Avventura diplomatica di Joko Widodo a Kiev e Mosca, tra G20 e investimenti

Listen to this article

Nonostante tutte le parole spese, la ragione vera dell’ avventura diplomatica del presidente indonesiano Joko Widodo nella diplomazia mondiale con le visite a Kiev e Mosca è più salvare il summit del G20 a Bali del prossimo novembre ed affrontare una crescente crisi alimentare globale, che la troppo ambiziosa missione di provare a porre fine la guerra in Ucraina.

avventura diplomatica di Joko widodo
AFP

Ci dice moltissimo su quanto Widodo sia disposto a fare perché il summit diventi una pietra miliare simbolica nella sua presidenza nella speranza di portare altri bonus di investimenti esteri diretti in un’economia colpita molto dalla pandemia del Covid-19.

Mentre non ci sono conquiste sostanziose dai due suoi incontri faccia a faccia con Putin e Zelensky, non era in previsione una missione di pace in questo quinto mese di guerra.

Il presidente non ha mai mostrato prima un grande interesse nella politica estera che non abbia conseguenze sul piano economico, ma il suo sforzo di voler salvare il G20 ha costretto l’Indonesia a giocare un ruolo più costruttivo sul palcoscenico mondiale piuttosto che starsene a guardare.

Forse Widodo si è sentito punto da un commento di un parlamentare del suo partito PDI-P Effendi Simbolon che ad aprile scorso gli ha detto di avere un ruolo più attivo e non fare solo da “organizzatore di eventi”.

A Zelensky Widodo ha rinnovato l’invito di presenziare al G20, fatto prima via remoto, e ha portato un messaggio di Zelensky a Putin il cui contenuto è rimasto segreto.

I suoi colloqui a Mosca sembrano essere stati centrati sull’impatto dell’invasione sull’energia e sui prezzi alimentari dicendo ai giornalisti che con il nuovo raccolto in Ucraina resteranno intrappolati 77 milioni di tonnellate di grano nelle strutture di immagazzinamento del paese.

Per questo Widodo potrà vantarsi almeno di aver aiutato gli sforzi dell’ONU per riaprire un corridoio commerciale nel Mar Nero, attualmente suggellato dalla Marina Russa e dalle mine della difesa di Kiev.

Mentre Widodo volava a Mosca il 30 giugno, la Russia affermava di aver concluso la sua occupazione della strategica Isola dei Serpenti come un atto di buona volontà, ma Putin ha detto all’ONU che permetterà il passaggio sicuro del grano ucraino se l’occidente toglierà le sue sanzioni.

Quella è stata descritta come “diplomazia delle estorsioni” e non ci sono segni che il ritiro dall’isola dei serpenti porterà direttamente ad un accordo. Gli Ucraini dal canto loro sostengono che i Russi sono stati cacciati dall’isola con la forza.

Lo sperone roccioso che fu preso a febbraio dai russi è un punto di osservazione quando si arriva ad Odessa, il maggior porto profondo ucraino che gestisce un traffico cargo da 40 milioni di tonnellate l’anno, il 65% dell’intero commercio ucraino.

Widodo ha interesse nel liberare i carichi del grano. Più la guerra si protrae maggiori sono i rischi che la mancanza di farina spingerà le imprese locali ad aumentare il prezzo degli spaghetti istantanei, uno dei più famosi alimenti indonesiani dal prezzo molto importante per la politica.

Il suo governo da poco ha visto le proteste per la crescita del prezzo dell’olio di palma locale a causa della guerra con un suo conseguente breve divieto di esportazione e la rimozione dall’incarico del ministro Muhammad Lufti il 16 giugno.

Il Cremlino ha indicato che i colloqui hanno toccato la prospettiva di maggiori esportazioni russe di farina in Indonesia che l’anno scorso furono di 2995 tonnellate contro i tre milioni di tonnellate importate dall’Ucraina a compensare in parte le minori importazioni australiane.

Russia ed Ucraina costituiscono un terzo delle esportazioni mondiali di grano e la sola Ucraina può nutrire anche 400 milioni di persone. Ma il blocco di Mosca comporta che Kiev possa spostare solo 2 milioni di tonnellate al mese, appena il 60% meno del solito.

Un quinto degli ascensori per cereali dell’Ucraina è stato danneggiato durante la guerra o si trovano in territori occupati dai russi, mentre almeno 20 milioni di tonnellate della scorsa stagione restano intrappolati nei silos locali proprio quando i contadini portano i loro raccolti invernali.

Da invitato al summit del G7 nelle alpi bavaresi in Germania, Widodo ha potuto cogliere cosa c’è da aspettarsi al G20, se andrà avanti, con il presidente USA Biden e gli altri paesi alleati concentrati del tutto sull’Ucraina e sull’impatto delle sanzioni sulla Russia.

L’Indonesia ha condannato la guerra ma nel cavalcare la sua linea sottile diplomatica non ha voluto dissuadere Putin a presentarsi al Summit di Bali che nello scenario peggiore potrebbe essere boicottato da una maggioranza di paesi membri occidentali.

Sebbene Mosca fosse allora membro del G8 nel 1997 quando fu fondato, fu sospesa a tempo indefinito dopo l’annessione della Crimea nel 2014 e annunciò il suo definitivo ritiro tre anni dopo. Ciò è improbabile che su riproponga col G20.

Widodo sente il bisogno di muoversi con attenzione non solo per la storica posizione di non allineato del paese, ma anche perché molti paesi conservatori musulmani sostengono la Russia, una conseguenza della percepita attitudine ostile al mondo islamico dell’Occidente.

Molti però puntano il dito alla risposta iniziale all’invasione in cui si è evitato di definire la Russia paese invasore e in cui si invitano le parti a perseguire !una soluzione pacifica diplomatica” come se l’Ucraina fosse un paese che partecipare alla guerra.

“Una interpretazione generosa della missione la definirebbe un’esemplare della amata politica estera indipendente ed attiva” ha scritto il diplomatico australiano in pensione David Engel che guida il programma indonesiano del Australian Strategic Policy Institute.

“Giacarta non si stanca mai di riprendere la parte indipendente o non allineata della frase da quando le truppe russe hanno iniziato la loro brutale campagna” dice il diplomatico che indica come la visita alle due capitali in guerra sia la parte attiva della dottrina.

Gran parte degli analisti credono che Putin non andrà al Summit e Zelensky ha detto che non ci sarà se la guerra è ancora in atto, cosa che esclude una possibilità di un negoziato di pace faccia a faccia a Bali anche perché gli obiettivi ultimi del presidente russo sono ancora sconosciuti.

Secondo le agenzie, Widodo ha detto al premier italiano Draghi in un incontro a latere del G7 che Putin non andrà a Bali. Ma Mosca ha detto che la decisione deve essere ancora presa.

I diplomatici sono ora più ottimistici sul fatto che il summit si farà senza intoppi, mentre il nuovo premier australiano Anthony Albanese ha modificato la posizione del suo paese dicendo che si recherà a Bali senza alcuna condizione.

Altri paesi del G20 sembrano aver cambiato la propria posizione come la Germania il cui cancelliere Olaf Scholz ha detto alla televisione tedesca di non voler affondare il G20.

La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen si è spinta ancora oltre e ha detto che non ha escluso di sedersi al tavolo con Putin perché è importante “dirgli in faccia cosa pensiamo di lui”.

Nella foto ufficiale del G7 Widodo era tra Scholz e Biden il quale lo ha anche abbracciato in un gesto che i media di Giacarta hanno visto come il riconoscimento della sua nuova statura mondiale.

L’ex ambasciatore a Giacarta John McCarthy dice che se Putin si presentasse a Bali ci vorrà molta abilità da parte indonesiana per tenere l’incontro sul tema senza che sconfini in discussioni animate.

Un primo test lo si potrebbe avere nell’incontro dei ministri degli esteri del G20 il 7 e 8 luglio a Bali, tra cui ci sarà il russo Sergey Lavrov, che si terrà nel paradiso turistico pieno di polizia a Nusa Dua e che getterà le fondamenta del XVII summit delle potenze economiche occidentali.

Un portavoce del ministro degli esteri indonesiano ha detto che non è ancora chiaro se Lavrov potrà presenziare, ma se gli altri G20 dicono qualcosa, molti dei ministri semplicemente se ne andranno quando ci sarà il suo intervento.

La visita di Putin nel Turkmenistan del 29 giugno è stata la prima visita dall’inizio della guerra, ma la prospettiva di entrare in una stanza quasi vuota a Bali non piacerà a qualcuno che ora è definito come criminale di guerra.

L’attacco missilistico russo su un centro commerciale ucraino che ha fatto 18 vittime durante il secondo giorno del G7, è considerato come una prova ulteriore che Mosca prende di mira deliberatamente la popolazione civile per sfiancarla.

Oltre alla sua paura di prendere il Covid, c’è un’altra ragione importante per cui Putin vuole stare a casa. Con le sanzioni economiche che iniziano a mordere, potrebbe temere che un’assenza prolungata potrebbe portare ad un golpe del palazzo.

Sebbene avesse poco da mostrare per i suoi sforzi di intermediario, la chiamata finale di Widodo agli Emirati Arabi Uniti mirava ad ottenere la promessa dal Presidente Mohammed bin Zayed al Nahyan di un aiuto finanziario di 32 miliardi di dollari al progetto di spostare la capitale indonesiana da Giacarta al Kalimantano.

Il ministro Luhut Panjaitan è volato da Giacarta ad Abu Dhabi per preparare la visita, un’altra indicazioni della determinazione di Widodo a far decollare il progetto ambizioso prima che finisca il suo secondo mandato per il 2024.

Il governo ha spesso affermato che la UAE è pronta a dare 20miliardi di dollari di investimenti che dovevano arrivare attraverso il fondo sovrano Indonesia Sovereign Wealth Fund che così coprirebbe un buco finanziario lasciato dopo il ritiro della giapponese SoftBank all’inizio dell’anno.

Più che il G20, la nuova capitale, chiamata Nusantara, è potenzialmente una parte fondamentale del lascito che Widodo vuol dare per cementare il suo posto nei libri di storia e per dare un nuovo punto di bilancio dello sviluppo dell’arcipelago lontano dall’isola dominante di Giava.

John McBeth, Asiatimes

Taggato su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ottimizzato da Optimole