Autoritarismo sofisticato dei militari birmani per restare attaccati al potere

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I militari birmani pensano ad un nuovo sistema elettorale per garantirsi con un Autoritarismo sofisticato di restare al potere in una parvenza di democrazia come in Thailandia

Il comandante in capo dei militari birmani, che lanciò un golpe un anno fa distruggendo le speranze di una riforma democratica e gettando il paese nel caos, oggi si mantiene al potere con la mera brutalità, ma prova anche a gettare le basi di un sistema politico che rafforzi il proprio governo.

Il golpe del primo febbraio 2021 fu dannatamente irrazionale. I militari avevano poteri politici e potenza economica vasti. La costituzione del 2008 dando loro il 25% dei seggi parlamentari garantiva un veto efficace sulla riforma costituzionale. Controllavano tre ministeri chiave come la difesa, gli interni e quello delle frontiere. Con i loro due grossi conglomerati e il controllo sulle risorse naturali erano il maggior attore economico.

massacro di Moso e autoritarismo sofisticato

Eppure il comandante in capo dei militari birmani Min Aung Hlaing ha rovesciato lo status quo, rovesciando il governo eletto a furor di popolo del NLD dopo che il partito filo-militare perse malamente le elezioni, la seconda umiliazione in cinque anni.

Senza portare alcuna prova i militari citarono una grossa frode elettorale che coinvolgeva un terzo dei 37 milioni di elettori, e cinque mesi dopo annullarono quelle elezioni.

La giunta militari, rinominatasi SAC ossia Consiglio di amministrazione dello Stato, ha i pieni poteri esecutivi e legislativi e controlla la magistratura. Ad agosto Min Aung Hlaing si proclamò primo ministro di un governo facente funzione che non ha intenzione di farsi da parte, sebbene i militari abbiano dimostrato di non sapere contenere la disobbedienza civile e la ribellione armata contro il golpe scoppiati in tutto il paese.

Sebbene le notizie riportino le atrocità quotidiane dei militari, è importante dare uno sguardo a come i militari intendano mantenersi al potere nel lungo periodo oltre alle misure repressive.

Autoritarismo sofisticato?

A febbraio 2021 Min Aung Hlaing e la sua giunta miravano ad emulare quello che i militari thai fecero col golpe del 2014 nella confinante Thailandia. Provarono a creare un paravento di democrazia con processi chiaramente democratici, ma crearono meccanismi, leggi e procedure che assicurassero il dominio militare della politica, bloccando tutti i tentativi di emendare il sistema.

Lo studioso australiano Lee Morgenbesser lo definisce autoritarismo sofisticato.

Al momento del golpe Min Aung Hlaing promise le elezioni entro un anno. Ad agosto 2021 le elezioni furono spostate ad agosto 2023 e la giunta ha sempre detto che le elezioni si sarebbero tenute se ci fosse stabilità.

E’ improbabile che i militari riusciranno a reprimere l’opposizione armata al loro governo. Ma se ci riuscissero, il SAC è fiducioso di poter avere un paravento di democrazia realizzando sei cose.

La prima è di eliminare NLD come rivale politico, cosa non facile, visto che ha appena vinto a man bassa le elezioni nelle due camere del parlamento.

Il regime arrestò velocemente Aung San Suu Kyi e gli altri leader. In totale ci sono 650 leader del NLD, la maggioranza dei quali sono ancora agli arresti alla fine di gennaio 2022.

Suu Kyi che ha 76 anni è stata condannata per sei accuse ad un totale di sei anni di carcere ed altre cinque accuse si stanno materializzando. Altri leader sono stati condannati a molti anni di carcere ed alcuni di loro anche per corruzione.

La speranza del SAC è di eliminare quei capi carismatici del NLD nel caso si tenessero le elezioni, anche sperando che molti di loro muoiano a causa della loro età avanzata, come già accaduto ad alcuni.

Il SAC ha anche detto che le future leggi elettorali vieteranno a persone condannate di correre per una carica ufficiale e dal golpe sono oltre 11700 le persone arrestate.

Gli arresti quindi, oltre a punire ed essere un deterrente per i militanti democratici, hanno anche implicazioni di lungo termine per quando si terranno le elezioni.

La seconda pagina tratta dalla sceneggiatura thailandese era di sciogliere del tutto NLD. Sebbene la giunta abbia annunciato una prossima azione legale contro NLD, è intervenuto il governo cinese invitandola a desistere.

Non è chiaro se accetteranno la domanda tacita di Pechino ma ci si deve attendere che NLD sarà intrappolato in una selva di regolamenti, sentenze di carcere e battaglie legali.

Terza cosa, i militari hanno preso il controllo dell’indipendente Commissione Elettorale dell’Unione, che ha sempre negato le frodi elettorali nelle elezioni del 2020, con la nomina del SAC di un ex giudice militare alla presidenza e con la nomina di tutti i membri. Questo permette la manipolazione delle elezioni, dei processi elettorali e della squalifica dei candidati.

Inoltre la giunta è determinata ad accusare oltre 2500 rappresentanti elettorali e del governo di frode elettorale nelle elezioni del 2020.

Cambio del sistema elettorale

Il quarto modo di cercare di restare aggrappati al potere è il cambiamento del sistema elettorale per passare dal sistema maggioritario che dà il segno al candidato o partito che conquista la maggioranza dei voti ad un sistema proporzionale.

Nelle elezioni del 2015 e 2020, che furono le prime elezioni libere dopo decenni, il partito dei militari USDP vinse meno del 10% dei seggi. Anche con la quota del 25% destinata ai militari nelle due camere del parlamento, non riuscì a impedire al NLD di avere una grande maggioranza. Perciò vuole cambiare il sistema elettorale.

Nelle elezioni del 2015 i militari tenevano 166 dei 664 seggi nella camera superiore e USDP vinse 42 seggi, con un totale del 32%. NLD vinse 390 seggi con il 59%. Vari partiti regionali vinsero il 9% dei seggi rimanenti.

Nelle elezioni del 2020 i militari con 166 seggi e USDP con solo 9 seggi raggiunsero un totale del 30% dei seggi. NLD vinse con 396 seggi aveva il 60% dei seggi mentre i partiti regionali avevano il restante 10%.

Nelle elezioni del 2015 NLD vinse il 57,7% del voto popolare, molto simile alla percentuale di seggi del sistema maggioritario. USDP comunque vinse il 28,2% del voto popolare ma appena il 7% del seggi divenendo così il secondo partito.

I militari credono che sommando il 25% dei seggi loro spettanti ai seggi del 28,2% derivante dai voti raggiungerebbero se non il controllo del parlamento almeno una posizione più significativa di quanto da loro avuto prima.

Ma del voto popolare delle elezioni 2020 non è mai stato pubblicato nulla. Ma appena dopo il golpe la commissione controllata dalla giunta annunciò che si sarebbe usato nelle future elezioni un sistema proporzionale.

Arma politica

Il quinto modo è che il SAC controlla il sistema giudiziario che usa come un’arma politica contro l’opposizione. Infatti quando un inerte sistema giudiziario appariva inaffidabile, come ha fatto il governo thai, il SAC ha usato i tribunali militari per giudicare i civili.

Infine i militari hanno cercato di restringere le libertà dei media e di internet per controllare il flusso delle informazioni. Dopo anni di progressi, il Myanmar è diventato il panorama di repressione peggiore del Sud Est Asiatico con l’arresto di 115 giornalisti e la condanna di 15 di loro. Ha revocato la licenza a 12 organizzazioni dei media ed ha cambiato la legge delle trasmissioni per reprimere il dissenso.

Il SA ha provato a limitare l’informazione sia chiudendo i servizi internet sia provando a renderli estremamente costosi. A fine gennaio ha provato a far passare una legge della sicurezza informatica che vieta le reti VPN e la moneta elettronica, che sono usati dai militanti democratici.

Ad un anno dal golpe il movimento nazionale di disobbedienza civile riesce a resistere al governo militare. Un governo provvisorio in esilio di opposizione non ha ancora il riconoscimento internazionale, ma ora riesce a dare servizi sociali essenziali ed ad organizzare l’insurrezione armata. Il paese è nel mezzo di una guerra civile.

Non è certo che i militari birmani riusciranno a stare al potere usando la sola forza bruta che fa solo accumulare rabbia nel paese e all’estero. Ma i militari stanno anche lanciando le basi per mantenere il potere.

Anche nel caso che i militari siano costretti a fare concessioni all’opposizione, spingeranno per queste misure da autoritarismo sofisticato.

Zachary Abuza, RFA

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