Bambini di strada nell’era di Rodrigo Duterte

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La vita dei 250 mila bambini di strada filippini, che è dura, diventerà persino più dura con il nuovo presidente del paese Rodrigo Duterte, il punitore, col rischio di maggiori sanzioni e arresti, meno diritti e persino il rischio degli omicidi extragiudiziali.

Dopo la sua vittoria elettorale Duterte ha reso dichiarazioni pubbliche che ci danno un’idea di come il paese potrà diventare durante la sua amministrazione. Il futuro sembra particolarmente duro verso il crimine.

I piani del presidente includono pene maggiori contro i criminali, sostegno agli omicidi sommari, coprifuoco per i minori e processo dei genitori i cui figli sono presi per strada. Per adeguarsi alle due ultime idee, la polizia in tutto il paese ha già iniziato a prendere i minorenni e le famiglie senza casa per le strade.

bambini di strada nell'era di DuterteNonostante la loro natura violenta ed extragiuridica, tali politiche, per chi ha osservato la nascita di Duterte, non sono sorprendenti. L’ex sindaco di Davao ha mantenuto questa stessa piattaforma in quella città per oltre 20 anni. I gruppi dei diritti lo hanno accusano di essere l’ideatore degli omicidi extragiudiziali a Davao, portati avanti dalle cosiddette squadre della morte. Le vittime possono essere spacciatori e sequestratori a ladri di vario genere.

Nel rapporto di Human Rights Watch tra le vittime sono anche inclusi i bambini di strada. La Commissione dei diritti umani Filippina ha stimato che da 19 fino a 206 persone uccise tra il 2005 e il 2009 erano bambini di strada. Ma le sette rielezioni consecutive come sindaco mostrano che gli elettori danno il benvenuto al suo approccio duro.

Mentre i piani di Duterte sembrano lo scenario peggiore per i bambini di strada, essi riflettono una continuazione di uno status quo. Persino prima di Duterte i bambini di strada erano descritti negativamente nel dibattito politico che li considera malvagi piuttosto che vittime.

Due discorsi dominano le politiche sui bambini di strada nelle Filippine, protezione del fanciullo e ordine pubblico. Entrambi sono contraddittori nei loro principi ma hanno condotto a simile spinte all’azione. Le leggi sui bambini nelle Filippine mostrano la tendenza a dipingere i bambini di strada o come bambini vulnerabili che meritano la protezione dello stato o come gruppo di bambini che sono una minaccia alla società semplicemente perché sono per strada.

Due articoli di legge articolano questi discorsi. Nel capitolo I della legge di giustizia giovanile , i bambini di strada sono catalogati come bambini a rischio, o anche che potrebbero commettere un crimine. La legge identifica nove caratteristiche di bambini a rischio che includono: essere un bambino di strada, essere abusati, negati, provenire da una famiglia disfunzionale, fuori della scuola e vivere in una comunità piena di crimine. Sono dei modi tipici di descrivere i bambini per strada.

Comunque nell’articolo 58 la legge non prevede per loro il reato di vagabondaggio, di chiedere elemosina o di sniffare la droga popolare poco costosa di rugby, poiché tali accuse sono in contrasto con la Convenzione sui diritti del fanciullo.

La seconda legge è la 7610 del 1992 che copre la protezione speciale contro gli abusi, lo sfruttamento e la discriminazione. Secondo questa legge vivere per strada senza i genitori o l’essere costretti a mendicare sono considerati abusi intollerabili. La grande preoccupazione qui è che il quadro regolatorio rende la presenza dei bambini per strada più complesso, sia perché le strade sono pericolose per loro, o perché rappresentano un rischio per lo spazio pubblico. Entrambe le visioni sottolineano violenza e protezione.

Entrambi portano alle stesse conclusioni: i bambini non devono essere per strada. Non c’è da meravigliarsi che il Ministero dello sviluppo sociale e del Welfare, DSWD, ha implementato un programma chiamato Sagip Kalinga, “salvare e curare” i cui obiettivi sono di prevenire un aumento di persone che vivono per strada e proteggerli dai pericoli della vita per strada.

Comunque sono programmi fortemente criticati dai militanti.

I bambini i strada salvati si trovano di fronte a condizioni più pericoloso nei campi che sono caratterizzati da abusi e maltrattamenti. Ad illuminare questa situazione vi è il caso di Frederico, una cui foto in una condizione quasi scheletrica divenne famosa e portò alla chiusura temporanea del campo.

Ma anche così l’atmosfera pubblica continua ad essere antagonista verso i bambini di strada. Si deve solo guardare al profilo Twitter del DSWD che incoraggia la raccolta di informazioni sui posti dove si incontrano bambini di strada perché il DSWD li possa salvare.

Benché alcuni cittadini inquadrino le loro denunce in un quadro di dover salvare i bambini, la maggioranza dei rapporti erano inquadrati in un linguaggio punitivo che li descrive come un una seccatura, che colpiscono la vista o una minaccia alle strade ordinate. Persino l’espansione del programma di trasferimento di cassa condizionale Pantawid Pamilya verso i bambini di strada e le loro famiglie è radicato nella considerazione che la loro presenza e relazione con le strade è essenzialmente sbagliata.

La collusione tra richieste di ordine pubblico e protezione dei bambini ha cancellato altre voci in favore ai diritti del bambino, specialmente la propria partecipazione dei bambini in questo dibattito. Le Filippine sono il primo paese del Sudestasiatico a riconoscere la partecipazione del fanciullo, obbligatoria nel codice del bambino e del giovane del 1974 che anticipa la Convenzione stessa. Ha anche uno dei meccanismi più solidi per la partecipazione nella politica pubblica.

La partecipazione comunque è possibile solo per coloro che soddisfano degli indicatori; il loro input è controllato dallo stato e dominato da particolari voci politiche. I bambini di strada che sono descritti come “criminali in fasce” sono incapaci per definizione di soddisfare questi indicatori e restano perciò vulnerabili alle politiche di punizione.

Con la presidenza Duterte appena agli inizi, le possibilità non sono dalla parte dei bambini di strada. I suoi piani tutti legge ed ordine, un sentimento crescente pubblico contro i bambini di strada e la precedente fusione della protezione con i discorsi di ordine pubblico peggioreranno le vite dei bambini di strada.

Mettere in carcere i genitori ha il potenziale di mettere in pericolo i bambini di strada anche di più. L’appoggio di Duterte agli omicidi extragiudiziali di criminali sospetti ha comportato conseguenze sui bambini di strada. Inoltre il coprifuoco per i minori è un passo che allontana dal riconoscimento dei diritti del bambino ad uno spazio pubblico. Nessuno di queste politiche e rotoriche offre una piattaforma alle voci dei bambini.

Tali politiche sono un chiaro segno di un governo che non riesce a dare spazi e strade sicuri per i propri giovani cittadini, le cui aspirazioni documentate con il Programma di una Città favorevole ai bambini includono ironicamente la possibilità di andare in giro per strada senza paura.

CLARA SIAGIAN, NEW MANDALA

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