrazione dello Stato di ricercare colloqui di pace con le organizzazioni armate etniche nel Myanmar, la prospettiva di una vera pace resterà elusiva fino a quando i generali venderanno sempre lo stesso vino vecchio nei nuovi otri.

Nel suo intervento televisivo pubblico il primo dell’anno birmano, 17 aprile 2022, il generale Min Aung Hlaing capo del Consiglio di Amministrazione dello Stato, SAC, ha annunciato un piano per designare il 2022 come anno di pace. Poi ha invitato i capi delle organizzazioni armate etniche del paese per discussioni a viso aperto.

falsa pace nel Myanmar
Photo: STR/ AFP

Scopo dichiarato delle discussioni è di risolvere il conflitto decennale tra le organizzazioni armate etniche, OAE, ed il governo centrale affinché tutte le etnie possano godere dell’essenza della pace.

Non ci sono dubbi che i militari birmani vogliano un cessate il fuoco con le organizzazioni armate etniche in un momento di crisi completa della sicurezza nel Myanmar centrale che chiede l’attenzione del SAC. Comunque SAC è più preoccupato della propria sopravvivenza che di una pace nazionale vera.

Dal golpe di febbraio 2021, è chiaro che uno degli imperativi della giunta è impedire una coalizione tra le insorgenze etniche esistenti ed il movimento di resistenza contro la giunta che porrebbe una minaccia reale alla sopravvivenza della giunta stessa.

L’invito pubblico fatto da Min Aung Hlaing a nuovi colloqui di pace con le OAE giunge in un momento di accresciute pressioni militari sulle forze del SAC da parte delle PDF, forze di difesa popolare, il braccio armato del Governo di Unità Nazionale NUG di opposizione nelle regioni a maggioranza Bamar del paese.

Questa tattica dei militari di fare accordi di pace con le OAE in tempi di crisi di legittimità e sicurezza non è una strategia nuova della giunta. Dopo la presa del potere militare nel 1988 nel mezzo della resistenza pubblica diffusa, l’allora giunta dello SLORC fece degli accordi non ufficiali di cessate il fuoco con varie organizzazioni armati che lottavano contro i militari da decenni.

Tra il 1989 e 1997, lo SLORC fece accordi di cessate il fuoco con 17 organizzazioni tra le quali i grandi gruppi del MNDAA, UWSA e KIO. La motivazione iniziale della giunta nel fare questi accordi era di isolare le minacce dai movimenti democratici e l’opposizione armata etnica nelle aree urbane e nelle aree di confine.

Mentre gli anni 90 andavano avanti la sua motivazione cambiò verso il mantenimento di accordi di pace esistenti e la creazione di nuovi come possibili fonte di legittimazione. Sebbene lo SLORC non avesse guadagnato alcuna legittimità agli occhi di tutti, riuscì a persuadere i gruppi del cessate il fuoco a partecipare alla convenzione nazionale del 2004 organizzata da loro che stese la nuova costituzione.

Il SAC di Min Aung Hlaing cerca probabilmente una “nuova pace” con le OAE per poter sconfiggere la resistenza democratica contro la giunta e ripristinare la propria legittimità.

Comunque questa sua proposta di pace ha incontrato la fredda resistenza dalla maggioranza dei gruppi. 10 OAE hanno accettato di incontrarlo ma la maggioranza è fatta di piccoli gruppi privi di importanza.

Le uniche tre che hanno una forza significativa e che hanno dato la propria disponibilità a partecipare sono UWSA, RCSS Restoration Council of Shan State e SSPP Shan State Progressive Party.

Di queste tre solo SSPP è in un conflitto armato con la giunta dal 2021, ma gruppi che combattono con forza contro la giunta da un anno e mezzo, come Karen National Union (KNU) in the sudest del paese, il Karenni National Progressive Party (KNPP) ad oriente, the KIO inel nord e il Chin National Front (CNF) ad occidente, hanno rigettato l’invito ai colloqui di Min Aung Hlaing.

Il panorama politico del Myanmar è cambiato in modo significativo negli ultimi trentanni e la vecchia strategia della pace potrebbe non funzionare come prima nel pacificare le OAE in un periodo di crisi.

Alla fine degli anni 80 di fronte alle proteste urbane i militari del Myanmar non erano i soli ad essere disperatamente alla ricerca di un cessate il fuoco. Anche le OAE sentivano la fatica di combattere da decenni.

Specialmente negli anni 90 i militari del Myanmar avevano ripreso la posizione di comando e poterono fare pressioni sulle OAE per fare dei cessate il fuoco temporanei. Di contro la giunta attuale non ha neanche quel vantaggio e non si può permettere di fare la guerra su più fronti nel Myanmar centrale e sulle frontiere.

Inoltre molte OAE vedono ora dei ruoli per se stesse al di là del combattere per gli interessi dei gruppi etnici che rappresentano.

Nel contesto emerso dopo il golpe del febbraio 2021 queste organizzazioni hanno partecipato allo sforzo di dare una nuova forma alla politica nazionale. Sono sotto la pressione pubblica a non fare colloqui con la giunta se non è in discussione una vera costituzione federale.

Di questo trentanni fa non se ne parlava perché le OAE erano più attente al controllo del territorio e agli interessi etnici più ristretti che li rendeva più favorevoli ad accordi di pace limitati. Mentre questo è ancora vero per alcuni gruppi come UWSA, poco interessato alla politica nazionale, alri come il KNU hanno allargato la loro prospettiva e si vedono come difensori della democrazia e del federalismo. Hanno ragioni per temere che accettare l’invito di Min Aung Hlaing erodi la fiducia in loro e la legittimità.

Per poter raggiungere una pace duratura, il SAC non può tirare fuori accordi opportunistici che servano interessi meschini senza affrontare le questioni nazionali sottostanti nel modo in cui gli accordi passati del SLORC funzionavano.

Cionondimeno l’attuale giunta del Myanmar sembra meno preoccupata di una pace genuina di quanto lo è della propria sopravvivenza.

Sebbene Min Aung Hlaing abbia citato democrazia e federalismo varie volte nei discorsi, la sua retorica manca sia dei piani concreti che di una chiara visione.

Accordi di pace che non sono inclusivi, centrati sulle popolazioni e trasparenti faranno più male che bene al futuro del Myanmar. Sono anche destinati a fallire.

Htet Myet Min Tun, FULCRUM.org