Attese impossibili e false speranze nei nuovi colloqui di pace

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Mentre le autorità thailandesi si preparano a ravvivare i colloqui di pace nel lontano meridione, emergono già vari segnali da entrambe le parti che indicano che continuerà il pantano di attese impossibili e false speranze.

arresto di due ranger paramilitari

Dopo la sospensione dei colloqui dello scorso anno, molte parti fondamentali nel conflitto considerano l’ultima mossa di Bangkok di stabilire un nuovo comitato che gestisca i negoziati poco più di uno sforzo di cambiamento di marchio.
Il gruppo del Barisan Revolusi nasional, BRN, che è la controparte principale delle autorità, è stata attaccata dai suoi propri membri per non avere né cervello né ossa, un chiaro riferimento alla sua mancanza di unità e perché manca di una chiara strategia per accrescere la sua capacità di contrattazione.

Il generale Akanit Muansawat, il capo negoziatore per la Thailandia ed un veterano della lotta contro l’insorgenza meridionale, ha sfidato il BRN a razionalizzare la propria organizzazione e consolidare la strategia per poter essere in una posizione migliore per negoziare con le autorità thailandesi.
Ma non sono solo i residenti della regione meridionale a dubitare della nuova struttura dei colloqui di pace. Gli ufficiali che hanno a che fare con la violenza di oltre un decennio, che ha lasciato 6159 persone morte ed oltre 11 mila feriti, sono anche scettici.

Attese impossibili e false speranze nei nuovi colloqui di pace  pace nel profondo meridione

Uno dei punti più contenziosi resta sempre chi sono le persone a cui dovrebbero parlare le autorità governative. “Il nuovo capo negoziatore e il NSC sono familiari con una fazione del PULO di cui Kasturi Makhota è un portavoce ma che non hanno diretti legami con il BRN che controlla i militanti più influenti e potenti sul terreno” stando alle dichiarazione di un giovane capo legato al BRN.
Prima della sospensione dell’ultimo incontro BRN NSC a metà dello scorso anno, una fazione del PULO rappresentato da Lukman Binlima sedeva già al tavolo del negoziato insieme alla delegazione del BRN guidata da Hassan Tayib.
Dopo lo scoppio di una bomba vicino alla Università Ramkhamhaeng nello scorso maggio, che alcuni credono legata alla violenza nel meridione, furono fatti sforzi per includere anche la fazione del PULO di Kasturi nella delegazione del BRN, facendo così nascere la domanda su quali altre fazioni includere. Ci sono anche le fazioni di Samsudin Khan, quelli che rappresentano il Barisan Islam Pembebasan Patani, BIPP, Il fronte di liberazione islamico di Patani e il Gerakan Mujahidden Islam Patani, CMIP.

Secondo il giovane capo della rete del BRN, il consiglio esecutivo del BRN, DPP, i cui membri sono anziani che vivono per lo più in Malesia per evitare i mandati di arresto in Thailandia, devono ancora trovare una strategia migliore per trattare con uno stato thailandese che si indebolisce. Le divisioni interne rendono difficile formare un fronte unito.
“E’ nella loro natura non comunicare tra loro. Quelli che ora sono per i colloqui di pace ora stanno parlando e portando avanti la loro agenda, ma altri non sono riusciti a raggiungere i propri obiettivi. Quindi ora si stanno screditando a vicenda o solo istigano attacchi di terrore contro obiettivi a caso, se non possono attaccare le forze di sicurezza lo faranno contro i civili”.

Una fonte militare che ha conoscenza dei colloqui disse: “Se la Thailandia potesse esprimere una lista dei desideri che la Malesia possa soddisfare e collegarsi direttamente, direi, i capi superiori del comando Abdul Munee o Poh Suloh e Dulloh Waemonoh, o mettere dentro i capi spirituali come Sapaing Baso a cui dare qualche salvacondotto, poi possiamo dire di stare sul cavallo giusto. Abbiamo bisogno di chiederci se vogliamo solo comprendere o se vogliamo qualcosa in più di questo. Se vogliamo solo una opera di relazione parlare con tutte le fazioni va bene. Ma se davvero vogliamo negoziare per la pace, abbiamo bisogno che entrino in gioco la parte militare, politica e spirituale del BRN.” ha detto la fonte anonima delle forze armate thai.

Un intermediario a favore dei colloqui della parte dei separatisti ha ammesso che il cosiddetto Processo di pace di KL, iniziato il 28 febbraio del 2013, non ha fuso bene le due parti e “ogni parte ha offerto le proprie richieste in modo prematuro”.
“Sebbene ci siano dalla nostra parte molti gruppi” sostiene questo intermediario “è in atto un’iniziativa per organizzare e unificare la gerarchia e le forze di chi lotta per una ‘Comunità Malay di Patani’, PMC, che servirà come un corpo di avanguardia che rappresenti tutti i gruppi, grandi e piccoli. Nel futuro le autorità thai avranno di fronte questo PMC e non solo il BRN come nel passato”

Il vice direttore della Academy of Patani Raya per la pace e lo sviluppo, Lempar, Tuwaedaniya Tuwaemae-ngae, sostiene che il fine ultimo del movimento separatista resta l’indipendenza. Se il dialogo di pace diluisce o riduce la loro capacità di conseguire questo obiettivo useranno il terrorismo.
“Il fattore vincente per Merdeka, i separatisti, è la gente e finora hanno accumulato una massa critica di sostegno. Che siano colloqui o terrorismo, è solo un mezzo per un fine per loro”.

Achara Ashayagachat, C’è poca fiducia nei nuovi colloqui di pace meridionali, bangkokpost

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