BANGKOK: Fine settimana col sangue a Bangkok

Listen to this article

Due attentati contro le manifestazioni del PDRC hanno segnato questo fine settimana col sangue di gente inerme, né sostenitori né antagonisti del governo o del PDRC.

Sabato sera un attacco con bombe e armi automatiche in una cittadina vicino Trat lungo la costa orientale thailandese ha visto la morte di una bambina di cinque anni e 35 alti feriti vicino ad un sito delle manifestazioni del PDRC. Al ristorante sede dell’attentato c’erano sedute varie guardie del PDRC ed altri avventori. La ragazzina è morta dopo vari tentativi da parte dei medici di salvarla. La ragazza stava insieme ad altri familiari a giocare con gli amici, mentre i familiari lavoravano al ristorante.

Oggi domenica un altro attentato è avvenuto al sito principale della protesta Rachadaprasong, a cento metri dal palco e di fronte ad un supermercato, con una bomba che ha ucciso 2 persone, di cui un bambino di 4 anni, e ferito altre 22 persone. In precedenza c’era stato il lancio di una granata contro un tribunale di Bangkok.

E’ un gioco al massacro che in molti ritengono utile per lanciare un golpe definitivo che chiuda un periodo di impasse politico ed istituzionale, che sta strangolando la Thailandia, e che nessuno delle due parti riesce a vincere.

Il PDRC, che ultimamente ha lanciato la “caccia” a Yingluck Shinawtra con cui si vuole intimidirla e costringerla a dimettersi, accusa apertamente il governo di mandare i suoi uomini in questi attacchi e chiede che si trovino immediatamente i colpevoli.

Nei discorsi dal palco Suthep continua a lanciare comunque campagne di odio e di minacce. Prima ha lodato gli sconosciuti armati che difendono le manifestazioni del PDRC, come quelli che a volto coperto aprirono il fuoco contro le magliette rosse a Lak Si. Gli uomini armati dei popcorn, li chiamano, perché hanno nascosto le loro armi automatiche nei sacchetti del popcorn. Attenzione, grida Suthep, che questi uomini del popcorn potrebbero colpire anche esponenti delle magliette rosse. Poi dopo aver lanciato parole misogine e accuse velate di morte contro la Yingluck ha lanciato anche minacce velate contro il figlio piccolo della Yingluck.

Questi attentati si inseriscono bene in una strategia di morte che vuole spingere le forze armate ad uscire dall’ombra del sostegno al PDRC ed entrare attivamente nella situazione politica. Le magliette rosse dal canto loro restano ancora nell’ombra ed sono usate come l’arma oscura da brandire contro il potere realista.

Il portavoce del Puea Thai ha condannato l’attacco di Trat definito da spregevole, ha accusato le terze forze che si nascondono nell’oscurità nella speranza di trarre beneficio da questa situazione. “Un attacco del genere non dà alcun beneficio al governo”.

Stessa condanna ferma l’ha espressa Yingluck che si dice anche rattristata per la morte di gente innocente e di bambini. Sono atti terroristici per qualche fine politico che non tengono conto della vita umana, ha detto Yingluck che ha anche promesso indagini rigorose per portare i colpevoli davanti alla giustizia. Ha inoltre reiterato l’invito ad usare metodi pacifici di dialogo per risolvere il conflitto pacificamente.

Taggato su: ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ottimizzato da Optimole