Bangkok sta sprofondando da uno a due centimetri l’anno

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Bangkok si prepara ad ospitare i colloqui sul cambiamento climatico ed è essa stessa, una città di oltre 10 milioni di persone, sotto l’incubo di previsione disastrose dovute al riscaldamento globale che minaccia di sommergerla nel mero volgere di un decennio.

Ci sarà un incontro preparatorio per la prossima conferenza sul clima dell’ONU, un summit in Polonia alla fine del 2018 per fissare le regole per la riduzione delle emissioni dei gas serra e dare aiuto ai paesi vulnerabili.

Con l’aumento delle temperature si prevedono condizioni meteorologiche anormali quali potenti cicloni, piogge imprevedibili e alluvioni e siccite intense, che aggiungono pressione sui governi che hanno il compito di portare in vita il trattato del clima di Parigi.

Costruita su una terra un tempo acquitrinosa, Bangkok si trova appena ad un metro e mezzo al di sopra del livello del mare, e sarà la città tra le più colpite al mondo insieme alle colossali vicine Manila e Giacarta.

Un rapporto della Banca Mondiale afferma che Bangkok sarà inondata per il 40% per gli inizi del 2030 per le piogge estremamente intense e per il cambiamento delle tendenze climatiche.

Attualmente “la capitale Bangkok sta sprofondando da uno a due centimetri l’anno con il rischio di allagamenti enormi nel prossimo futuro” sostiene Tara Buakamsri di Greenpeace, mentre i mari nel vicino Golfo della Thailandia salgono di 4 millimetri l’anno oltre la media globale.

“La città è quasi largamente sotto il livello del mare” dice Buakamsri.

Nel 2011 quando la stagione dei monsoni causò il peggiore degli allagamenti di decenni rimase sotto l’acqua un quinto della metropoli, e la Bangkok centrale fu risparmiata grazie alla costruzione affrettata di sbarramenti.

Il resto del paese non ebbe la stessa fortuna e alla fine della stagione morirono 500 persone.
A lasciare i cittadini e la città in una situazione critica è stata l’urbanizzazione senza limiti affiancata dall’erosione delle coste.

Bangkok è diventata una vittima del suo frenetico sviluppo a causa dei suoi enormi grattacieli che danno il loro contributo alla graduale sprofondamento nell’acqua.

A peggiorare le cose l’intricata ree di strade a sostituito il dedalo di canali che costituiva la città prima, dice l’esperto della Chulalongkorn University Suppakorn Chinvano.

“Contribuivano ad un sistema di drenaggio naturale” dice l’esperto il quale aggiunge che questa rete di canali guadagnò a Bangkok il vezzeggiativo di Venezia d’Oriente

A dare un contributo importante all’erosione della costa attorno alla capitale ci sono gli allevamenti di gamberetti e progetti di acquacultura.

Questo comporta che Bangkok potrebbe essere circondata dagli allagamenti dal mare a meridione e dalle piogge monsoni a nord, secondo Chinvano.

“Gli specialisti prevedono tempeste più intense nella regione negli anni a venire”

Narong Raungsri, che dirige il Dipartimento di Bangkok dei reflui e del drenaggio, ha ammesso che la debolezza della città nasce dai piccoli tunnel e sviluppo eccessivo dei quartieri vicini.

“Quello che un tempo era un bacino idrografico non esiste più” dice Raungsri. che aggiunge: “Il nostr sistema può gestire quello che riusciamo a fare, abbiamo bisogno di ingrandirlo.”

Il governo sta cercando di mitigare gli effetti del cambiamento del clima con la costruzione di una rete di canali municipali da 2600 chilometri e stazioni di pompaggio insieme a otto tunnel sotterranei per eliminare l’acqua in caso di disastro.

La stessa università di Chulalongkorn nel 2017 costruì un parco da 10 ettari dissegnata particolarmente per drenare milioni di litri di acqua di pioggia e rimetterli nei limitrofi luoghi che non sono allagati.

Ma queste situazioni particolari potrebbero essere insufficienti.

“Abbiamo bisogno di una chiara politica di gestione dei suoli” dice Buakamsri, con il bisogno di spazi verdi che sono sempre a rischio dei costruttori. “Il prezzo elevato dei suoli a Bangkok rende una priorità gli interessi economici”.

SCMP

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