Ban Ki Moon, e le elezioni nazionali in Birmania del 2010

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Man mano che la data fatidica del 7 maggio, termine entro cui i partiti devono registrarsi per poter partecipare alle elezioni nazionali in Birmania pena il loro scioglimento, si rinnovano le dichiarazioni di vari esponenti mondiali a favore della liberazione di Aung San Suu Lyi e di tutti i prigionieri politici e perché sia data a loro la possibilità di partecipare alle elezioni politiche del 2010, e renderle in questo modo giuste e inclusive.

elezioni nazionali in Birmania 2010
asianews.it

Dopo le dichiarazioni di alcuni ministri degli esteri dell’Asean, che invitavano la Birmania sulla strada di elezioni inclusive e giuste, si è riunito il gruppo delle 15 nazioni amiche della Birmania presso l’ONU che però non ha raggiunto una posizione unanime sul prosieguo dell’azione dell’ONU in Birmania essenzialmente per la posizione della Cina, per la quale le elezioni sono un problema di sovranità nazionale e vanno rispettate in quanto tali.

Il compito dell’ONU è quindi quello, secondo l’ambasciatore cinese, di aiutare la nazione a promuovere un ambiente costruttivo, salubre che conduca alle elezioni nazionali, aggiungendo che poiché la Birmania è una delle nazioni più povere, le elezioni non sono cosa facile e sono un passo importante nel processo di riconciliazione nazionale e nel processo democratico della nazione.

Da parte sua il segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon ha detto:

“E’ frustrante e deludente non vedere alcun progresso. Durante i miei incontri con i generali birmani, li ho invitati a fare delle azioni concrete e loro hanno preso degli impegni. Credo che l’affermazione di questi impegni sia molto lenta e graduale. Uno degli impegni è la pubblicazione delle leggi elettorali, ma la data delle elezioni nazionali in Birmania non è stata ancora annunciata, e li stiamo ancora spronando a liberare i prigionieri politici, compresi Aung San Suu Kyi. E’ frustrante per tutti noi, e continueremo a lavorare per una democratizzazione completa…”

Di fronte alle dichiarazioni della Nobel birmana prigioniera secondo cui La Lega Nazionale per la democrazia non dovrebbe partecipare alle elezioni in base alla legge elettorale, Ban Ki-moon non ha aderito a questo invito pubblicamente ma ha dichiarato:

“Se quello che ha detto si basa sul suo pensiero genuino, legato alla situazione attuale, allora dobbiamo rispettare la sua decisione. Ho più volte detto al governo birmano che senza la completa partecipazione di tutti compresi i detenuti politici, specie San Suu Kyi, non si possono ritenere le elezioni inclusive e giuste. Quindi dobbiamo monitorare tutti i processi e gli sviluppi. “

Il gruppo di lavoro sulla Birmania, ha dichiarato Ban Ki-moon, ha deciso di continuare a lavorare su due punti.
Il primo è la necessità di elezioni inclusive e giuste perché ci siano prospettive di stabilità, democrazia e sviluppo per tutti in Birmania.

“Ho espresso le mie preoccupazioni che le leggi elettorali pubblicate e l’ambiente complessivo non sono adeguati completamente al bisogno di un processo politico inclusivo. Ho annotato le continue frizioni tra il governo e i partiti più importanti del processo politico nazionale, compreso i gruppi etnici di cessate il fuoco e vari incontri con San Suu Kyi. nonostante gli sforzi fatti è deludente vedere che non sono stati fatti progressi in questo processo. “

Altro punto importante secondo il segretario generale sono il lavorare per standard di vita migliori per i Birmani. “Le sfide politiche, umanitarie e di sviluppo della Birmania devono essere affrontate in parallelo e con la stessa attenzione.”

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